Marco Tartari nuovo Capogruppo PD in Consiglio Comunale

Dopo l’incontro di mercoledì sera e la consultazione tra i componenti del Gruppo Consiliare del Partito Democratico di Verbania è stato eletto Capogruppo Marco Tartari, 33 anni e da 10 impegnato attivamente nel partito.
“Nel ringraziare i componenti del gruppo per la fiducia accordatami e Davide Lo Duca per il lavoro fin qui svolto -afferma Marco Tartari- accetto con responsabilità questo incarico, consapevole delle difficoltà e dell’importanza del lavoro che dovrò svolgere per la Città, nel rispetto del forte mandato politico ed elettorale ricevuto dai cittadini.
Il mio impegno sarà volto a far sì che il gruppo del Partito Democratico diventi sempre più utile e propositivo per la vita amministrativa della nostra comunità. Da parte di tutto il Gruppo ci impegneremo a condividere maggiormente le decisioni insieme e per la Città, ad ascoltare ed accogliere esigenze ed opportunità, ad avanzare idee e proposte.”
Accogliendo con serietà e consapevolezza gli impegni legati a questo incarico, per meglio rispondere alle necessità organizzative del numeroso gruppo consigliare del PD, ho ritenuto opportuno chiedere ad Alessandro Papini di dare il proprio prezioso contributo in qualità di Vice Capogruppo. ”

Gruppo Consiliare del Partito Democratico

Dimissioni segretario e capogruppo PD Verbania

palazzo FlaimDopo averlo fatto lunedì in segreteria in presenza del sindaco, ieri sera Davide Lo Duca e Riccardo Brezza hanno ufficializzato di fronte al gruppo consiliare le dimissioni irrevocabili come capogruppo del PD e come segretario di Circolo.

Davide Lo Duca dichiara:”nell’anno e mezzo in cui ho condotto il gruppo abbiamo lavorato in maniera compatta e sostanzialmente senza sbavature. Abbiamo sostenuto l’amministrazione nel rispetto delle posizioni espresse al nostro interno e della mediazione che si è sempre raggiunta. Talvolta magari con fatica, ma ciò non deve stupire quando un gruppo è composto da ben 17 persone: assolutamente belle persone, animate da un profondo senso di disponibilità per la Città.

Non posso sottrarmi però, oggi, dal riconoscere l’esistenza di un problema politico nei rapporti tra partito, gruppo e amministrazione. Un problema politico che va affrontato e risolto, con i dovuti tempi e nei dovuti luoghi.

Un’altra conduzione del gruppo arriva, quindi, in un momento delicato. Rimango, convintamente, per il rispetto nei confronti di chi mi ha votato, per la comunità che rappresento e per la Città, per dare una mano al gruppo ed al capogruppo impegnandomi a caratterizzare il mio contributo, come sempre, al massimo del mio impegno.”

Ecco invece le dichiarazioni del segretario Riccardo Brezza:”dopo un ampio e approfondito confronto durato giorni con la mia segreteria, ed infine alla presenza del sindaco Marchionini, ho deciso di rassegnare le mie dimissioni come segretario di circolo, che saranno effettive quando rimetterò il mio mandato di fronte all’assemblea degli iscritti già convocata per la prossima settimana.

Questa scelta arriva dopo aver constatato che le distanze politiche in termini di scelte, modi e stili, con il Sindaco , non sono state superate da alcuna mediazione possibile durante gli incontri di questi giorni. Penso sia una scelta giusta e di responsabilità rimettere il mio mandato, per permettere a tutto il Partito Democratico verbanese di confrontarsi e discutere sui problemi della nostra comunità politica in modo libero e trasparente durante un congresso.

Lascio con difficoltà questo ruolo che ho svolto sempre con passione e onore ma, convinto come sono che la Politica non sia mai un fatto personale ma sempre collettivo, mi trovo costretto a prendere questa scelta. Di fronte agli iscritti del mio Partito darò più ampie spiegazioni sulle dinamiche che mi hanno portato a prendere questa decisione. Rinnovo il mio impegno verso la città come consigliere comunale, e verso il Pd come iscritto.”

