Presidio a Verbania per difendere la costituzione

Oggi LUNEDI 9 FEBBRAIO a VERBANIA INTRA PIAZZA RANZONI ore 17,30  presidio a difesa della Costituzione e di solidarietà con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
TUTTI I CITTADINI SONO INVITATI A PARTECIPARE.

3 commenti su “Presidio a Verbania per difendere la costituzione”

  1. Per quanto mi riguarda il Partito Democratico è morto.
    Le dichiarazioni di voto a favore del DDL del Governo in discussione in questo momento fanno rabbrividire. E badate, non son qui da ritenersi inammissibili opinioni diverse su un tema così complesso, la questione è di ben altro peso.
    Ho sentito cose del tipo: «io non lo farei mai, quindi voto per impedirlo»… siamo alla follia pura… Se nel Partito Democratico non è condiviso il rispetto per le libertà personali all’autodeterminazione e si pensa giusto imporre una morale di Stato, non esiste nessun Partito Democratico… ma che fine ha fatto il codice etico?
    Ci siamo illusi per l’ennesima volta, ma il livello della classe dirigente in questo Paese è troppo basso per concedere il benché minimo spazio al sogno.

  2. Un partito muore nel momento in cui riesce a distinguere tra libertà di coscienza e responsabilità politica, così come accaduto ieri sulla questione Englaro con le dichiarazioni di voto favorevole di Enrico Letta e dei “cattolici” (lo sono anch’io ed a volte mi chiedo se abbiano letto un Vangelo diverso)

    Correnti, personalismi, divergenze e ricatti distruggono l’unità di intenti, la capacità di elaborazione e l’agire politico di un partito.

    La mia preoccupazione è che il fatidico ed atteso Congresso Nazionale potrà tutto tranne risolvere i conflitti interni ad un gruppo dirigente e parlamentare incapace di assumersi responsabilità collettive di fronte al Paese, in cui ciascuno si sente in dovere di differire dalla posizione del segretario in virtù di un pluralismo interno.
    A cosa serve il partito democratico se non sa trovare una posizione unitaria per risolvere i problemi del Paese?

  3. Un Partito Democratico esiste non se al suo interno passa una linea da pensiero unico, ma se fonda il suo essere su un principio condiviso che accetta posizioni differenti solo contemporaneamente attuando politiche di rispetto per la persona nel suo fondamentale diritto all’autodeterminazione e non, invece, cerca di promuoverne altre che sono finalizzate alla definizione di una “morale di Stato”.

    Quello è un modello di Stato confessionale, non di Stato democratico.

    Se un partito che si definisce democratico pensa che sia giusto imporre a un cittadino una sua morale (a parte lo stridente contrasto ai dettati Costituzionali), non ha nessuna ragione di definirsi tale.

    In questo momento il Partito Democratico è morto.

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