Villa San Remigio: uno sbaglio venderla. La posizione del PD e di Zanotti

Comunicato stampa del cosnigliere comunale PD di Verbania Claudio Zanotti.
Su Villa san Remigio il presidente Nobili dice le bugie e a Natale non va bene. E’ totalmente falso che la “precedente Amministrazione Comunale abbia tenuto in un cassetto” il progetto di riqualificazione di Villa San Remigio. Infatti,  l’Accordo di Programma tra  Comune, Regione, Provincia e Fondazione Cariplo, sottoscrito nel 2006 solo grazie all’insistenza del Comune (Delibera di Consiglio Comunale n. 200/2005), all’art. 3 recita: ” la Regione Piemonte si impegna attraverso la Direzione Patrimonio, a finanziare ed appaltare la progettazione relativa al recupero della Villa e dei Giardini e la Direzione Lavori e, attraverso la Direzione Beni Culturali, a finanziare, tramite i fondi destinati agli Accordi di Programma, il recupero della Villa stessa, per un importo pari ad € 2.500.000….. il Comune di Verbania si impegna ad appaltare i lavori relativi al recupero della Villa e dei Giardini. Si impegna altresì concorrere al finanziamento delle opere fino ad un importo pari ad Euro 500.000″.
Bene (anzi, male): la Regione nè con la Giunta Ghigo (il finanziamento Cariplo risale al 2001/2002) né con la Giunta Bresso né con la Giunta Cota ha mai provveduto a far redigere il progetto di recupero. Se Nobili, prima di parlare, si fosse informato, avrebbe scoperto che nei “cassetti” della “precedente Amministrazione” (e anche in quelli dell’attuale) non c’è mai stato alcun “progetto” realtivo a San Remigio, perchè chi doveva redigerlo non l’ha mai fatto. Se fosse stato redatto, la mia Amministrazione l’avrebbe immediatamente messo in appalto.
Facciano dunque ammenda la Giunta Ghigo, che in tre anni (2002-2005) non è neppure riuscita a sottoscrivere (!?) un Accordo di Programma; la Giunta Bresso, che ha sottoscritto l’Accordo ma non ha onorato i suoi impegni; la Giunta Cota, che in quasi due anni di governo non ha fatto nulla.
claudio zanotti – consigliere comunale Verbania

Comunicato Stampa del PD VCO del 21 dicembre.
Abbiamo letto, con sorpresa, sui giornali di oggi la notizia che la regione Piemonte avrebbe deciso di inserire Villa San Remigio a Verbania nella lista degli immobili da vendere per fare cassa ed evitare di contrarre nuovi debiti.
Una villa prestigiosa quella di San Remigio, ricordiamolo, di proprietà della Regione e posta sul colle della Castagnola a Pallanza: un luogo unico per fascino monumentale e paesaggistico con la sua bellezza architettonica, gli splendidi interni e i suoi fantastici giardini (villa che molti cittadini del VCO conosceranno visto che è lo scenario preferito per molti matrimoni).
Riteniamo questa scelta sbagliata – afferma il segretario provinciale del VCO Antonella Trapaniperchè un conto è cedere quelle strutture non utili ad un ente pubblico (case, caserme, uffici, ecc), un altro sia alienare a privati un immobile di tale prestigio e bellezza. C’è anche da sorridere “amaro” perché il giorno dopo che il consiglio provinciale del VCO ha approvato un ordine del giorno per la difesa della provincia, si scopre che la Regione Piemonte ha deciso di mettere in vendita l’immobile sede del consiglio provinciale stesso.
E’ necessario – continua Antonella Trapaniche tutto il territorio, a partire dal presidente della provincia Nobili, dal sindaco di Verbania Zacchera e da tutti i rappresentanti delle istituzioni non stia a guardare, lavorando assieme per impedire che ciò accada.
Un modo per farlo e riprendere con forza il progetto di intervento per il recupero e riqualificazione della villa stessa che in passato aveva trovato fondi cospicui ma che ora giace in qualche cassetto della regione.
Sarebbe un errore vendere questo patrimonio – conclude Antonella Trapaniche dovrebbe essere invece uno strumento importante per lo sviluppo culturale e turistico del nostro territorio.

PS
fate un gioco… cliccate su un motore di ricerca (google ecc) le parole villa san remigio.. e poi cliccate su immagini…. e poi chiediamoci quale amministrazione pubblica nel mondo venderebbe un simile gioiello… 

PD VCO
Ufficio Stampa

 

 

Criticita’ per le grandi imprese, bene il turismo: questi i dati del 2011 sul lavoro nel VCO.