Partito Democratico – Circolo di Verbania

Legge di stabilità e collegato ambientale: le opportunità per il VCO. Incontro a Domodossola

Il gruppo parlamentare del PD unitamente al Partito Democratico del VCO, organizza un incontro pubblico sul tema: “legge di stabilità e collegato ambientale: le opportunità per il VCO”.
Il confronto si svolgerà venerdì 5 febbraio 2016 presso l’hotel Corona a Domodossola alle ore 21.00.
Interviene l’on. Enrico Borghi, Capogruppo PD Commissione Ambiente,territorio e lavori pubblici)
Partecipano:
Claudio Miceli (Segretario PD Domodossola),
Antonella Trapani (Segretario PD VCO),
Mariano Cattrini (Sindaco Domodossola),
Stefano Costa (Presidente Provincia VCO).
Documenti consultabili al link
http://www.camera.it/leg17/522ambien?tema=collegato_ambientale

Il PD del VCO aderisce alla giornata “Sveglia – E’ ora di essere civili”

sveglia italia  unioni civiliIl Partito Democratico Provinciale del Verbano Cusio Ossola ed il circolo di Verbania, come avvenuto per il PD regionale del Piemonte, aderiscono all’iniziativa nazionale di sabato 23 gennaio 2016 “Sveglia- e’ ora di essere civili”, che vede un appuntamento nel nostro territorio in piazza Ranzoni a Verbania Intra; iniziativa promossa dalle associazioni lgbt nazionali (Arcigay, ArciLesbica, Agedo, Famiglie Arcobaleno, Mit).

Riteniamo necessario porre l’attenzione sull’urgenza dell’ampliamento di diritti fondamentali a chi, fino ad adesso, ne è rimasto privo. Sulla base della Costituzione e dei principi ispiratori della Repubblica, riteniamo necessario e non più rinviabile il disegno di legge sulle Unioni civili che verrà discusso in Parlamento nei prossimi giorni. La riforma si pone come necessaria, secondo quel principio di eguaglianza, non solo espresso nella Carta fondamentale all’articolo 3, ma che deve sottendere all’azione di ogni amministrazione democratica.

Essendo un punto del programma del nostro partito, l’adesione è anche coerente con le scelte nazionali di portare in aula il disegno di legge voluto dal gruppo parlamentare del PD, e con quelle locali visto il voto favorevole del PD al registro delle Unioni Civili istituito pochi mesi fa dal Comune di Verbania.

Ricordiamo che L’Italia è uno dei pochi paesi europei che non prevede un riconoscimento giuridico per le coppie dello stesso sesso, ed è necessario compiere un passo in avanti verso l’estensione dei diritti.

Invitiamo gli iscritti ed i militanti del PD ad essere presenti all’iniziativa di piazza Ranzoni che si svolgerà dalle 10 alle 18 di sabato 23 gennaio a intra.

Antonella Trapani
Segretario provinciale

Riccardo Brezza
Segretario circolo Verbania

Partito Democratico
Coordinamento provinciale VCO
Via Roma 24, 28921 Verbania
Tel. 0323 401272

“Compagni”, il libro in cui rivive la storia dei Pajetta

compagni pajettaS’intitola “ Compagni” il libro scritto da Elvira Pajetta , pubblicato dall’editore Macchione . Il racconto di una “giovinezza tenace” e coraggiosa, vissuta nel desiderio di una libertànegata dal fascismo e nell’impegno politico comunista, un riferimento ideale mai venuto meno nella famiglia Pajetta e incarnato nei giovani Gian Carlo, Giuliano e Gaspare, i tre figli di Elvira Berrini (la nonna dell’autrice) e Carlo Pajetta, avvocato del banco San Paolo di Torino, emarginato per non aver voluto prendere la tessera del Partito nazionale fascista.
A loro si aggiunge il ritratto, al tempo stesso forte e delicato, della madre di Elvira, Claudia Banchieri. “ Come si poteva tenere vivo nel ricordo quel mondo di persone generose, attive che avevano ispirato la loro vita a ideali forti e vi erano rimaste sempre coerenti?”, scrive Elvira Pajetta. Aggiungendo: “Questi fogli rappresentano i giorni di un calendario che per me era necessario comporre”.
Quella raccontata in “Compagni” è una storia intima e pubblica allo stesso tempo che si gioca su più scenari. Sullo sfondo ci sono la Francia, pronta ad accogliere i tanti rifugiati politici italiani, la guerra civile in Spagna, l‘Unione Sovietica e l‘Italia di Benito Mussolini.
Una storia che in parte si svolge anche a Taino, in provincia di Varese, sulla sponda lombarda del lago Maggiore, dove Elvira Berrini e Carlo Pajetta hanno abitato fin dagli anni ’20 e luogo che terrà a battesimo la militanza comunista dell’adolescente Giuliano. Lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale mise a dura prova i destini dei giovani Pajetta. Giuliano ,che si trovava Oltralpe, venne arrestato dai gendarmi francesi e trasferito, dopo la condanna, al carcere di Nimes da dove evase con un’azione degna di un romanzo di Dumas.
La figlia Elvira ripercorre molti anni dopo lo stesso cammino fatto dal padre verso l’Italia, un vero pellegrinaggio dove antiche ferite si riaprono per far scorrere la storia. Gaspare e il cugino Piero ( Nedo) cadono in combattimento: il primo il 13 febbraio del ’44 , al Cortavolo di Megolo, con altri undici partigiani guidati dal Capitano Beltrami ; il secondo un mese dopo in uno scontro in montagna con i fascisti. A sua volta Giuliano, dopo essere rientrato in Italia per partecipare alla Resistenza, conoscerà sia il carcere di San Vittore che il lager di Mauthausen, dove verranno internati migliaia di italiani.Nel racconto di Elvira c’è posto anche per molto altro: la felicità del 25 Aprile, giorno della liberazione dall’occupazione nazifascista, l’impegno di Giuliano Pajetta e del figlio Gian Carlo nel Pci del dopoguerraaccanto a Enrico Berlinguer, i rapporti con l’Urss, i fatti tragici di Ungheria, i ricordi di Roma e Firenze. Belle foto, in parte inedite, e un nutrito numero di documenti testimoniano tutti questi passaggi pubblici e privati. Un lavoro lungo, non facile, durato ben otto anni. “Negli ultimi anni tutto il mio mondo si era modificato”, dice Elvira Pajetta. “ Molte cose erano sparite del tutto e molte avevano cambiato posto o dimensione. Mio padre Giulianoera morto nel 1988. Il muro di Berlino, smantellato nell’anno successivo, era diventato un monumento alla Germania unificata. Il Partito Comunista Italiano, dove avevo abitato da sempre, aveva cambiato nome e ora avrebbe dovuto cambiare forma. Mi rendevo conto, certo, che da vent’anni le crepe nei muri di “casa mia” erano diventate sempre più visibili. La mia famiglia, “I Pajetta”, non era più quella che, come in un disegno infantile, mi ero tenuta dentro per tanto tempo: mia nonna Elvira e i suoi tre figli, Giancarlo, Giuliano e Gaspare, i comunisti. Raccontarla era necessario”.

Marco Travaglini

Gestione profughi ad Omegna: no a scontri, risolviamo i problemi

Omegna 1GESTIONE PROFUGHI: NON DEVONO VINCERE LA DEMAGOGIA E LO SCONTRO SOCIALE, MA LA VOGLIA DI RISOLVERE I PROBLEMI E DI MIGLIORARE.

La questione dei profughi a Omegna, dopo l’emissione di un bando pubblico per la gestione completa del centro di Crusinallo da parte dell’ amministrazione Comunale, tra Gennaio e Febbraio subirà una nuova modifica.
Come sappiamo, il bando è stato vinto, in maniera trasparente, da una cooperativa diversa da quella che oggi ha in carico il centro e questo, se da una lato porterà nelle casse comunali un canone fisso di circa € 85.000 / anno, dall’altro comporterà una serie di cambiamenti sui quali crediamo si debba ragionare:

la gestione del centro di Crusinallo passerà di mano, facendo scendere il numero dagli attuali 68 profughi a 50;

il centro in via De Angeli continuerà con l’attuale gestione privata dei 30 profughi, dove il Comune non può dire alcunché, visto che gli accordi sono diretti tra Cooperativa e Prefetto;

Da Gennaio ha aperto un nuovo centro gestito da privati presso l’Ex albergo Vittoria, dove, anche qui, il Comune non avrà diritto di parola e dove si prenderanno in carico altri 40 profughi.

