Congresso PD ad ottobre

imageNessun cambiamento e nessun rinvio.
Il congresso del Pd, si terrà in autunno e come previsto da statuto le primarie si terranno il 25 ottobre.
È questo l’esito della riunione della segreteria che si è svolta, oggi, presso la sede dei dmocratici a Roma, approvando la linea del partito e del segretario Dario Franceschini.
imagePer il congresso a ottobre si schiera anche Pierluigi Bersani, uno dei candidati alla segreteria: "Un rinvio non è opportuno". Anche per cogliere "il terzo obiettivo del Pd, quello di dispiegare il progetto e le potenzialità del Pd e questo si fa solo con un congresso vero e serio in cui avanziamo una proposta politica al Paese". (Bersani presenterà Idee per il Pd e per l’Italia legati alla sua candidatrura, il 1 luglio a Roma).

Un pensiero su “Congresso PD ad ottobre”

  1. “Per non tornare indietro”, È questo lo slogan scelto da Frenceschini per candidarsi alla guida del Pd. Slogan bizzarro per uno che ha appena deciso di tornare sui suoi passi e rimangiarsi la parola data. Adesso È facile campare scuse, ma resta il fatto che Franceschini per mesi ha detto una cosa e oggi ne fa un’altra. Fatto che mette parecchi dubbi sulla sua lungimiranza e coerenza. Ma quello che preoccupa maggiormente di Franceschini non sono certo le sue capacita’ politiche che sono nella media della mediocrita’ della classe dirigente di centrosinistra, quello che preoccupa È la forza della sua leadership in una fase cosi delicata.

    Il Pd ha due sfide enormi da affrontare: una interna per rianimare sentimenti e slanci ideali che sembrano smarriti, una esterna per costruire un’alternativa all’altezza del disastro generato dal populismo berlusconiano. Sfide che fino ad oggi tutta la classe dirigente del Pd, compreso Franceschini, ha miseramente perso. Lo dimostrano i fatti. E oggi, l’ex vice di Veltroni promette che con lui il Pd non andra’ indietro. Un obiettivo troppo piccolo forse dettato dalla modestia di un uomo comunque onesto e consapevole dei suoi limiti, ma il Pd ha bisogno di ben altre frontiere.

    Il punto È che il problema che affligge il Pd non È quello di “non tornare indietro” ma la sua capacita’ di andare avanti. Anche perchépiu’ indietro di cosi c’È giusto l’estinzione. In altre parole la sopravvivenza che Franceschini promette al Pd interessa poco, forse giusto alla classe dirigente, mentre alla osannata base interessa ben altro, interessa riprendersi l’Italia e sbarazzarsi dell’incubo populista con un progetto politico forte e innovativo. Interessa trovare il coraggio di crederci ancora, ritrovare la forza di partecipare, di essere parte di un movimento politico all’altezza dei problemi e dei sogni che la animano.

    Cosa che Franceschini, con tutta la buona volonta’, non È riuscito a fare in questi ultimi mesi. Con lui il Pd ha tenuto alle elezioni, ma si tratta sempre di una sonora sconfitta, di distanze importanti con gli avversari e soprattutto di una progettualita’ politica ancora vaga e lontana dalle ambizioni delle nuove generazioni. Bisogna comunque essere prudenti prima di bruciare la mozione Franceschini, per i giovani che si sono spellati le mani a furia di bussare alle porte del futuro Pd, Franceschini potrebbe essere molto utile. Se il segretario portasse fino in fondo la sua battaglia contro i dinosauri alla D’Alema, Bersani, Fassino, Rutelli e compagnia bella, potrebbe creare spazio per un leader veramente nuovo e innovativo. Franceschini potrebbe raccogliere i voti di quella base che vuole il cambiamento ma ancora non se la sente di affidarsi ad un leader che non sia ex di niente ma solo un uomo del Pd. In sostanza, al prossimo Congresso la vittoria del gruppo D’Alema rappresenterebbe la rapida fine del Pd con conseguenze politiche inimmaginabili, la vittoria Franceschini obbligherebbe invece il partito a restare nel limbo attuale ma nello stesso tempo agevolarebbe quel vero cambiamento, quella forte rottura col passato, che È l’unica via per costruire il futuro.
    Tommaso Merlo
    http://www.tommasomerlo.ilcannocchiale.it

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