I primi risultati 2011 del sistema di monitoraggio annuale delle imprese e del lavoro sono stati presentati nei giorni scorsi dalla Camera di Commercio del VCO, strumento per conoscere e comprendere le dinamiche di breve e lungo periodo delle imprese e dell’occupazione nel Verbano Cusio Ossola.. Riportiamo qui di seguito il loro comunicato stampa, mentre potete scaricare i dati al seguente link [download id=”88″]

I temi del mercato del lavoro sono stati analizzati martedì 20 dicembre in occasione della presentazione dei risultati semestrali di SMAIL – il Sistema di Monitoraggio Annuale delle Imprese e del Lavoro della Camera di commercio.
La dinamica occupazionale provinciale negli ultimi anni, presentata da Pietro Aimetti, economista e Vicepresidente del Gruppo Clas che ha curato l’aggiornamento dell’archivio integrato, conferma da una parte la sostanziale tenuta nel numero di unità locali attive e dall’altra il permanere di criticità legate all’occupazione. Evidenti le difficoltà legate alle “grandi” imprese locali, mentre si registra una sostanziale
tenuta delle piccole imprese. Criticità più importanti per il Cusio.
Nei primi mesi 2011 i settori trainanti nel VCO si confermano il commercio al dettaglio, il turismo, assistenza sociale e i servizi (lavanderie, parrucchieri ed estetiste). Di contro, la crisi si conferma per i comparti dell’industria e delle costruzioni: in primis la fabbricazione dei prodotti in metallo, la costruzione di edifici e la metallurgia.
In termini di addetti tengono le ditte individuali, in particolare nel settore commerciale, turistico, e dei servizi alle imprese e alle persone.
Rispetto al 2007, cresciuti in termini occupazionali alcuni comuni del VCO: Baveno e Stresa in primis, ma anche Beura Cardezza, Villadossola e Cannobio. Fanalino di coda per Gravellona Toce, Omegna e Verbania.
Dati generali primo semestre 2007-2011
Nel periodo gennaio – giugno 2007-2011 il numero degli addetti (dipendenti + indipendenti) del VCO è diminuito di oltre 500 unità, passando da 43.872 nel 2007 ai 43.356 di quest’anno.
L’analisi semestrale dei dati tramite SMAIL è possibile dal 2007: abbiamo quindi la possibilità di analizzare le dinamiche del mercato del lavoro di un quinquennio. Rispetto al 2007 la crisi del mercato del lavoro è maggiormente sentita tra i dipendenti (in valore assoluto -881 unità), dato su cui pesa da un lato la flessione di oltre 1.800 dipendenti nel comparto manifatturiero e dall’altro l’incremento di quelli del settore turistico (+871 unità).
Rispetto al 2007 cresce infatti l’occupazione nel settore terziario (+9,6%), che pesa per il 38% del totale degli addetti. La crescita più sostenuta è nelle attività di servizi di alloggio e di ristorazione, +130 unità locali e +1.056 addetti, di cui 893 addetti in bar e ristoranti. Il comparto turistico, in termini di addetti, pesa per quasi il 15% sull’economia locale. Con 8.721 addetti, cresce anche il settore del commercio (+289 addetti rispetto al primo semestre 2007, +134 nell’ultimo anno). Diminuisce invece l’occupazione nell’industria (in valore assoluto -1.931 addetti) e nelle costruzioni (-381 unità) rispetto al 30 giugno 2007.
Questi due settori rappresentano quasi il 40% del totale addetti. Criticità, in linea con quanto più volte illustrato, si evidenziano in particolare per le attività manifatturiere (-1.944 unità in valore assoluto rispetto al primo semestre 2007), dove sono occupati circa il 37% del totale addetti provinciali. In calo anche i dipendenti: oltre 1.800 in meno rispetto all’anno 2007. Stesso andamento per le imprese di questo comparto, -123 unità locali in meno rispetto al 2007, anche se il dato 2011 è perfettamente in linea con quello registrato lo scorso anno, primo segnale di un rallentamento della dinamica negativa.
Sono 5.408 gli addetti nel settore delle costruzioni (12% del totale) in calo di oltre il 6% rispetto al 2007, pari a circa -400 occupati in v.a.
Sostanzialmente stabili le unità locali in provincia (+46 in v.a. rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, per un totale di 14.724 imprese).
Circa il 35% delle imprese del VCO sono artigiane (5.079 in v.a.), in flessione rispetto al 2007 di 69 unità. Sul fronte occupazione si registra invece una perdita di oltre 800 addetti, circa 90 nell’ultimo anno. Gli addetti occupati in imprese artigiane sono 10.240. Il settore più colpito è quello delle attività manifatturiere (-15%) dove sono occupati circa 3.500 addetti, il 34% del totale degli “artigiani”. Erano 4.102 al 30 giugno 2007.

Crisi CO-VER: presentato il piano industriale

Martedì 20 dicembre 2011, si è tenuta l’assemblea dei lavoratori CO-VER per illustrare il piano industriale presentato lo scorso venerdì 16 dicembre dall’Amministratore Delegato, nonché, curatore fallimentare dello Studio La Croce.
L’obbiettivo del piano industriale è quello di mantenere l’operatività durante l’esercizio provvisorio concentrandosi sull’impiantistica e meccanica in generale, come in origine della stessa azienda.
Il piano prevede che per il 2012 siano impiegati 60/70 lavoratori distribuiti in una organizzazione snella così ripartita: 5 lavoratori come personale di struttura (Direzione, Amministrazione, Segreteria), 60 lavoratori come personale diretto Operativo.
Non si esclude la possibilità di aumentare i numeri dei lavoratori coinvolti a fronte di eventuali nuove commesse.
Trimestralmente le parti si incontreranno per verificare l’attuazione del piano industriale. È già stato calendarizzato per giovedì 22 dicembre l’incontro tra la Direzione, le RSA e le OO.SS. per dettagliare ulteriormente il piano stesso.
FIM FIOM UILM del VCO