Di fronte a queste novità il Centro Destra Cittadino si è mobilitato per fomentare demagogia e scontro sociale invitando una televisione nazionale sul tema e dando della Nostra Città un’impressione del tutto distorta, danneggiando quel rilancio d’immagine e anche turistico, che chi governa, insieme ai propri cittadini, sta portando avanti da tempo. Per qualcuno forse quanto visto è stato un successo personale: noi diciamo che vedere infangare Omegna è stato un dolore, anche perché, oltre alle falsità che gli hanno permesso di dire, si sono sfruttate persone con grosse difficoltà, che il Comune e gli enti Sociali seguono e conoscono da tempo.

Il Partito Democratico vuole invece essere attore di concreto miglioramento e intende esprimere alcune preoccupazioni e proporre alcune soluzioni.

Assodato che la gestione di 120 Profughi in una città di 16.000 abitanti non deve e non può spaventare nessuno e convinti del fatto che anche altri Comuni della Provincia dovrebbero essere più solidali con quanto sta accadendo, come Partito Democratico Circolo di Omegna confermiamo l’appoggio alla scelta dell’amministrazione di contribuire ad aiutare chi oggi scappa da guerre e fame, evidenziando peraltro come sia assurdo che una Città non possa avere potere decisionale sulla scelta dell’utilizzo di un edificio (anche privato) nel suo centro storico.

Dall’altra parte però pensiamo anche che quest’ultima fase poteva essere gestita in maniera diversa, sforzandosi di trovare una soluzione che non compromettesse un importante opportunità di sviluppo come di fatto è avvenuto, così come pensiamo di debba fare uno sforzo più incisivo per favorire nuovi insediamenti turistici in Città.

E per questo chiediamo:
che l’amministrazione continui a mantenere un presidio attento e presente sulle gestioni dei 3 centri, pur se gestiti integralmente dai privati con rapporto diretto con la Prefettura: per la sicurezza dei nostri cittadini e per rispetto dei profughi stessi;
creando condizioni sempre più agevoli e semplici affinché i richiedenti asilo possano eventualmente essere abilitati come volontari a favore di interventi di decoro pubblico;
collaborando fin d’ora insieme ai soggetti privati coinvolti nella gestione dei profughi, sulla possibilità di trovare strade utili allo sviluppo Turistico di Omegna, questo perché una struttura strategica come l’Ex Hotel Vittoria, non possiamo e non dobbiamo perdere l’occasione di farla diventare una struttura recettiva non appena possibile;
che si sensibilizzi il Prefetto a cercare, per quanto difficile, soluzioni che portino per il futuro a una più equa distribuzione dell’accoglienza sul territorio Provinciale nel rispetto di una Città, la nostra, che ha già dato molto sul tema;
che si destinino gli 85.000 euro annui che il Comune incasserà grazie all’accoglienza dei profughi: in parte ad ulteriori interventi di sostegno a cittadini bisognosi, in collaborazione col mondo del volontariato e come tanti peraltro già sono svolti dalle varie associazioni cittadine e dal CISS come le risorse destinate dal Comune;
in parte per iniziare un percorso di agevolazioni fiscali cospicuo a favore dei nuovi insediamenti turistico ricettivi che volessero costituirsi in Città.

Dobbiamo incentivare gli investimenti privati nella Nostra Città e per farlo l’utilizzo di queste risorse deve essere sono l’inizio di quella che riteniamo debba essere una priorità assoluta di quest’amministrazione!

Per quanto riguarda le notizie di questi giorni sulla possibilità di avere un’università islamica a Omegna,crediamo che questo tipo di argomenti devono essere affrontati senza barriere ideologiche, ma è altrettanto vero, che trattandosi di progetti sul futuro di Omegna, nulla può essere dato per certo, senza prima aver condiviso l’idea con la Città e in particolar modo con chi governa.

Dalle prime indiscrezioni che abbiamo avuto modo di leggere e reperire con i Nostri contatti, siamo ben lontani da una presa d’atto e quindi, restiamo in attesa di sapere quale può essere l’opportunità per Omegna, al fine di valutare la bontà del progetto o meno.

Segreteria PD Omegna