Sanità e Autonomia: intervista al segretario provinciale –

Antonella Trapani, segretario provinciale PD VCO
Antonella Trapani, segretario provinciale PD VCO

Intervista del segretario provinciale del PD Antonella Trapani dopo l’assemblea degli iscritti dello scorso sabato 6 dicembre.
Assemblea degli iscritti nella quale, oltre a ribadire la posizione del PD in tema di sanità  ( cliccare qui per il documento già votato ad ottobre), ha deciso il percorso del PD a sostegno del progetto di autonomia montana.
Proposta da definire in un confronto con la Regione Piemonte partendo dal testo presentato dall’on. Enrico Borghi.
Una decisione da riportare con un apposito ordine del giorno al consiglio provinciale di martedì 9 dicembre.

“E’ stata una riunione combattiva- spiega- discussa per temi generali, l’autonomia, la sanità, ma anche per un chiarimento al nostro interno sui rapporti e la capacità di stare insieme e di trovare i luoghi dove affrontare le discussioni. Il Pd interverrà nel merito della legge sull’autonomia, cercando interlocutori a Torino, siamo convinti che “Vco” deve essere una convinzione anche sociale e non solo politica, le ragioni del nostro stare insieme non possono essere soltanto in base a dove vanno alcuni uffici. L’autonomia poi non potrebbe risolvere i problemi sanitari del Vco, perchè siamo parte di un complesso più grande, regionale. Penso che dobbiamo tornare a sederci ad un tavolo per provare a discutere e trovare un equilibrio per questo territorio

Un commento su “Sanità e Autonomia: intervista al segretario provinciale –

  1. DUE DEA? UN DEA? VERBANIA? DOMODOSSOLA? Vero o falso problema? Un invito ad allargare lo sguardo ovvero lettera aperta agli addetti ai lavori.

    Prima puntata
    5 dicembre 2014

    Se volete che ve la dica tutta mi sembra proprio uno dei tanti inestricabili garbugli, ormai quotidianamente sotto i nostri occhi, nei quali tutti, qualsiasi cosa dicano e persino non dicano, sembrano avere -ed hanno- contemporaneamente torto e ragione. E nei quali, qualsiasi decisione si prenda -o non si prenda- non può che risultare sbagliata. Voi professorini del GRUV potete darmi una mano a capirci qualcosa?

    Siamo perfettamente d’accordo con te carissimo Zorro. La matassa è, in effetti, terribilmente ingarbugliata. E il fatto che si sia riusciti a “strappare” alla “controparte” il rinvio di un anno sulla “decisione” non cambia minimamente i termini della questione.
    Possiamo forse dare torto ai Pubblici Amministratori quando vengono a raccontarci che non hanno abbastanza denaro per pagare e quindi le spese vanno tagliate? Pur avendo abbondantemente salassato i cittadini con tasse e controtasse. Questo loro non lo dicono ma lo diciamo noi.
    Possiamo forse dare ragione ai medesimi quando vengono a dirci che tagliare si deve, volenti o nolenti, ma demandano la decisione su cosa e dove tagliare alle Amministrazioni Periferiche, ed al limite ai cittadini, provocando così la classica guerrra tra poveri?
    Possiamo forse dare torto a chi sostiene che le elevatissime spese sono da imputare anche a malfunzionamenti, disorganizzazione, inutili doppioni, e quindi la Sanità deve essere “riorganizzata”?
    Possiamo forse dare ragione ai medesimi quando adoperano la parola “riorganizzare” evitando accuratamente di dire come, quando, dove, sulla base quali criteri e perchè? O, peggio, intendendo con “riorganizzare” tagliare punto e basta?
    Possiamo forse dare torto ai pazienti cittadini che vorrebbero disporre delle prestazioni sanitarie senza doversi sobbarcare lunghi e penosi trasferimenti in automobile tra laghi, monti, valli e torrenti? O anche i più rapidi, ma ancor più penosi, trasferimenti in……elicottero?
    Possiamo forse dare ragione ai medesimi quando vorrebbero tutte le prestazioni sanitarie possibili e/o immaginabili sull’uscio di casa?
     
    Ad esprimere compiutamente l’ingarbugliatissimo garbuglio bastino qui le prime battute di un lungo elenco che potrebbe occupare alcune pagine.

    Allora la questione non può essere semplicemente quella del che cosa e dove tagliamo per diminuire le insostenibili spese.
    Ci sembra di poter definire a-problematica questa impostazione che si concentra su un reale e concretissimo problema. Ma solo su quello. Che è, in realtà, un problema…..apparente. Per quanto la cosa possa sembrare contradditoria.
    Proviamoci.
    1.

