Archivi categoria: Ambiente

LA GRANDE OCCASIONE. Contrastare i cambiamenti climatici

Contrastare i cambiamenti climatici è la sfida chiave del nostro tempo. Facciamola diventare una grande occasione di sviluppo e di crescita economica e sociale.

E’ questo il tema dell’incontro con l’europarlamentare Irene Tinagli (del gruppo Alleanza progressista di Socialisti e Democratici), Presidente della Commissione per i problemi economici e monetari al Parlamento europeo, che si svolgerà sabato 9 novembre alle ore 10.15 presso Palazza Flaim a Verbania Intra.

Partecipano all’incontro l’on. Enrico Borghi, il sindaco di Verbania Silvia Marchionini, il segretario provinciale PD Alice De Ambrogi, il segretario del circolo PD VB Aldo Reschigna, Vittoria Albertini della Direzione regionale PD, Cinzia Vallone Professore di Accounting all’Università di Milano Bicocca, Silvia Arzeni consigliere comunale VB.

Sono invitati tutti i cittadini, le associazioni di categoria, economiche e sociali, i sindacati, le associazioni del territorio.

Organizza il Partito Democratico del Verbano Cusio Ossola

Il no del Governo allo stato di emergenza per la statale 34 e’ una scelta grave e sbagliata!

In un incontro stampa alla prefettura di Verbania, il sottosegretario all’interno Carlo Sibilia ha comunicato che per il governo non sussistono le condizioni per concedere lo stato di emergenza per i lavori sulla SS34.
”Al di là dello sgarbo istituzionale”, commenta il vicepresidente Aldo Reschigna,” dato che la lettera di richiesta era stata inviata a dicembre dal presidente della Regione Chiamparino e nessuna risposta ufficiale è ancora arrivata, devo rilevare la gravità di una decisione che dimostra l’assoluta inconsapevolezza della situazione della SS34, nonostante i miei numerosi incontri avuti con la protezione civile e i successivi sopralluoghi avvenuti. Si vede che per il governo le relazioni del Politecnico e gli studi geologici non hanno alcun valore. Chi dice di avere a cuore il futuro del VCO dimostra con questa scelta di non volersene occupare. I lavori andranno infatti avanti, ma con tempi decisamente più lunghi. Per questo non concedere lo stato di emergenza è una scelta avventata e irresponsabile”

Concessioni idroelettriche: si alla gara no alla proroga. La Cassazione conferma le nostre ragioni

La pronuncia della Cassazione sulla vicenda delle concessioni idroelettriche ex Sisma è importantissima, e conferma quanto avevamo sostenuto con l’allora amministrazione Nobili e i funzionari provinciali: l’acqua è un bene pubblico, e il rinnovo delle concessioni idroelettriche non può essere oggetto di proroga semplice ma deve dare un ritorno al territorio interessato.
Allora fummo snobbati, con il risultato che le ex centrali della Sisma vennero ridate ad un privato  estraneo al territorio che nel frattempo aveva smesso di dare risposte all’Ossola in termini di occupazione, investimenti e ambiente.
Ora questa sentenza sancisce un principio chiaro: lo sfruttamento ai fini idroelettrici delle acque pubbliche deve dare ritorni ai territori interessati, e la forma migliore per la selezione è quella dell’evidenza pubblica. Peccato per tutti gli anni persi dal 2011 a qui, che hanno visto i Comuni dell’Ossola dividersi anche attorno a queste tematiche tra chi sosteneva questa tesi e chi invece apriva la porta alle centraline private in cambio di qualche piatto di lenticchie. Ma in questo senso, le responsabilità politiche sono molto chiare, perchè ci sono nomi e cognomi sotto le istituzioni che hanno ricorso e sotto quelle che hanno lasciato fare”.

Così l’on. Enrico Borghi, capogruppo Pd in commissione ambiente, territorio, lavori pubblici della Camera e Sindaco di Vogogna, commenta la notizia del pronunciamento con il quale la Cassazione ha dato ragione al ricorso del Comune di Ornavasso e della sua partecipata Stagalo, della ex Comunità Montana Valle Ossola e a di una serie di comuni ossolani (Montecrestese, Druogno, Vogogna, Beura Cardezza, Crevoladossola, Calasca Castiglione, Macugnaga, Bannio Anzino, Trasquera e Re) che nel 2011 fecero ricorso contro la decisione della Provincia del VCO, allora governata dalla giunta di centrodestra presieduta da Massimo Nobili, di rinnovare automaticamente alla società Idroelettriche Riunite srl le grandi derivazioni a scopi idroelettrici del torrente Isorno concesse nel 1962 alla società SISMA per approviggionare gli impianti siderurgici di Villadossola.

“La nostra battaglia a suo tempo -commenta l’on. Borghi- iniziò in parallelo anche con il rinnovo delle concessioni del fiume Toce in località Prata per l’allora Tessenderlo Italia, oggi Hydrochem. Allora come oggi sostenevamo che il bene comune acqua doveva generare ritorni al territorio in termini ambientali, occupazionali ed economici. Con Tessenderlo raggiungemmo un’intesa, e i ricorsi vennero ritirati. Con l’ex Sisma, invece, la Provincia decise di andare per la propria strada, e non ci restò altra soluzione che il ricorso, che ora ha dato ragione alle nostre tesi.”

Sul tema, peraltro, l’onorevole Borghi è intervenuto anche in sede parlamentare, facendo approvare un emendamento alla legge sull’acqua pubblica, oggi ferma al Senato dopo essere stata approvata dalla Camera, che  stabilisce ulteriori criteri  per le concessioni di grande derivazione d’acqua per uso idroelettrico.

L’articolo 3, comma 4 della proposta di legge stabilisce infatti che il decreto legislativo di attuazione della delega deve prevedere, tra l’altro, l’obbligo per le regioni e le province autonome di provvedere, entro un termine congruo prima dello scadere di una concessione di grande derivazione d’acqua per uso idroelettrico, nonché in ogni caso di cessazione anticipata della medesima, previa valutazione dell’eventuale sussistenza di un prevalente interesse pubblico a un diverso uso delle acque, a indire una gara ad evidenza pubblica, nel rispetto dei principi fondamentali di tutela della concorrenza, libertà di stabilimento, trasparenza, non discriminazione e assenza di conflitto di interessi, per l’attribuzione a titolo oneroso della concessione per un periodo congruo, individuato in un minimo e un massimo e da determinare in concreto da parte delle regioni e delle province autonome.

Il decreto legislativo dovrà definire altresì i criteri cui dovranno attenersi le regioni e le province autonome nell’attribuzione della concessione, nonché nella determinazione della sua durata, includendo comunque tra i medesimi la necessaria considerazione degli interventi ritenuti necessari avendo riguardo all’offerta di miglioramento e risanamento ambientale del bacino idrografico di pertinenza, nonché alla compensazione ambientale per gli enti locali interessati. Essendo le opere di concessione idroelettrica quasi tutte in territori montano, è’ intuibile la portata dell’emendamento Borghi a favore dei territori montani e degli enti locali interessati.

Una modalità analoga è’ stata già sperimentata dalla Provincia Autonoma di Bolzano in sede di rinnovo delle grandi derivazioni idroelettriche, e ha dato importanti risorse a favore dello sviluppo montano dell’Alto Adige, e l’emendamento Borghi si propone si estendere tale meccanismo a tutto il territorio nazionale.
Il testo proposto dall’on.Borghi riporta inoltre nella norma nazionale i concetti di miglioramento e risanamento ambientale che erano originariamente presenti nel decreto Bersani e che i governi Berlusconi e Monti avevano modificato e poi eliminato, e introduce il principio della compensazione ambientale a favore dei territori montani e dei loro enti locali far i criteri per la selezione della gara per l’attribuzione delle concessioni idroelettriche in sede di rinnovo.

“Oggi in Ossola -conclude l’on. Borghi- sia pure con un ritardo che ci ha fatto perdere tempo, risorse ed opportunità, ci sono le condizioni per attuare questa strada,e  legare il rinnovo delle grandi concessioni allo sviluppo sostenibile del territorio. Questa sentenza apre la strada a questa possibilità, che mi auguro possa essere colta dal territorio”.

Foto da ossolanews.it

Riforma parchi: da pagamento delle royalties fondi in arrivo per i parchi

Monte Leone Parco Veglia Devero

Sono in arrivo numerosi fondi  per i Parchi, e per l’ente di gestione delle aree protette dell’Ossola in particolare, grazie ad un provvedimento votato nel pomeriggio di mercoledi 24 maggio dalla Camera dei Deputati.
Il Parlamento, infatti,  nel dibattito attualmente in corso sulla riforma della legge nazionale sui Parchi e le Aree Protette ha introdotto due novità. Dapprima ha stabilito che i titolari di concessioni di derivazione d’acqua, esercitate attraverso impianti per la produzione di energia elettrica in esercizio, di potenza superiore a 100 kW, alla data di entrata in vigore della presente disposizione, aventi le opere di presa collocate all’interno di aree protette, sono tenuti a versare una tantum all’ente gestore dell’area medesima una somma di ammontare pari, al 10 per cento del canone demaniale relativo alle concessioni medesime a titolo di concorso alle spese per il recupero ambientale e della naturalità” Successivamente ha deciso che il pagamento delle royalties non si applica “agli impianti di produzione energetiche di proprietà dei Comuni del Parco e alle società da essi controllate, alle Amministrazioni separate di usi civici (Asuc), nonché alle cooperative il cui statuto consente l’adesione a tutti i cittadini residenti nei territori interessati, in quanto titolari di concessioni, autorizzazioni o impianti”. L’emendamento aggiunge un comma all’articolo 8 del ddl, che istituisce una sorta di royalies sulle attività ambientalmente impattanti all’interno dei parchi, in particolare su quelle energetiche. Nella versione licenziata dalla commissione Ambiente della Camera le royaties saranno una tantum, il primo anno, per poi essere assorbite all’interno del sistema di pagamento dei servizi ecosistemici istituito dallo stesso provvedimento, attraverso una delega prevista all’articolo 28.

L’effetto sul territorio dei VCO sarà duplice. Un incremento secco di fondi per l’Ente di Gestione delle Aree Protette dell’Ossola, che al proprio interno ha numerose opere di presa sulle quali il concessionario Enel sarà chiamato a pagare a titolo di concorso per il recupero ambientale e della naturalità. Nei parchi regionali del Veglia, del Devero e dell’Alta Valle Antrona, infatti, l’ex monopolista elettrico è titolare delle concessioni di sfruttamento del Lago d’Avino, del Cingino, del Lago del Devero-Codelago, del Lago di Antrona, di Campiccioli e di Camposecco.

Effetto minore, invece per il Parco Nazionale della Valgrande, che potrà usufruirire delle royalties che Enel Green Power dovrà versare per l’opera di presa esistente in località Ponte Casletto, al confine tra i comuni di Cossogno e San Bernardino Verbano. L’altro concessionario valgrandino interessato -la Società Elettrica Cooperativa “Pro Colloro”- è stato invece esentata dal pagamento della royalties, grazie ad una iniziativa congiunta tra il relatore Borghi e il gruppo della Sudtiroler Volkspartei che ha portato all’emendamento presentato dal deputato laziale Oreste Pastorelli del gruppo misto che ha ricevuto il parere favorevole del relatore ed è stato poi votato dall’aula.

Su tali provvedimenti, il relatore della legge, l’onorevole Enrico Borghi, ha osservato: “la ratio della legge è quella di fare in modo che i soggetti che impiegano capitale naturale per finalità di impresa siano chiamati a corrispondere una percentuale del valore aggiunto generato dall’impiego delle risorse naturali, spesso di proprietà pubblica o collettiva, per la creazione di un fondo finalizzato alla tutela, salvaguardia  e riproducibilità del bene medesimo. Abbiamo ritenuto di dover escludere da tale pagamento quei soggetti che svolgono tale produzione non con una finalità di impresa e di arricchimento, ma con una finalità di servizio a collettività locali come appunto le società comunali, comunitarie e le cooperative“.

Roma, 25 maggio 2017

Borghi: acqua, i grillini la buttano in caciara

acqua-milano1Lo show allestito e premeditato di stamattina in commissione dai soliti, noti personaggi mediatici del Movimento 5 Stelle (mai visti in precedenza quando si trattava di lavorare), dimostrano che non sapendo più cosa dire nel merito i grillini la buttano-come si dice a Roma-in caciara per tentare di consolidare una leggenda metropolitana confezionata dalla Casaleggio e associati, e cioè che il Pd starebbe tradendo il referendum.
Avendo votato a favore dell’emendamento Pd che all’articolo 1 sanciva inequivocabilmente la proprietà pubblica dell’acqua, grillini e SEL stanno in queste ore accreditando l’idea di un Pd traditore della volontà popolare. Nulla di più fazioso e falso.
Parlano di un referendum che non si è mai svolto. Su cui gli italiani non sono mai stati chiamati a esprimere il loro parere. Un referendum che fu preventivamente bocciato dalla Corte Costituzionale, e pertanto non arrivò mai alla matita del popolo sovrano.
Loro confondono quanto gli Italiani hanno votato con un referendum che – effettivamente – avrebbe obbligato i Comuni ad affidare il servizio idrico integrato ad aziende di diritto pubblico (come qualcuno ha poi, legittimamente, scelto comunque di fare).
Un referendum mosso dalla cieca e ideologica convinzione -sostenuta da SEL e M5S- che ai cittadini l’acqua arrivi più pulita a seconda della forma giuridica dell’azienda che gestisce il servizio e non, invece, sulla base dell’efficienza e competenza degli amministratori, e la qualità della regolazione pubblica.
E che proprio per questo fu dichiarato illegittimo dalla Consulta.
I nostri emendamenti sanciscono la natura dell’acqua come bene naturale e diritto umano universale, chiariscono che tutte le acque sono pubbliche e che sono risorse scarse da utilizzare il modo efficiente.
Proprio sul criterio di efficienza, abbiamo in proposito registrato il voto contrario dei grillini, che evidentemente hanno un’idea diversa dalla nostra. Senza efficienza si hanno solo due cose: più spreco di acqua, e maggiori costi del servizio!
Per noi l’obiettivo primario, nel pieno rispetto del mandato referendario, è’ fare in modo che l’acqua sia realmente garantita a tutti, con un servizio di qualità, nel pieno rispetto delle direttive europee e dell’autonomia comunale e a costi contenuti inseriti e in tariffa e non sulla fiscalità generale. Questi sono i fatti, e per oscurarli i grillini danno vita al consueto show che non oscurerà il nostro lavoro e non ci spaventerà dall’ andare nella direzione di un servizio idrico garantito a tutti, efficiente e ambientalmente sostenibile, anziché attardarci nel dirigismo, nella difesa dei carrozzoni e dell’aumento delle imposte come loro vorrebbero”.

On. Enrico Borghi

Pieno appoggio ai comuni ossolani in merito al progetto Interconnector di Terna

elettrodotto terna energiaIeri pomeriggio a Domodossola è stato presentato il documento contenente le osservazioni sul progetto Interconnector di Terna – relativamente alla tratta che dal confine svizzero in alta Valle Formazza arriva fino a Pallanzeno, dove è prevista la centrale di conversione su cui convergeranno le due nuove linee AT previste – inviate la scorsa settimana alla Regione Piemonte, al Ministero dello Sviluppo Economico e al Ministero dell’Ambiente come contributo al procedimento di valutazione di impatto ambientale in corso.
La Segreteria provinciale del Partito Democratico del VCO condivide fermamente i contenuti del documento e plaude al metodo di concertazione messo in atto dall’Assessore Antonio Leopardi attraverso il quale si è arrivati alla sottoscrizione di un documento sostanzialmente unitario da parte dei Comuni di Baceno, Beura Cardezza, Crevoladossola, Domodossola, Masera, Montecrestese, Pallanzeno, Trontano e Villadossola, dando massima forza alle istanze di un territorio che si presenta come un fronte unito.
Nel merito, evitando di addentrarci nei dettagli degli specifici rilievi compiutamente espressi nel documento in questione e al quale pertanto si rimanda, è opportuno sottolineare l’importanza della questione di fondo: premettendo che l’elettrodotto Interconnector rappresenta un’opera strategica per il nostro paese, la cui necessità e fattibilità non è in discussione, è altrettanto indispensabile contenerne gli effetti impattanti su di un territorio dove la conservazione dell’integrità paesaggistica e naturalistica è la premessa indispensabile per importanti prospettive di sviluppo economico legate al turismo “sostenibile” e “di qualità”.
Ogni azione – progettuale e tecnologica – deve essere messa in campo per minimizzare e laddove possibile abbattere gli effetti negativi di quest’opera, in maniera virtuosa e in un’ottica “win-win” di massimizzazione dell’utilità generale, senza cioè scaricare le disutilità da un territorio/Comune all’altro ma attivando interventi che sollevino tutti da vincoli ed esternalità negative.
Nel metodo, un processo di confronto e discussione aperto tra i vari Comuni portatori di interesse, al fine di individuare una posizione condivisa, organica e coesa, che possa rappresentare la posizione dell’intero territorio, rappresenta un metodo che riesce a dare spazio alle posizioni di tutti, caricandole del peso e della forza rappresentata dalla massa dei soggetti partecipanti. Un metodo virtuoso che auspichiamo di vedere praticato sempre più spesso dagli amministratori di questo territorio, soprattutto in questa fase storico-politica di importanti riforme degli assetti degli enti locali.

Sauro Zani
Responsabile Ambiente e Infrastrutture segreteria PD VCO