Piero Fassino ad Omegna venerdì5 giugno

image È stato spostato a venerdì 5 giugno (al posto di lunedì 1)  sempre  alle ore 10.30, in Largo Cobianchi ad Omegna (sotto i portici del municipio) l’incontro con l’onorevole Piero Fassino , responsabile nazionale del dipartimento esteri del PD, in occasione delle elezioni amministrative ed europpe del 6 e 7 giugno.
Sarà un incontro con un comizio con i cittadini e a seguire un piccolo rinfresco.

3 commenti su “Piero Fassino ad Omegna venerdì5 giugno”

  1. Dal blog di Daniele Sensi
    http://danielesensi.blogspot.com/2009/05/le-monde-berlusconi-volta-le-spalle.html

    Complimenti, per la bella scelta. A Omegna non bastavano la giunta in carica e i banchetti PDL e Lega ogni domenica, avevamo bisogno di questa ulteriore ventata di “freschezza”. Siamo sotto assedio e viene proposto un collaboratore del regime. Bravi!

    ——

    lunedì 11 maggio 2009
    [b]Le Monde: “Berlusconi volta le spalle a Fini per abbracciare la xenofobia”
    E Piero Fassino, del Pd, riceve il plauso della Lega Nord[/b]

    Traduco dal francese Le Monde:

    L’Italia ha dato un altro giro di vite alla sua politica sull’immigrazione, sabato 9 maggio, respingendo, ancora una volta, verso la Libia, da cui era partita, un’imbarcazione con a bordo 163 migranti che si avvicinava all’isola di Lampedusa. Questa è la seconda volta in tre giorni che Roma decide di rimandare i migranti al Paese di partenza, prima che essi possano toccare il suolo italiano.

    Si tratta di una politica severamente criticata dall’Alto Commissariato per i rifugiati, dalle organizzazioni di difesa degli immigrati e dalla Chiesa, che vi vedono “una negazione” del diritto d’asilo. In effetti, il 75% dei migranti fa domanda d’asilo, e il 50% l’ottiene.

    In questo modo, l’Italia spera di scoraggiare future migrazioni avvalendosi del trattato di amicizia siglato con la Libia lo scorso agosto. Il trattato prevede che Tripoli si impegni a contrastare l’immigrazione clandestina in cambio, da parte dell’Italia, di cinque miliardi di dollari per i prossimi venticinque anni a titolo di riparazione per il periodo coloniale.

    Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, aveva salutato il primo respingimento di migranti verso la Libia come “un grande giorno per l’Italia”. Membro del partito xenofobo della Lega Nord, a lui si deve pure il “pacchetto sicurezza” che prevede l’instaurazione del “delitto di clandestinità”. Tale legge dovrebbe essere definitivamente votata questa settimana dal Parlamento.

    Ad un mese dalle elezioni europee, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha colto l’occasione del respingimento dei migranti per non abbandonare il “fronte securitario” alla sua potente alleata, la Lega, che nel prossimo scrutinio elettorale correrà da sola – anche in alcune elezioni amministrative, che si terranno lo stesso giorno.

    La Lega spera in un risultato a due cifre a livello nazionale, tenendo conto che in certe province del nord essa raccoglie quasi il 30% delle intenzioni di voto.

    “Non apriremo le porte a tutti come ha fatto la sinistra”, ha dichiarato Berlusconi. “La loro idea di società multietnica non è la nostra”. “La nostra politica, ha aggiunto, è conforme alle norme europee, agli accordi internazionali e alle norme concernenti i diritti dell’uomo. Non c’è nessuno scandalo”. La Conferenza episcopale italiana ha subito replicato: “L’Italia è già multietnica”.

    In piena crisi e alla ricerca di voti, il centrosinistra si è diviso sulla questione. Il responsabile esteri del Pd, Piero Fassino, ha affermato, nel corso di un’intervista al Corriere della Sera, che questi respingimenti nulla hanno di illegale. “So che quel che dico è impopolare a sinistra”, ha ammesso, “ma è legittimo ricondurre un’imbarcazione al luogo da cui è partita, se esso viene identificato”. “Facciamo proseliti”, s’è subito compiaciuta la Lega Nord, divenuta il più vecchio partito d’Italia in seguito alla dissoluzione di Forza Itala e di Alleanza nazionale.

    La vittima di questa competizione a destra è proprio il secondo dei principali alleati di Berlusconi: il presidente della Camera, Gianfranco Fini, vecchio presidente di Alleanza nazionale. Nel corso del discorso pronunciato al congresso di fondazione del Partito della libertà, Fini aveva giustamente descritto l’Italia del futuro come un Paese multietnico. Ed in seguito ha moltiplicato le sue esternazioni “umaniste” per far comprendere meglio la sua differente posizione.

    Berlusconi aveva dato ragione a Fini ritirando dalla legge sulla sicurezza l’articolo che obbligava i presidi degli istituti scolastici di denunciare i figli di migranti irregolari. Questa volta ha invece scelto di seguire Maroni e di cavalcare l’ondata xenofoba che affligge l’Italia.

    Philippe Ridet, 12.05.2009, Le Monde
    (traduzione di Daniele Sensi)

  2. Samantha,
    vai all’incontro e chiedigli conto delle sue affermazioni. Non è un modo più normale di discutere di problemi che chiedere l’allontanamento del “reprobo”?

    Nello specifico, poi, credo anch’io che la questione è stata assolutamente mal posta… anche perché… e dovrebbe essere questo da dire una buona volta… con il respingimento si attua la solita mano forte con i più deboli e si va leggeri con i più forti. Gli immigrati che arrivano via mare in quel modo sono i più disperati (e probabilmente i più innocui) e sono solo il 10% degli immigrati che entrano clandestinamente nel nostro Paese. Quelli che giungono a noi con propositi criminosi non arrivano certo con quei mezzi… sicuramente possono diventare anch’essi facile manovalanza delle mafie se continuiamo a trattarli in quel modo.

  3. 1) Fassino è libero di dire la sua, io potrei replicargli ma c’è un problema: i veri soggetti in causa, le vere vittime, non possono parlare. I migranti non hanno nemmeno il diritto di essere ascoltati o di toccare il suolo di questa putrida Italia.
    Cacciare dei profughi, e perlopiù nelle condizioni del caso, è un gesto tremendo. Il mio concetto di democrazia non prevede l’esistenza di caste, quello di chi non ritiene qualsiasi essere umano un cittadino con pari diritti evidentemente si.
    Siamo una democrazia dell’Avanti Cristo o peggio: gli aristocratici politici, i cittadini borghesi autoctoni con gli pseudo “diritto di voto” e di “diritto alla sicurezza”, gli iloti migranti sfruttati dalla marcia economia e in aggiunta i paria da scacciare, che non sono considerati nemmeno dei viventi perché “inutili” all’apparato capitalista.

    2) Far passare Fassino per una vittima (il povero politico “reprobo” che un cittadino anonimo vorrebbe mettere a tacere dal basso del suo qualunquismo) di fronte alla tragiche vicende dei migranti è antipatico e quando qualcuno che ha legiferato l’apertura dei CPT afferma che i respingimenti in Libia non sono illegali, non c’è nulla da chiarire. Ricordo anche che Prodi prese accordi con Gheddafi sul “problema”. Berlusconi lo ha solo seguito.

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