Festa de l’Unità a Verbania

FestaunitaDa giovedi’ 4 a domenica 7 settembre 2014 si svolgerà la Festa de l’Unità, organizzata dal PD di Verbania presso la Casa del Popolo arci a Trobaso.
In sintesi il programma:
- Sabato 06 dalle 20.30: Don Renato Sacco, testimonianza dopo il viaggio in Palestina.
- Domenica 07 dalle 18.00: un bilancio della situazione in comune e in regione a tre mesi dal voto. Partecipano Silvia Marchionini Sindaco di Verbania, Aldo Reschigna- Vicepresidente della regione Piemonte.

Tutte le sere cucina dalle 19.30 e musica dalle ore 21.00:
Giovedì 04: trio Lira Dance – musica celtica, irlandese
Venerdì 05: Tropical liscio
Sabato 06: Gruppo giovanile, musica Rock
Domenica 07 DavideMerlino Free Trio

I Numeri vincenti della Festa de L’Unità

Simbolo festa l'unità la lucciola 2014Ieri sera si è chiusa la tradizionale festa de L’Unità della Lucciola di Villadossola,. Anche quest’anno, nonostante il tempo non sia stato molto clemente, la partecipazione è stata sorprendente e gratificante per tutti gli organizzatori e i volontari ai quali va ancora una volta un grande ringraziamento per il loro instancabile impegno.
Anche il banco di beneficenza ha chiuso in bellezza con l’estrazione dei numeri vincenti che vi riportiamo qui sotto.

Scooter                                 10.630
Bicicletta elettrica         19.313

Sperando di aver fatto contento qualcuno, vi diamo appuntamento al prossimo anno!

Riforma degli enti locali: incontro con Enrico BORGHI e Aldo RESCHIGNA

comuniLunedì 18 agosto alle ore 18 alla Festa democratica de l’Unità alla Lucciola di Villadossola, incontro pubblico sul tema: “Nuova provincia e unione dei comuni: la riforma degli enti locali tra problemi ed opportunità”.
Partecipano Enrico BORGHI deputato PD e Aldo RESCHIGNA vicepresidente della giunta regionale.
Tutti i sindaci del VCO e gli amministratori del VCO sono invitati.

Il programma della festa è visionabile cliccando qui. 

L’Unità è viva e deve vivere

Testata de L'UnitàIl 12 febbraio di quest’anno L’Unità ha compiuto novant’anni. Il 31 luglio di quest’anno ha cessato le pubblicazioni, messa in liquidazione. Per chi ha avuto l’opportunità – e l’onore – di scrivere su quel giornale fondato da Antonio Gramsci, com’è capitato per diversi anni a me, sono fatti di straordinario rilievo. Positivo, il primo. Drammatico, da far venire la pelle d’oca e il groppo in gola, il secondo. Gli anniversari combinano sempre storia e memoria. Nel calendario privato di ciascuno di noi a prevalere è la seconda. Nel calendario civile – quello che accompagna la vita di una nazione– prevale quasi sempre la prima. Poi capitano eventi e date che queste due cose – storia e memoria – si mescolano in un modo inestricabile. Per chi l’ha confezionata, diffusa, letta, commentata, persino ostentata come un simbolo, una bandiera, è qualcosa d’importante, di prezioso. Non è “solo” un giornale: è L’Unità. Che le feste quest’anno siano tornate ad organizzarsi in quel nome, voglio considerarlo come un auspicio positivo e non come un’amara beffa del destino. Il 12 febbraio del 1924 , quando Antonio Gramsci fondò quel quotidiano pensava ad un giornale della sinistra. E quel titolo – che lui definì “puro e semplice” – doveva parlare a operai e contadini, ma avere anche un significato più generale. Quel giorno di novant’anni fa, Antonio Gramsci scrisse “Io propongo come titolo L’Unità, puro e semplice, che avrà un significato per gli operai e avrà un significato generale… Dovrà essere un giornale di sinistra, della sinistra operaia rimasta fedele al programma e alla tattica della lotta di classe, che pubblicherà gli atti, le discussioni del nostro partito, come farà possibilmente anche per gli atti e le discussioni degli anarchici, dei repubblicani, dei sindacalisti e dirà il suo giudizio con un tono disinteressato, come se avesse una posizione alla lotta e si ponesse da un punto di vista ‘scientifico”. Un anno tremendo, orribile quel 1924. Il 10 giugno il fascismo sequestrò e uccise Giacomo Matteotti. Gramsci era stato appena eletto deputato e il fascismo stava imponendosi con la repressione e la violenza. Qualche mese dopo, il 16 maggio del 1925, Gramsci, nell’unico suo discorso parlamentare, denunciò la natura dispotica del regime guidato da Benito Mussolini. Da quelle vicende, ci separano novant’anni, poco meno di un secolo. L’Unità questo tempo lunghissimo lo ha vissuto raccontando l’Italia, l’Europa, il mondo. Lo hanno fatto giornalisti, scrittori, intellettuali, dirigenti politici. Lo hanno fatto nella clandestinità e poi lungo l’intera parabola della Repubblica. Pasolini, Quasimodo, Calvino, Pavese, Garcia Lorca o Hemingway: sono solo alcune delle firme che all’Unità hanno consegnato parole e testimonianze del loro tempo. Direttori, redattori, inviati e tutti gli altri giornalisti;tipografi ,linotipisti, dattilografe; i diffusori che (tutte) le domeniche portavano nelle case il giornale e gli ispettori che, come Bruno Salvai, visitavano incessantemente le edicole per garantirne la miglior diffusione. E’ un patrimonio che sarebbe un eresia disperdere. Un giornale – ogni giornale – è come una tessera del mosaico nella storia di un Paese. A quella tessera che porta il nome ( “puro e semplice”) de L’Unità i democratici, i progressisti e la  sinistra italiana sono legati da un affetto e una passione civile profondi. Ora tocca ad un tribunale nominare un commissario. A quel punto le cose potranno soltanto peggiorare o migliorare. Peggiorare, perché se nessuno si farà avanti, la strada obbligata sarà il fallimento e l’addio definitivo. Migliorare, se si troverà una soluzione editoriale e societaria seria e convincente, così che L’Unità possa riaffacciarsi nelle edicole. Alla prima non voglio nemmeno pensare. E attendo di tornare al più presto, come ogni mattina di tutti i giorni, ad acquistare il  “nostro” giornale.

Marco Travaglini

Il vice segretario nazionale del PD Lorenzo Guerini alla Festa di Villadossola

guerini lorenzoNell’ambito delle iniziative alla festa de l’Unità La Lucciola a Villadossola siamo ad invitarvi all’iniziativa di martedì 12 agosto alle ore 18, “dal compromesso storico alle nuove sfide del PD”, con Lorenzo GUERINI vice segretario nazionale PD e la partecipazione dell’istituto Gramsci di Torino.
Cliccando qui si può visionare il programma completo della festa. Di seguito trovate le altre iniziative pubbliche della festa.

-Venerdì 8 agosto ore 21 proiezione del film “Quando c’era Berlinguer“.

-Sabato 9 agosto ore 18: Presentazione del nuovo libro di Marco Travaglini “Voi personaggi austeri, militanti severi…”.

-Domenica 10 agosto ore 18: Michele Anelli – performance con musica / presentazione del suo ultimo libro “Radio Libertà”.

-Lunedì 11 agosto alle 18.00, nell’ambito della Giornata dedicata alle persone diversamente abili, convegno con dibattito sulla fornitura di “ Ausili e Protesi per Disabili ”, con la partecipazione della Dottoressa Valentina Barberi e di Corrado Albertinazzi.

- Lunedì 18 agosto ore 18, “nuova provincia e unione dei comuni: la riforma degli enti locali tra problemi e opportunità”. Enrico BORGHI deputato PD e Aldo RESCHIGNA vicepresidente della giunta regionale, incontrano i sindaci del VCO e gli amministratori del VCO.

LE AREE VASTE MONTANE ENTRANO IN COSTITUZIONE

borghiRisultato storico per le aree alpine del Verbano Cusio Ossola, di Sondrio e di Belluno, ma potenzialmente per le aree montane d’Italia: l’aula del Senato, infatti, ha recepito l’inserimento della peculiarità delle aree vaste montane nella Costituzione riformata, attraverso la presentazione di un emendamento dei relatori Anna Finocchiaro e Roberto Calderoli su cui il governo, attraverso il ministro delle riforme Maria Elena Boschi, ha dato parere favorevole.
Al l’emendamento si è’ giunti al termine di una serie di incontri che i deputati Enrico Borghi e Roger De Menech e il senatore Mauro Delbarba hanno avuto sul tema con il ministro Boschi e i sottosegretari Pizzetti e Bressa.
Il nuovo testo recita: “Per gli enti di area vasta, tenuto conto anche delle aree montane, fatti salvi i profili ordinamentali definiti con legge dello Stato, le ulteriori disposizioni in materia sono adottate con legge regionale”.
Tale formulazione codifica costituzionalmente l’impianto della “legge Delrio” che istituisce le aree vaste interamente montane e confinanti con paesi esteri, attribuendo loro particolari forme di autonomia amministrativa, e consente quindi alle aree alpine del Vco, di Sondrio e di Belluno di aprire un confronto con le rispettive regioni al fine di giungere ad una compiuta legge di adempimento rispettosa sia delle peculiarità’ territoriali che delle prerogative di autonomia di tali territori che vengono sancite dalla Carta fondamentale.
Certo, il processo e’ ancora lungo perché’ sono previste ancora tre letture parlamentari, ma la forte iniziativa del Pd e l’assenso del governo rassicurano circa la positiva conclusione del percorso.
In proposito, i deputati On. Enrico Borghi del Verbano Cusio Ossola e on. Roger De Menech di Belluno e il senatore di Sondrio sen. Mauro Delbarba hanno rilasciato la seguente dichiarazione congiunta:
“Bottino pieno in Senato, missione compiuta! E’ stata ancora ascoltata la nostra voce e la nuova Costituzione, se confermata in tutte le letture, parlera’ di noi!
L’area vasta montana entra in costituzione e consolida le particolari forme di autonomia precedentemente ottenute tramite la legge Delrio. Chi temeva che quanto ottenuto potesse essere cancellato con la riforma Costituzionale ora puo’ esultare: la Costituzione blinda la Delrio e la nostra autonomia. Grazie al consueto e collaudato lavoro svolto insieme, il governo e i relatori hanno colto le nostre ragioni, approdate nell’emendamento 39.5000 che chiude a doppia mandata il discorso su area vasta e aree montane.
Con questo risultato comincia una storia tutta nuova per le nostre valli, da riempire di protagonismo e responsabilita’. ‘Una soddisfazione enorme, un risultato addirittura superiore alle aspettative”

PD VCO Ufficio Stampa