Sabato l’assemblea nazionale del PD

Con le dimissioni di Veltroni si apre una difficile fase per il Partito Democratico.
Il coordinamento nazionale del PD ha convocato a Roma i segretari provinciali e poi ha deciso di dare corso agli adempimenti statutari e, quindi, convocare per sabato l’assemblea costituente, che eleggerà un nuovo segretario, oppure aprirà il percorso congressuale, come previsto dallo statuto.

2 commenti su “Sabato l’assemblea nazionale del PD”

  1. Veltroni lascia, i baroni del Pd restano e si preparano all’elezione del nuovo segretario, ottimo. D’Alema, Rutelli, Fassino, Marini, Parisi e compagnia bella completeranno l’opera di autodistruzione. L’unica incognita È vedere se riusciranno a portarsi il Pd nella tomba o meno, tomba politica s’intende, o almeno si spera. È tutto qui, secondo me, il fallimento dell’era Veltroni. Il Pd non ha fin’ora rappresentato una realta’ politica nuova, un elemento di rottura col passato, ma piuttosto di continuita’. Lo aveva ammesso tra le righe anche il povero Veltroni, lui avrebbe voluto innovare di piu’ ma non ci È riuscito. È fallita poi la sua linea morbida in tempi politici in cui serve la spada e non il fioretto. Siamo travolti da un’ondata antidemocratica, razzista, massona, criminale alimentata da un populismo indecente, e serve un’opposizione all’altezza. Veltroni non era in linea con la realta’ storica, la sua personalita’ strideva con le esigenze della base, e in tempi di personalismo politico queste cose contano. Che fare? Noi iscritti possiamo giusto andare al nostro circolo a sfogarci e poco altro. Possiamo solo sperare che a furia d’insistere anche a livello di provincia del VCO si abbia il coraggio di cambiare facce in prospettiva delle elezioni. Cambiare vecchi riti e litanie e lasciare spazio a nuove energie ed entusiasmi. Quello che aveva promesso di fare il Pd e fin’ora non ha fatto. Per adesso, dopo scandali e sconfitte elettorali, ci ha lasciato la pelle giusto Veltroni. Domani potra’ toccare a tutto il progetto del Pd e magari qualche cocciuto barone avra’ pure il coraggio di frignare al funerale.
    Tommaso Merlo
    http://www.tommasomerlo.ilcannocchiale.it

  2. incazzato per come il PD stava gestendo anche la questione del Testamento Biologico e della povera Eluana ho scritto nei giorni scorsi che il PD per me era morto.
    Molti mi hanno scritto di concordare, altri hanno dissentito parzialmente o totalmente… a qualcuno ho semplicemente rotto le balle.

    Ieri ho provato a rispondere a tutti con questa email.

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    ho atteso qualche giorno per rispondere a tutti coloro che hanno voluto cogliere il mio “grido di dolore” sulla morte del Partito Democratico e anche a coloro che non l’hanno fatto… li disturberò tutti ancora per una volta… una sola.

    Devo dire che in molti hanno voluto concordare con me, altri hanno voluto precisare che per morire bisogna nascere e, secondo loro, il Partito democratico non è mai nato… Giorgio, mio omonimo, ha sostenuto che al più il Partito Democratico è stato un aborto.

    In molti, però, pur ammettendo la grave crisi in cui versa ritengono prematuro stilarne il certificato di morte… per il semplice motivo che il paziente è l’unico paziente che abbiamo e un po’ bisogna pur accanirsi per tentare di salvargli la pelle.

    Alcuni, pochi, non si sono lasciati sfuggire l’occasione per un invito all’ennesima riunione per l’ennesimo esperimento di costruzione del “futuro soggetto unitario della sinistra”. A questi ultimi rispondo che, con tutta la simpatia e amicizia che mi lega a tutti loro, ho da sempre ritenuto che la “sinistra” sia solo un luogo geografico e che le ragioni per le quali a quel luogo ci si richiama e che mi appartengono da sempre, devono trovare il modo di confrontarsi in spazi più ampi anche a rischio di contaminare le proprie “certezze”… il mio orizzonte rimane il Partito Democratico se vivo o, se morto, quello di porsi l’obiettivo di come far vivere qualcosa che gli somigli.

    In alternativa, se proprio non si potesse addivenire a nulla di buono, mi rimane pur sempre la possibilità, utopia per utopia, di coltivare il mio sempre più presente spirito anarchico.

    Credo di avervi scritto nella speranza di sentirmi dire che no, ancora non è arrivata l’ora e, come detto, molti di voi l’hanno fatto. Non sapevo se desideravo sentirvelo dire o se volevo che me lo diceste… che sembra la stessa cosa, ma per me non lo è.

    Poi, il suono dei “mamutones” è giunto, e come se minacciassero di accompagnare le esequie, ho dovuto decidermi se considerare in tutto il suo definitivo significato la parola “morte” o se non fosse davvero il caso di provare ancora a vedere solo una creatura in coma. Ho optato per la seconda e, del resto, sono un vigliacco come anche Jannacci dice di essere, aldilà delle mie convinzioni etiche, non riuscirei a staccare la spina.

    Al di la di essere capitani coraggiosi o dei semplici vili meccanici una cosa per me è certa, la cura del risveglio passa poco per la scelta di un comandante e molto per quale bastimento costruire, quali acque solcare, quale rotta prendere.

    Molti, lo so, vanno dicendo che sarebbe utile per la salute della cara creatura scegliere anche con quali compagni di viaggio intraprendere la navigazione. Io la considero una stupidata… non sono i passeggeri che si scelgono tra loro, i passeggeri scelgono la nave e dove andare e di conseguenza si ritrovano assieme.

    E il bastimento deve essere solido, non la bagnarola sulla quale ci eravamo imbarcati il 14 ottobre del 2007, con entusiasmo certo, ma troppo solo con quello. Fuor di metafora io, e penso tanti come me, siamo ancora disponibili, alla condizione di riscrivere completamente almeno il Capo I° dello Statuto, che oggi “vola” tanto alto da finire per renderlo troppo simile all’elastico delle mutande… adatto a tutte le “trippe”. Uno strumento che, senza ambiguità e reticenze, affronti le questioni di quella che deve essere la nostra identità.

    Voglio che sia scritto chiaro che su questioni dirimenti la democrazia si attuino principi veri di formazione della classe dirigente attraverso il contributo degli aderenti al PD… con delle primarie non fasulle.

    Che su quelle di carattere etico la politica del PD si fondi sui principi Costituzionali dell’autodeterminazione del singolo, senza pensare possibile l’obbligatorietà di un’etica di Stato.

    Che per interpretare e vincere le sfide del mondo moderno non si utilizzino le chiavi di lettura di un secolo fa, ma al contempo ci si conformi al principio anch’esso Costituzionale che chi più ha più deve dare e, a chi ha meno, siano garantiti minimi standard di tutela e vita. Che i diritti possano essere tali e sono tali se valgono per tutti, diversamente hanno un altro nome e si chiamano privilegi.

    Che la politica possa essere svolta con spirito di servizio e come tale si doti di strumenti leggeri e non di macchine burocratiche elefantiache e succhia risorse.

    Realizzato questo si potrà anche partecipare con idee diverse che concorrano a costruire opzioni programmatiche anche alternative sulle quali si deciderà a maggioranza… e che a quel punto vi partecipi la Binetti piuttosto che Bertinotti o entrambi a me non farebbe nessun problema.

    L’importante che tra i principi sia chiaro il come ognuno deve stare dentro a un partito… non che a ogni piè sospinto saltino fuori le “ragioni di coscienza” che sono un valore in riferimento a se stessi, non nella responsabilità di decidere per gli altri… questo deve essere scritto con il sangue. La maggioranza si accetta e si rispetta… che non vuol dire non combatterla… ma nelle sedi proprie non dal Bruno Vespa di turno.

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