Accorpare i comuni del VCO? Rispondi al sondaggio in questo sito!

Accorpare i comuni del VCO?
Di la tua rispondendo al sondaggio presente nella  home page di questo sito (in basso a destra).
Sondaggio nato dopo la “provocazione” del sindaco di Domodossola Mariano Cattrini lanciata alla Festa democratica in corso a Villadossola, e comparsa su “La Stampa” di venerdì 5 agosto  (clicca qui per vedere [download id=”61″] ]

18 commenti su “Accorpare i comuni del VCO? Rispondi al sondaggio in questo sito!”

  1. Pienamente d’accordo. Si potrebbero dividere l’ossola, il cusio e il verbano in sottozone e creare dei macro comuni.

    Poi bisognerebbe capire che fare dell’unione dei comuni o della comunità montana. Come gestire le scuole, i trasporti, i vigili urbani, ecc..

    Gli attuali comuni potrebberò diventare una sorta di “quartiere” del comune unico, con il suo “comitato di quartiere” (elettivo e senza alcuna remunerazione) che si interfaccia con il novo consiglio comunale.

    Questa è la prima cosa che mi viene in mente. Poi fate vobis 🙂

  2. NON solo ” sa da fare ” , ma è un OBBLIGO del BUON POLITICO FARLO , NON solo abolire i piccoli Comuni ed accorparli , ma ABOLIRE le Provincie , i Consorzi le Comunità Montane , e tutto ciò SOLO ed unicamenmte per decidersi a RIDURRE i costi della Politica , che come noto ricadono solo ed unicamente sul cittadino , come PD DIAMO l’esempio ,….in tempi NON sospetto anni fà MI SONO SEMPRE BATTUTO per tale concetto , scontrandomi con i PAPERONI del vecchio PCI, che naturalemnte erano contrari …ora è arrivato il momento di dire stop agli sprechi , che servono solo ed nicamente per dare POLITRONE ai TROMBATI di turno .

    Chissà se il PD vorrà riuscirci ????? voi che
    dite ?????

  3. A dimenticavo ..leggo il commento del PD sede …<>> ecco che prevale il solito concetto …sempre barcamenarsi…… ma dai facciamo 4 non 5 no 6 ma sssi manteniamoli come adesso ….vergogna …….. allora teniamoci Quarna di sotto e Quarna di sopra ..

  4. Io dico e scrivo da anni che una delle inefficenze amministrative del VCO (ma, più in generale, dei territori montani di Piemonte e Lombardia) è la presenza di comuni “piccolissimi”, addirittura con meno di 1000 abitanti. Non hanno più ragione di esistere nel 2011 dopo le leggi Bassanini. Sarebbe già un passo avanti cominciare ad accorpare quelli, magari tutti quelli sotto i 3000 abitanti. Utopia!

  5. Nessuna utopia. Sono convinta che i cittadini sono in generale pronti ad un riassetto degli enti locali. E’ pronta la politica? Decidere o indicare dei parametri che possano ridefinire il quadro generale è la sfida. E proprio perchè di sfida si tratta a settembre riprenderemo la discussione che il partito ha attivato da alcuni mesi. Non si possono buttare a caso delle cifre e dei numeri. Bisogna formulare un progetto nel quale rientrano anche le dimensioni provinciali perchè i comuni sono ciò che sentiamo più vicino ma non sono il punto di arrivo. Stabilire un nuovo ordine di grandezza non è sufficiente, bisogna parlare anche di risorse e funzioni. Credo che presto saremo pronti a rilanciare con una proposta complessiva da sottoporre alla discussione più ampia.

  6. @ Umberto Prete:
    per quel che serve allora bisognerebbe abolire anche il Governo e, perché no, anche il Parlamento.
    Il giudizio su cosa serve e cosa no, bisognerebbe essere in grado di darlo per come una cosa dovrebbe funzionare e non su come funziona.

    L’idea di Cattrini è valida se sottende il ragionamento che le comunità devono essere in grado di parlarsi e non stare sotto ognuna al proprio campanile, ma se vuol essere un modo per “sbarazzarsi” delle comunità stesse allora è una immensa stupidaggine.

    Il concetto federalista che noi abbiamo sempre sposato, altro che la Lega, si basa sul concetto che le comunità, anche le più piccole hanno il diritto di decidere il loro quotidiano. È una, l’unica vera forma di democrazia.

    Abolire i piccoli comuni significa sottrarre dalla capacità di interessarsi alla cosa pubblica centinaia di cittadini che in ambiti allargati sarebbero definitivamente tagliati fuori… adesso sono “costretti” ad interessarsi della loro comunità, dopo non lo sarebbero più e si marginalizzerebbero.

    La questione non è su quanto grandi debbano essere gli ambiti amministrativi, ma sapere chi fa che cosa… adesso tutti fanno tutto… il Sindaco di Viganella ha le stesse competenze – e responsabilità – di Pisapia.

    In Francia che non può essere certo definito un Paese federalista, con una popolazione di non molto superiore alla nostra sai quanti Comuni hanno? 36.000 contro i nostri 8.000. La Svizzera che è federalista da 700 anni con una popolazione pari alla Lombardia è divisa in 26 STATI… e voi volete abolire le province che sono l’unico ambito vasto di governo del territorio… al massimo sarebbero le Regioni (esempio puro di centralismo) a dover essere riviste in un’ottica federale.

