Gli eletti del PD VCO alle assemblee regionali e nazionali.

image Pubblichiamo l’elenco gli eletti del PD del Vco alle assemblee regionali e nazionali del Partito Democratico, che si sono costituite con il voto del 25 ottobre.
Nell’assemblea nazionale del PD sono stati eletti:
Enrico Borghi (Lista per Bersani segretario), Anna Bozzuto (liste per Franceschini segretario), Moreno Minacci (lista nazionale per Marino segretario).
Nell’assemblea regionale del PD sono stati eletti:
Federica Covre, Marco Tartari, Aldo Reschigna, Lilliana Graziobelli, Marco Travaglini, Rosa Rita Varallo, Maria Grazia Medali, Davide Cantamessa. (lista regionale per Morgando segretario)
Giuseppe Grieco, Sara Piemontesi, Nadia Tomola, Davide Bolognini (lista regionale per Damiano segretario)
Damiano Tradigo, Barbara Ferraris,  Sauro Zani (lista regionale per Tricarico segretario)

Un commento su “Gli eletti del PD VCO alle assemblee regionali e nazionali.”

  1. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha chiamato le cancellerie europee per spiegare che quella dell’esponente del Pd “è una candidatura forte”. Ora, conoscendo il personaggio credere che tale slancio sia gratis È francamente impossibile. Se Berlusconi raccomanda D’Alema in Europa deve aver ricevuto una contropartita di quelle pesanti. Chissa’, magari un Bersani al guinzaglio per permettere a Silvio di arrivare a fine legislatura superando le sempiterne grane giudiziarie. Del resto con la vittoria di Bersani, non osteggiata da Berlusconi, D’Alema ha temporaneamente vinto l’eterna sfida con Veltroni e con la frangia nuovista guidata da Marino. E di fatto rimane il vero grande vecchio del Pd, il vincitore occulto del congresso, e fino al prossimo segretario restera’ il deus ex machina del fallito riformismo pidiano, quello che ha spazio sui giornali, quello che influisce nell’ombra, quello della saggezza del giorno dopo. Il sapiente enigmatico che non si abbassa a chiamare le cose col proprio nome per non rischare di cadere nel volgare antiberlusconismo. Anche perchégli conviene, come si vede oggi. E perchéil tango con Berlusconi lo balla da tempo e Berlusconi non puo’ che essergli riconoscente. Dai tempi della Bicamerale che permisero a Berlusconi di legittimarsi in un periodo in cui sembrava vicino alla fine. O ai tempi in cui con drammatica lungimiranza l’opposizione, fortemente influenzata dalla saggezza d’alemiana, evito’ di affrontare il conflitto di interessi. Ebbene, i fatti dicono che oggi Berlusconi raccomanda D’Alema agli esteri europei, come se tra le sue file non avesse nessuno da sistemare, come se non gli facesse comodo piazzare un fedele pronto a ricostruire una reputazione politica rovinata dopo mesi si scandali finiti oltre confine. La domanda allora È perche’? Cosa ha messo D’Alema sul tavolo di Berlusconi di cosi appetitoso da farlo abboccare? Cosa ha spinto D’Alema a ricadere nel tango fatale col magnate brianzolo? La senzazione È che ancora una volta ci si trovi difronte ad una misera questione personale legata alla carriera e agli interessi di questi due amanti segreti. E in altre parole, che non ci sia nulla di nuovo. È un fatto che le sopraffini doti politiche di D’Alema non abbiano storto un capello all populismo berlusconiano e anzi lo abbiano fatto crescere rigoglioso. Consapevolezza evidentemente sfuggita a molti. A partire da quegli elettori delle primarie del Pd che D’Alema È riuscito a convincere a votare per Bersani.
    Tommaso Merlo
    http://www.tommasomerlo.ilcannocchiale.it

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