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Incontro sul tema Nuovo ospedale (come, dove, perché), a Ghiffa giovedì 14 novembre

Giovedì 14 novembre 2019 ore 21 presso il Circolino di San Maurizio a Ghiffa (c.so Risorgimento 158).

Incontro pubblico sul tema “Nuovo ospedale: come, dove, perché”. Dibattito sul futuro della sanità nel nostro territorio.
I cittadini, gli amministratori, le categorie economiche e sociali, sono invitati a partecipare al dibattito animato dai Dottori Gian Battista Finocchiaro e Stefano Bertuol.


Organizza il Circolo PD Ghiffa/Oggebbio  
Vi aspettiamo, cordiali saluti

Verso il baratro: le indicazioni della Regione sulla sanità stanno dilaniando la Provincia. Manca il progetto e una proposta formale con dati e indicazioni certe. Non può decidere solo una parte del territorio.

Il movimento da elefante in cristalleria della regione Piemonte sul tema sanità e ospedali (grazie al Presidente Cirio, all’assessore Icardi e al consigliere della Lega Preioni), sta ottenendo l’unico effetto di aver portato litigi e ulteriori profonde divisioni sul nostro territorio.

Persone di buon senso avrebbero potuto immaginare le conseguenze di questo assurdo modo di agire. La Giunta regionale evidentemente no.

Il fatto incredibile è che la Regione, senza minimamente confrontarsi con il territorio in questi mesi, ha solo illustrato a fine ottobre un progetto sommario, senza aver avuto il buon senso di presentare un documento formale, un progetto dettagliato, una proposta concreta con dati e indicazioni certe.

Nelle slide proiettate lo scorso 25 ottobre ai Sindaci (e nemmeno queste sono poi state diffuse!) addirittura non erano presenti alcuni reparti e specialità ad oggi esistenti nei due ospedali di Domodossola e Verbania. Indicazioni sul futuro della sanità del VCO che lo stesso Presidente della Regione Cirio ha definito di essere in “deroga” (ovvero al di fuori delle regole) rispetto all’attuale legge nazionale in materia.

Pressapochismo, superficialità, arroganza sono le linee guida dell’attuale giunta regionale: come l’aver proposto che a decidere dove sarà il nuovo ospedale sia ad appannaggio di una sola parte del territorio, e non di tutti i Sindaci dei Comuni dell’ASL del VCO (che da Formazza arriva a San Maurizio d’Opaglio).

Ci saremmo aspettati una proposta di piano formale e accurata da sottoporre a tutta la Conferenza degli oltre ottanta sindaci dell’ASL di riferimento.

Una proposta che riprenda l’idea condivisa dalla maggior parte degli amministratori, che solo pochi anni fa avevano votato a grande maggioranza in tal senso, e dalla totalità delle categorie economiche, sociali, sindacali, medici e infermieri: un nuovo ospedale unico baricentrico, efficiente, moderno per rispondere al bisogno di una salute di qualità per tutti i cittadini del VCO.

Alice De Ambrogi
Segretario PD VCO

No alle proposte della regione. Un nuovo e unico ospedale baricentrico è la migliore soluzione

Un nuovo e unico ospedale baricentrico è la migliore soluzione per una sanità di qualità per il nostro territorio.

Una cosa è stata leggere le indiscrezioni giornalistiche delle scorse settimane.
Un’altra è stata sedersi lì, nella sede della Provincia venerdì scorso, e sentirlo con le proprie orecchie.
Sentire il Presidente della regione, Alberto Cirio, non il primo che passa per la strada, trattare i cittadini del VCO, tutti noi quindi, come fossimo dei bambini dell’asilo.
Non siete maturi per avere un Ospedale nuovo, unico e baricentrico. Lo ha detto davvero.
Ci hanno comunicato che possiamo pure ricominciare a scannarci come si deve perché gli incompetenti sono quelli di prima (sempre colpa di chi c’era prima), quelli che, lo ricordo, hanno messo a disposizione in un bilancio regionale che partiva in pre-dissesto, le risorse (centinaia di milioni di euro) per un nuovo ospedale raggiungendo una mediazione su una struttura baricentrica a Ornavasso che, rinunciando tutti a qualcosa, univa in gran parte il territorio e dava l’opportunità a tutti i cittadini del VCO di avere una sanità di maggiore qualità.
Senza un confronto con nessuno, questa Amministrazione regionale ci ha comunicato che avremo due ospedaletti di periferia, uno nuovo decentrato a Domodossola di serie b e l’altro a Verbania ma di serie d (senza DEA e senza molti reparti); il Cusio non pervenuto, tanto c’è Borgomanero.
E poi se, ipoteticamente, dovesse un giorno essere realizzata questa scelta (perché sia chiaro per l’ospedale nuovo a Domodossola, bisogna ricominciare tutto l’iter burocratico da capo buttando a mare cinque anni di lavoro), saranno entrambi stritolati dalla mobilità passiva (il Cusio su Borgamanero, il Verbano diviso tra Borgomanero, Domodossola e Lombardia) con la conseguenza di prestazioni sanitarie in questo territorio di bassa qualità, per una realtà non attrattiva per i medici.
Il tutto per una mera scelta politica, per soddisfare il volere di un Consigliere Regionale della Lega, senza un progetto tecnico convincente e condiviso.
Hanno anche raccontato la bugia che i soldi pubblici dell’Inail, per fare il nuovo ospedale, li hanno trovati loro (mentre tutti sanno che è stata l’amministrazione precedente di Chiamparino e Reschigna a individuarli).
Se ne sono fregati del voto della stragrande maggioranza dei Sindaci dell’ASL che aveva individuato in un nuovo ospedale baricentrico a Ornavasso la strada giusta, se ne fregano di tutte le organizzazioni economiche, sociali e sindacali del territorio, del personale sanitario, dei medici che hanno dato la medesima indicazione.
Ci impegneremo e ci mobiliteremo per provare a far cambiare idea alla Regione.
Un nuovo e unico ospedale baricentrico rimane la migliore soluzione per una sanità di qualità per il nostro territorio.

Alice De Ambrogi

Segretario Provinciale
Partito Democratico
Coordinamento provinciale VCO

Alessandro Pompeo eletto nuovo segretario dei Giovani Democratici del VCO

E’ Alessandro Pompeo, 21 anni, il nuovo segretario dei Giovani Democratici del VCO e subentra a Mattia Nobili giunto a fine mandato.
Alessandro Pompeo, di Casale Corte Cerro è stato rappresentante di istituto dell’istituto Maggia di Stresa ed era vicesegretario dei GD nella segreteria di Mattia Nobili.
Con lui sì è costituita una segreteria con Irene Piana (assessore alla cultura, politiche giovanili e turismo a Casale Corte Cerro), Silvia Arzeni vicesegretaria GD e consigliera comunale a Verbania e Mattia Napolitano,  ex rappresentante di istituto del Cobianchi che continuerà nel suo ruolo di delegato regionale.

Pubblichiamo la lettera di intenti e di indirizzo di lavoro di Alessandro Pompeo.

L’amore è il cuore pulsante del programma che abbiamo sviluppato fino a questo punto, senza il quale il resto sarebbe un ammasso senza vita”
Antonio Negri


Quando penso al mio percorso politico, penso sempre a quel settembre del 2017. Ero appena tornato da un’esperienza di lavoro a Malta e stavo per iniziare l’università; un mese prima Mattia, reduce da un’esperienza biennale nella sua scuola e come rappresentante di FDS, mi contattò per chiedermi di far parte di un grande progetto che avrebbe coinvolto i giovani in prima linea. Non avevo mai fatto politica attiva, ma come un semplice 19enne mi tenevo informato e, una domenica mattina d’aprile, chiesi
a mio padre di accompagnarmi nella biblioteca del mio paese, Casale Corte Cerro, per votare alle primarie del Partito Democratico; consideravo quel semplice voto importante, quasi quanto il mio primo voto al referendum del 2016, perché per me era carico di valori, voleva dire “ehi guarda che ci sono, io credo in te perché so che tu di noi ti ricordi… io sono qui a disposizione”.
All’inizio ero molto incerto sul progetto che Mattia aveva, perché nella mia mente continuavo a ripetermi “ma uno come me cosa può fare per il tuo progetto?
Non ho l’esperienza che cerchi”. Invece poi, passo dopo passo, tra assemblee provinciali e segreterie dove per poco qualcuno non si è preso a botte, tra conferenze, eventi, banchetti, ho iniziato anche io a immergermi nella politica attiva.
Non è facile fare politica quando sei un under 30, specialmente se sei del Partito Democratico, quando la Lega piace perché usa toni “aggressivi”.
Beh, possiamo dire però di essere l’unica forza giovanile nel VCO che in due anni è riuscita a portare a casa dei risultati e che si è sempre battuta sui temi.
Dobbiamo però interrogarci sul percorso che vogliamo seguire in futuro, in attesa di una ripresa del nazionale (e spero al più presto possibile, ma fonti mi dicono che dovremo aspettare novembre inoltrato). Dobbiamo entrare nelle scuole, creando una rete, lavorando solo con loro possiamo portare queste istanze nelle istituzioni.
Dobbiamo anche parlare di ambiente, Greta ci ha dimostrato che sta solo in noi la voglia di poter cambiare davvero le cose, ecco perché penso che prossimamente sarebbe molto importante nominare all’interno dei giovani democratici un responsabile ambiente, che possa scrivere (insieme al nostro supporto, che ripeto non deve mai
mancare) un documento che parli di una Verbania e di un VCO sostenibile.
Dobbiamo assolutamente uscire dalla denominazione mediatica che abbiamo ricevuto, noi non siamo “quelli delle corriere”, siamo I GIOVANI DEMOCRATICI del VCO, siamo un’organizzazione giovanile e come tale il nostro compito è quello di rappresentare tutte le fasce, dagli under 20 a quelli tra i 20 e i 30 anni.
Il tema dei trasporti mi è molto caro, ma come tutti gli altri, sullo stesso piano. È nostro compito valutare tutti assieme un percorso da seguire anche su questo tema.
Dobbiamo ricordarci che noi siamo l’organizzazione giovanile del PD, questo non significa essere subalterni a loro, ma una costola portante (non malata e mal copiata come qualcuno dice), noi siamo autonomi, ma il partito senza di noi è perduto (non per le persone, ma per i contenuti che solamente noi possiamo portare, senza di essi il consenso di una fetta di popolazione andrebbe perduto); è nostro DOVERE dialogare sempre e comunque con il Partito Democratico ed aiutarlo, dove non arriva il PD devono arrivarci i GD, tramite i nostri ragazzi che oggi sono presenti in 3 comuni della nostra provincia!
È importante, però, far si che questa organizzazione giovanile possa essere un’organizzazione di tipo “orizzontale”: il segretario deve rappresentare si i gd VCO ma senza i suoi dem la sua forza è nulla, ed è per questo che serve una grande e forte partecipazione; in Inghilterra sono state organizzazioni orizzontali come “Momentum”
(dove a parlare sono i temi e non i leader) che hanno fatto si che oggi il partito laburista sia la forza di centro sinistra più votata in Europa, e che dall’opposizione passerà molto presto al governo.
Rendiamo per favore la parola politica una parola non più spinosa, scomoda e ripugnante ma torniamo a farla essere una forma di arte importante, una politica sana, costruttiva, a difesa dei deboli e contro le ingiustizie. Proviamo a far vedere ai nostri coetanei che siamo più delle parole, ma che siamo dei fatti.
Usiamo i social media, usiamoli… perché l’effetto mediatico che stiamo subendo oggi è incredibile, passiamo più tempo sui social che si libri talvolta, usiamoli bene… comunichiamo ai giovani ciò che facciamo, teniamoli informati. Prima di fare le manifestazioni creiamo una rete mediatica e fisica, non sempre la polemica porta
risultati.
Per concludere, voglio ringraziare i giovani democratici di ieri, che hanno contribuito alla nascita e poi alla successiva rifondazione di quest’organizzazione nel verbanocusiossola, e voglio ringraziare quelli di oggi, quelli presenti e non, che hanno fatto e faranno tanto ancora per la comunità.
E per finire vorrei ringraziare Mattia, abbiamo affrontato assieme tante difficoltà, abbiamo passato momenti belli e brutti, alcune volte
ci siamo trovati con pareri opposti.
Ma se io oggi sono qui, è grazie a te, che ad agosto del 2017 mi chiamasti a partecipare a quel bel progetto che sarebbe stato quello dei GIOVANI DEMOCRATICI
Alessandro

Firma per la difesa della sanità pubblica nel VCO

Firma cliccando qui al link.

Il Verbano Cusio Ossola rischia di vedere distrutto il sistema della Sanità Pubblica con la scelta di privatizzazione dell’Ospedale Castelli e dell’individuazione dell’Ospedale San Biagio come Ospedale Unico del territorio. Difendiamo la scelta del nuovo Ospedale in posizione baricentrica assunta dal protocollo d’intesa tra la Regione e i Comuni del VCO nel 2015! 
Tuteliamo il diritto alla salute dei quasi 160 mila abitanti del VCO e degli oltre 3 milioni di visitatori che scelgono il nostro bellissimo territorio come meta turistica.
La Regione Piemonte non faccia marcia indietro sul progetto dell’Ospedale Unico Baricentrico: questa scelta potrebbe penalizzare la quasi totalità della popolazione, i turisti e di conseguenza il tessuto sociale ed economico del territorio. Senza Ospedale nuovo in posizione baricentrica avremo strutture sanitarie sempre meno competitive, sempre meno professionisti disposti a dedicare il loro impegno nella nostra provincia, strutture pubbliche ridimensionate, maggiori costi. Facciamo una scelta di buonsenso che guardi al futuro: sosteniamo definitivamente il VCO come territorio unico e unito che con orgoglio rivendica le proprie specificità, senza farsi dividere su scelte fondamentali come la salute e il benessere delle persone. Ne va del nostro futuro: la battaglia è per tutte le generazioni, la salute non ha colori politici!

E’ nelle librerie “Requiem per la Bosnia”, il nuovo volume di Barbara Castellaro

E’ nelle librerie “Requiem per la Bosnia”, il nuovo volume di Barbara Castellaro pubblicato da Infinito Edizioni nella collana Orienti, con l’introduzione e le fotografie di Paolo Siccardi e la postfazione di Marco Travaglini
Quello della scrittrice, attualmente addetta stampa del gruppo del Partito Democratico nel Consiglio regionale del Piemonte, è un reportage che apre una finestra, soprattutto sotto il profilo umano, alla scoperta di cos’è stata, cos’è e forse potrà essere la Bosnia Erzegovina, terra martoriata dal conflitto nella prima metà degli anni ’90 del secolo scorso proprio sul crinale tra Occidente e Oriente, in quella che viene definita l’Europa “di mezzo”. 
Un libro che racconta il grumo d’emozioni, gioie e dolore che pesano nell’anima della gente che abita e abitava quei territori balcanici, dove Barbara ha colto la vitalità di un popolo che ha sofferto pene indicibili, la sua necessità di non dimenticare e, al tempo stesso, di non sotterrare la cultura del rispetto delle differenze, delle diversità che diventano ricchezza. 
Nella premessa del libro Barbara Castellaro scrive: “Ho visto che cosa può fare la guerra, ho visto come un uomo può,quasi per capriccio, cancellare intere generazioni di propri simili e questo mi ha sconvolta. Ho visto anche, però, una tenacia, una dignità,una voglia di ricominciare che non credevo possibile trovare. La guerra ha ucciso, distrutto, dilaniato e che cosa ha ottenuto? Che sulle rovine un uomo si mettesse a suonare con il suo violoncello una musica che ha del divino e dell’umano al tempo stesso. Che sui muri coperti di buchi, una mano appoggiasse un vaso pieno di gerani o facesse arrampicare un roseto. Che i colpi di mortaio si trasformassero in rose con una colata di vernice rossa. Che i bambini tornassero a inseguire un pallone senza paura in una piazza polverosa e che i vecchi riprendessero la loro infinita partita a scacchi”. Un racconto sentito, vissuto con grande passione, un approccio importante per capire cos’è stato e cos’è il difficile dopoguerra nel cuore più jugoslavo della ex-Jugoslavia.
Per scrivere un racconto così intenso, ha detto Paolo Siccardi,giornalista e photoreporter free-lance,collaboratore del settimanale Famiglia Cristiana che ha documentato per un decennio  i conflitti nell’ex-Jugoslavia,”occorrono sensibilità e coraggio, un grande cuore e una mente lucida”. Requiem per la Bosnia” è il quarto volume dell’autrice dopo “Ramblas”, “Le voci del silenzio” e “Era più bianca la neve”.