    L’Appenzello Interno è uno dei 26 Cantoni svizzeri… sai quanti abitanti ha? 15.000 e gli svizzeri non si sognano certo di abolirlo. È uno Stato e fa le Leggi che valgono per l’Appenzello… fino a qualche anno fa, ma forse ancora adesso, i capifamiglia si ritrovavano una volta all’anno ai primi di aprile nella piazza del paese principale e facevano le Leggi che ritenevano necessarie. Quello è federalismo.

  7. Antonella Trapani ha scritto:

    Nessuna utopia. Sono convinta che i cittadini sono in generale pronti ad un riassetto degli enti locali. E’ pronta la politica? Decidere o indicare dei parametri che possano ridefinire il quadro generale è la sfida. E proprio perchè di sfida si tratta a settembre riprenderemo la discussione che il partito ha attivato da alcuni mesi. Non si possono buttare a caso delle cifre e dei numeri. Bisogna formulare un progetto nel quale rientrano anche le dimensioni provinciali perchè i comuni sono ciò che sentiamo più vicino ma non sono il punto di arrivo. Stabilire un nuovo ordine di grandezza non è sufficiente, bisogna parlare anche di risorse e funzioni. Credo che presto saremo pronti a rilanciare con una proposta complessiva da sottoporre alla discussione più ampia.

    La “dimensione” è una unità di misura che la democrazia non conosce. In democrazia conta se si hanno delle cose da dire e dei motivi per dirle.

  8. Mauro Giudici ha scritto:

    Io dico e scrivo da anni che una delle inefficenze amministrative del VCO (ma, più in generale, dei territori montani di Piemonte e Lombardia) è la presenza di comuni “piccolissimi”, addirittura con meno di 1000 abitanti. Non hanno più ragione di esistere nel 2011 dopo le leggi Bassanini. Sarebbe già un passo avanti cominciare ad accorpare quelli, magari tutti quelli sotto i 3000 abitanti. Utopia!

    se Milano con il suo milione e mezzo di abitanti avesse la percentuale corrispondente di cittadini che si interessano di amministrazione nei piccolissimi comuni di montagna, dovrebbe fare un consiglio comunale di di 30 o 40 mila consiglieri e riunirsi al Forum di Assago.

  9. Dobbiamo seriamente ridiscutere, come detto da Antonella, il riassetto degli enti locali. Non è sufficente accorpare i comuni se il tutto non si traduce in maggiore efficenza per i cittadini, migliori servizi e maggiori posti di lavoro. Occorre individuare delle aree intorno ai grandi comuni, e prima di accorpare i comuni limitrofi procedere ad uno studio complessivo che analizzi le persone impiegate per tipo di lavoro, i servizi erogati, gli appalti esterni di manutenzione etc. e creare delle municipalità (consigli di quartiere) con uno sportello per i cittadini in luogo dei comuni. Più in generale cogliere l’occasione per rendere le amministrazioni locali più efficenti, meno costose (per costi inutili) e più generose di servizi e d’occupazione giovanile.

  10. Raffaele Allevi ha scritto:

    Dobbiamo seriamente ridiscutere, come detto da Antonella, il riassetto degli enti locali. Non è sufficente accorpare i comuni se il tutto non si traduce in maggiore efficenza per i cittadini, migliori servizi e maggiori posti di lavoro. Occorre individuare delle aree intorno ai grandi comuni, e prima di accorpare i comuni limitrofi procedere ad uno studio complessivo che analizzi le persone impiegate per tipo di lavoro, i servizi erogati, gli appalti esterni di manutenzione etc. e creare delle municipalità (consigli di quartiere) con uno sportello per i cittadini in luogo dei comuni. Più in generale cogliere l’occasione per rendere le amministrazioni locali più efficenti, meno costose (per costi inutili) e più generose di servizi e d’occupazione giovanile.

    Occhio che con la questione dell’efficientismo ci si sbarazza della questione democratica. La definizione della forma ha nulla a che vedere con l’efficienza. L’efficienza è soprattutto legata alle regole che definiscono chi fa che cosa non alle alchimie che determinano se un comune è tale se ha 10, 100, 1.000 o un milione di abitanti.

  11. Umberto Prete ha scritto:

    A dimenticavo ..leggo il commento del PD sede …> ecco che prevale il solito concetto …sempre barcamenarsi…… ma dai facciamo 4 non 5 no 6 ma sssi manteniamoli come adesso ….vergogna …….. allora teniamoci Quarna di sotto e Quarna di sopra ..

    e che ti hanno fatto i “quarnesi”?
    Tu non ti devi tenere un bel nulla… sono i “quarnesi” che devono decidere se gli va bene così…

    Diverso è che pretendano che le loro scelte le paghino altri, ma questo vale per tutti, mica solo per i “quarnesi”. Una comunità federale unitaria come dovrebbe essere l’Italia dovrebbe comunque comprendere e sostenere le ragioni delle popolazioni di montagna che, se persistono nell’ostinazione di vivere in un territorio difficile ne va beneficio non solo loro, ma di tutti.

  12. Antonella imposta il problema nel modo corretto.
    Occorre una visione complessiva, “un progetto nel quale rientrano anche le dimensioni provinciali… Stabilire un nuovo ordine di grandezza non è sufficiente, bisogna parlare anche di risorse e funzioni.”
    Questo sta dietro le cose che avevo scritto – in modo un po’ superficiale – nel mio commento.

  13. Mike Bonzani ha scritto:

    ottimo, sono favorevole, quando però lo diceva Rocco Cento in campagna elettorale non gli dava retta nessuno, meglio tardi che mai!

    Il mio amico Rocco, tra le tante cose condivisibili dice a volte anche delle scemenze… che rimangono tali anche se, coloro che le avevano prima ignorate, ora le scoprono degne.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *