Ecco il programma della Festa Democratica del Cusio

imageSarà collocata presso l’ex fabbrica Bialetti in via Iv Novembre la Festa Democratica del Cusio che aprirà i battenti giovedì 23 giugno per cocludersi lunedì 27. Ecco un assaggio di quello che ci aspetterà:
Giovedì 23
ore 18.00 – apertura festa e presentazione iniziative
ore 18.30 – “La Riforma delle Comunità Montane”. Dibattito con il consigliere
regionale Marco Travaglini e gli amministratori locali
ore 21.30 – si balla con la musica di Paolo Reina
Venerdì 24
ore 18.30 – dibattito “Salvare le imprese e l’occupazione”
con la partecipazione dell’economista Luigi Marconi
ore 21.30 – orchestra di Emanuele Di Bari
Sabato 25
ore 18.30 – dibattito “il Partito Democratico verso il Congresso”
con Aldo Reschigna – coordinatore provinciale
ore 21.30 – orchestra di Emanuele Di Bari
ore 23.00 – gara notturna di scacchi organizzata dal Circolo Scacchistico del Cusio
Domenica 26
ore 18.30 – “Amministrare Omegna e il Cusio” – Incontro con gli Amministratori
ore 21.30 – orchestra di Emanuele Di Bari
Lunedì 27
ore 19.30 – gara podistica non competitiva aperta a tutti
ore 21.30 – si balla con la musica di Paolo Reina
ore 24.00 – chiusura della festa con estrazione premi della sottoscrizione

Un commento su “Ecco il programma della Festa Democratica del Cusio”

  1. Pd, lo scontro finale

    O se ne vanno questa volta o mai piu’. O meglio, se resistono, bisognera’ attendere che i corpi seguano il decesso politico, in modo naturale ovviamente. Tempi lunghi. La medicina oggi fa miracoli e col tempo si rischia che il Pd se lo portano nella tomba. Del resto che senso ha l’esistere di un partito che si definisce riformista ed È incapace perfino di riformare se stesso? In una democrazia qualunque partito si rinnova spontaneamente, quello riformista italiano nemmeno quando tutto il mondo intorno glielo chiede da anni a squarciagola. Piu’ che al Pd qui siamo al Pc nel senso di Partito Conservatore, e di se stesso in primis.
    Ai notabili non piace sentirlo dire, ma il confronto che si profila al congresso non È altro che uno scontro tra generazioni, tra vecchio e nuovo. Da una parte una classe dirigente conservatrice nel senso che vuole preservare l’esistente e per cui il loro futuro È l’oggi, sconfitte incluse. Dall’altra nuove generazioni che chiedono disperatamente il cambiamento mischiati con vecchi pentiti. Il fronte conservatore puo’ essere ridotto al gruppo D’Alema e al Bersani di turno, quello riformatore ha invece diverse sfumature, moderati e radicali.

    I moderati sono guidati da Franceschini e benedetti da Veltroni. È un gruppo che punta al cambiamento graduale. Convinti che l’ingresso di nuove facce come la Serracchiani sia compatibile con la presenza nell’ombra di gente come Marini. È un gruppo convinto che il cambiamento possa avvenire intorno al tavolo. Come se la politica, e quindi il rinnovamento, potesse sorgere dentro l’apparato, discutendo nel Palazzo. Una strategia fallimentare da anni ma che tiene alle elezioni: i vecchi comandano nell’ombra, i nuovi beccano voti.

    In altre parole, i conservatori del Pd si tengono i capelli bianchi, quelli moderati se li tingono. Poi c’È Marino, un outsider dignitoso che lancia una mozione disposta ad accettare una dose di vecchio come pegno. Un uomo nuovo per il grande pubblico, ma gia’ senatore, e quindi un uomo che propone un compromesso forse piu’ alto ma sempre partendo da Roma. Poi ci potrebbe essere il nuovo vero, quello che nasce nella societa’, in provincia, fuori dagli schemi dell’apparato, e come tale portatore di un progetto di cambiamento autentico. L’unico che avrebbe la forza di spazzare via il vecchio e aprire una pagina storica coerente col futuro.

    Tommaso Merlo
    http://www.tommasomerlo.ilcannocchiale.it

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