    Perchè si è arrivati a questo punto?
    Vale a dire al punto che, pur salassando abbondantrmente i cittadini con tasse e controtasse e pur avendo per giunta contratto un debito stratosferico non ci sono più soldi?
    2.

    La sanità è troppo costosa? Cosa significa? E’ vero? E se è vero per quali motivi lo è?
    3.

    Nel caso in cui fosse vero che la Sanità è troppo costosa che cosa e come potremmo fare per renderla meno costosa? E magari, perchè no, contemporaneamente più efficiente?
    4.

    Che cosa significa più efficiente?
    5.

    Posto che i processi di accentramento delle strutture rendano meno costoso e più efficiente il Sistema Sanitario.e considerato che l’ esigenza dei cittadini di avere un servizio sanitario vicino, o perlomeno non lontano o lontanissimo è una sacrosanta e legittima esigenza, possiamo immaginare un tipo di organizzazione che faccia incontrare queste due esigenze invece di farle scontrare?
    6.

    Di che tipo potrebbe essere una organizzazione che coniughi armoniosamente accentramento da una parte e capillarità diffusa dall’altro?
    7
    .
    Ci sono, per caso, ragioni non tecnico-funzionali, ma squisitamente “politiche” ed “economiche” per le quali siamo arrivati ad avere un Sistema Sanitario contemporaneamente
    -terribilmente costoso
    -relativamente (in)efficiente
    -non decisamente accentrato
    -non capillarmente diffuso
    -che trascura decisamente la prevenzione della malattia?
    8.

    Quali sono i motivi per i quali si segue sempre un metodo semplicistico e profondamente a-problematico nell’impostare qualsiasi questione? E particolarmente da parte degli addetti ai lavori del campo “politico”?
    9.

    Penultima, fatidica e fatale domanda. Non è che, per caso, lo spaventoso viluppo di inestricabili garbugli nel quale siamo, ogni giorno di più, terribilmente avviluppati dipende da un “errore” di base inerente al tipo di sistema socio-economico-culturale nel quale viviamo? Vale a dire un sistema che avendo trasformato tutto in merce da vendere-comperare -quindi anche la salute/malattia- non può seguire per sua distorta, intrinseca natura procedimenti solarmente, sanamente funzionali e razionali? Ci si per metta di far notare che questa sconvolgente -letteralmente- ipotesi potrebbe spiegare molte cose altrimenti inspiegabili. E ben oltre le questioni relative al sistrema sanitario..
    10.

    Per tornare a noi oggi e qui e concludere.
    Che cosa è di preciso un DEA? Quali compiti svolge e come funziona? Quando sono nati? Perchè? Come si fronteggiava l’emergenza sanitaria prima della nascita dei DEA? Quali le carenze del servizio pre DEA che hanno fatto nascere i DEA?
    Che cosa vorrebbe essere e come dovrebbe funzionare l’Ospedale Unico Provinciale ma Plurisede ma con sede a Verbania invocato, per esempio, dal Prof. Zanotti secondo il quale si risolverebbero in questo modo tutti i problemi sanitari del VCO?
     
    Un chiarimento.
    Ancorchè professorini, come dice giustamente il nostro romantico Eroe, siamo dei comunissimi cittadini. Con nessuna competenza specifica. Dei non addetti ai lavori nel senso più pieno e completo del termine. Però non rinunciamo a guardarci intorno e ad azzardare qualche ragionamento elementare. Proprio quelli che, chissà perchè, vengono accuratamente evitati, ci pare, dagli addetti ai lavori. Di solito.
    Abbiamo formulato alcune delle domande che sorgono spontanee, di fronte all’intricatissimo garbuglio ed alle quali invitiamo gli addetti ai lavori a rispondere per consentire a noi comuni cittadini di capirci qualcosa.
    E rispondendo alle quali forse i medesimi potrebbero rendere più chiara e contemporaneamente più problematica la impostazione della questione.

    Bravi ragazzi! Molto carino il piccolo elenco di dieci domande che tutti ci facciamo e che per ora, mi sembra, restano con una ridda di fumose, evaniscenti, criptiche, alludenti, poco comprensibili, enigmatiche pseudorisposte e con pochi, pochissimi, tentativi di vere risposte. Ma voi pensate veramente che gli addetti ai lavori vi rispondano? Per me siete degli ingenui. E poi insomma, benedetti ragazzi, ma vi rendete conto? Hanno ben altro e di ben più importante da fare! Facciamo una scommessa? Mi sa che se volete delle risposte …… vi dovrete auto-rispondere!

    Scommessa accettata, per scaramanzia, con la quasi certezza di perderla. Nel caso, carissimo Zorro, solipsisticamente ci auto-risponderemo in una prossima puntata. Tanto per cambiare. A presto.

    Resistenza Umana

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *