300 mila euro “gettati” a Crevoladossola: la denuncia del PD

image Conferenza stampa lunedì 11 febbraio del circolo del PD di Crevoladossola, che ha denunciato un grave caso di sperpero di denaro pubblico dell’amministrazione comunale di Crevoladossola, guidata dal sindaco di Forza Italia Marcello Della Pozza. Alla presenza dei consiglieri di minoranza Giorgio Ferroni ed Irene Vesci e del consigliere provinciale Alberto Nobili è stato denunciato lo spreco di denaro per uno show room della pietra, costato 300 mila euro ma mai inaugurato, ed ora in stato di completo abbandono (come si vede dalle foto).{mosimage}La storia di quanto succeso è questa. Nel 2002, nell’ambito del PIA (piano integrato d’area) il comune di Crevoladossola ha sottoposto all’attenzione dell’amministrazione provinciale un piano per realizzare uno “show room” della pietra che nelle intenzioni dell’amministrazione avrebbe dovuto essere uno strumento per la valorizzazione dei prodotti lapidei ossolani.
Nel 2002 la provincia era amministrata da una giunta di centro destra presieduta dal Dott. Guarducci e nella maggioranza del consiglio provinciale sedeva anche il Sig. Della Pozza, già allora Sindaco di Crevoladossola.
Con delibera del 2002 la provincia ha finanziato il progetto e ha delegato tutti gli aspetti inerenti alla realizzazione e alla gestione della struttura al comune di Crevoladossola.
A questo punto il comune di Crevoladossola, con delibera di Giunta 163 del 29-10-2002, ha approvato un progetto per la struttura che sarebbe dovuta essere realizzata negli edifici di Villa Renzi già di proprietà comunale.
{mosimage} Il progetto prevedeva che nello show room si sarebbe dovuta realizzare un esposizione permanete di prodotti lapidei anche attraverso sistemi informatici multimediali (proiettori, PC et..).
Era prevista anche la possibilità per i professionisti di realizzare un attrezzato e completo studio di progettazione che premetteva anche dei rendering digitali per la simulazione elettronica riguardo all’utilizzo in architettura ed edilizia dei lapidei ossolani.
Si prevedeva inoltre la realizzazione di un sito internet per la diffusione in rete di informazioni tecniche e commerciali riguardo il settore.
l’opera è stata terminata del 2006 ed il rendiconto finale dell’opera è stato approvato dall’attuale giunta nella delibera 164 del 20 dicembre 2006, da tale delibera risulta che il costo complessivo è stato di 303 mila € cosi suddivisi:
194 mila per la ristrutturazione edilizia di cui 30 mila di progettazione
108 mila per l’allestimento, l’arredamento, la dotazione informatica e la realizzazione del sito internet.
Alla fine dello scorso anno il gruppo di minoranza di centro sinistra di Crevoladossola, preso atto che la struttura non era mai stata aperta al pubblico, ha proceduto ad un ispezione della struttura verificando che la struttura era stata in parte smantellata e per il resto giaceva in una condizione di completo abbandono, una parte delle attrezzature informatiche sono state recuperate nell’ufficio tecnico comunale.
I locali sono insalubri in quanto seminterrati e molto umidi, parte degli arredi e del materiale informatico sono stati rovinati.
Paradossalmente il sito internet legato alla struttura è ancora on line (in data 31-1-2008) al seguente indirizzo www.bludocks.com/vco/v1/it/ (collegato al sito della provincia).  (Su questo punto rettifichiamo l’importo su segnalazione della ditta, la delibera in nostro possesso – 164 -2006 Rendiconto Finale – riporta un costo di 8400 Euro, mentre la ditta ci ha segnalato di avere percepito un compenso pari alla metà di quanto pubblicato precedentemente sul blog- che era 12000 Euro)
Ci sembra evidente che siamo di fronte ad un palese e clamoroso caso di sperpero di denaro pubblico. l’amministrazione di Crevoladossola non è nuova a questi discutibili atteggiamenti che portano alla richiesta di finanziamenti per opere a prescindere dalla loro reale utilità, opere che spesso non vengono nemmeno aperte al pubblico.
Ricordiamo a tale proposito l’allestimento museale vicino alla chiesa di Crevola, i 100 mila euro della provincia per la piattaforma di conferimento rifiuti, (mai aperta) e il finanziamento docup per il recupero del lago tana. Nel frattempo le esigenze reali della popolazione passano in secondo piano; a Crevoladossola ci sono grossi problemi di qualità dell’approvvigionamento idrico, non si interviene seriamente sulle strutture scolastiche e addirittura non c’è copertura del servizio di adsl via cavo.
In conclusione, Riteniamo quindi doveroso chiedere pubblicamente conto all’amministrazione delle sue scelte riguardo la gestione dello show room di Villa Renzi.
Il Gruppo Di Minoranza Uniti per Crevoladossola
Partito Democratico Crevoladossola
Coordinamento Provinciale PD
 

2 pensieri su “300 mila euro “gettati” a Crevoladossola: la denuncia del PD”

  1. Credo che si dovrebbe cominciare a dire che questi piani dai nomi incomprensibili ai più, frutto di tecnicismi di una politica troppo legata o emanazione stessa di ingegneri, architetti, geometri e chi più ne ha, più ne metta, sono molto spesso, oserei dire sempre, solo l’occasione per recuperare denari e poco importa, poi, se da essi ne deriva o meno uno sviluppo… È una concezione della politica molto trasversale… dalla quale il Partito Democratico dovrebbe cominciare ad affrancarsi.
    Sì, perché di esempi di questa “cultura” dell’amministrare ne abbiamo di fronte tutti… Io ne ho uno a non più di trecento metri da casa… quel tal ponte fantasma e costato ben più di 300.000 euro molto simile a quelle opere che eravamo abituati a vedere in servizi giornalistici dalla Sicilia… ma qui siamo a Villadossola… nonostante ciò anche qui i ponti finiscono in mezzo al fiume.
    Come direbbe uno dei tanti personaggi della Cortellesi: «ne vogliamo parlare?»

  2. Caro Giorgio, sono della stessa idea.
    Sembra che molte volte le amministrazioni si inventino di sana pianta dei progetti pur di accedere a dei finanziamenti per poi realizzare catedrali nel deserto che servono a poco o nulla con costi di gestione esorbitanti.
    Certo, dovrebbero iniziare gli stessi amministratori a rendersi conto che, a volte, il detto: “Piuttosto che niente è meglio piuttosto” andrebbe rovesciato. Credo, tuttavia, che ci sia un problema anche a monte ovvero nella sede decisionale del finanziamento.
    Il Pd dovrebbe iniziare a diffondere una nuova cultura del fare le cose, sarà un lavoro difficile, ma spero che si inizi presto.

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