Archivi categoria: Lavoro ed Economia

Firmiamo l’appello per il Sì alla TAV e al Terzo Valico: per un Nord forte e connesso da Torino a Milano a Genova

SI ALLA TAV. SI AL TERZO VALICO. SI A UN NORD FORTE E CONNESSO. DA TORINO A MILANO A GENOVA.

Appello per un Piemonte apertoconnessomodernoeuropeo.

Anche il Partito Democratico del VCO sostiene le iniziative promosse in Piemonte a sostegno della TAV (la line ferroviaria ad alta velocità tra Lione e Torino) e del TERZO VALICO (la nuova linea ad alta capacità veloce che consente di potenziare i collegamenti del sistema portuale ligure con le principali linee ferroviarie del Nord Italia e con il resto d’Europa); per un Nord forte e connesso da Torino a Milano a Genova.
Per quello invitiamo tutti a sostenere la raccolta firme (cliccando a questo link) in merito all’appello sottoscritto da 27 consiglieri regionali di maggioranza e opposizione.

Quel che è successo in Consiglio Comunale a Torino lo scorso 29 ottobre, a partire dal voto di un Ordine del Giorno contro la Torino Lione, è preoccupante. Una maggioranza politica sorda alle istanze non tanto di un altro partito o della propria opposizione, quanto al richiamo di un intero mondo economico, associativo e produttivo, che insiste nel suo disegno di isolamento del Piemonte e del Nord è fonte di inquietudine ed allarme per tutti noi, a partire dalle aree del Piemonte Orientale, baricentriche rispetto all’asse con la Lombardia e le altre regioni settentrionali.
La battaglia per il futuro della Tav e di quelle infrastrutture indispensabili a garantire futuro e progresso ai nostri territori, come ad esempio il Terzo Valico, non si gioca infatti solo a Torino.
Tutto il Piemonte, senza distinzione di colore e appartenenza politica deve mobilitarsi per fare salvi investimenti, progetti e decisioni che sono il frutto di anni di confronti e di vita democratica.
Ora è il momento di agire, insieme, per salvare il nostro futuro di Piemontesi, di Italiani e di Europei. E proprio a partire da questa consapevolezza vogliamo farci promotori, per la nostra parte, di un’iniziativa pubblica di sostegno alla Torino Lione e più generalmente ad una riaffermata idea di sviluppo infrastrutturale dell’intero Paese: un’iniziativa che immaginiamo il più possibile aperta, condivisa, inclusiva di tutte le realtà territoriali piemontesi (istituzionali, politiche, associative) e capace di creare sintesi, dal Piemonte, con le altre regioni del Nord e le principali aree metropolitane, a partire da Milano e Genova.

http://www.telt-sas.com/it/home-it/

https://www.terzovalico.it/progetto/focus-on.html

Manifestazione contro i tagli ai trasporti dei Giovani Democratici sabato 13 ottobre 2108 a Verbania

Link a volantino manifestazione trasporti GD 13 ottobre 2018 Verbania

L’Assemblea Provinciale del Partito Democratico del VCO riunitasi ieri sera, lunedì 8 ottobre a Gravellona Toce, condivide gli obiettivi della Manifestazione dì sabato 13 ottobre 2018 organizzata dai Giovani Democratici – VCO a Verbania (con partenza ore 15.30 da palazzo Flaim), in difesa dei trasporti pubblici, per migliorare le condizioni dei viaggiatori, impedire i tagli, sollecitare le Amministrazioni dì RFI, Ferrovie Nord e VCO Trasporti, a dare le giuste risposte alle esigenze degli utenti (a partire da studenti e pendolari).

L’Assemblea Provinciale del Partito Democratico del VCO

VCO escluso della Fondazione Cariplo: se Atene piange, Sparta non ride

Il territorio provinciale del Verbano Cusio Ossola viene escluso dalla rappresentanza nel Comitato di Beneficienza della Fondazione Cariplo. E’ questo l’esito della riforma statutaria dell’ente, voluta dal presidente Giuseppe Guzzetti, che ha ridotto il numero dei componenti dell’organismo stabilendo che in luogo della originaria previsione che assicurava a tutte le province lombarde e a quelle piemontesi di Novara e del VCO un rappresentante, sul versante piemontese in futuro vi sarà un unico rappresentante per entrambe le province di Novara e del Verbano Cusio Ossola.
Non essendo stata raggiunta una intesa tra le due province su quale territorio dovesse partire per primo, ieri a Milano si è tenuto il sorteggio che ha stabilito che sarà Novara la prima provincia che fornirà alla Fondazione Cariplo la terna dei rappresentanti all’interno della quale la governance uscente della Fondazione individuerà il futuro rappresentante nel comitato di beneficienza. Il VCO, che fin dalla nascita della provincia nel 1995 aveva sempre avuto un rappresentante garantito, resta così a secco.
“La riforma dell’organismo voluta e promossa dal presidente Guzzetti -commenta l’onorevole Enrico Borghi, deputato dell’Alto Piemonte membro dell’ufficio di presidenza del Pd alla Camera-, nel silenzio totale del rappresentante uscente del Verbano Cusio Ossola in Fondazione Cariplo arch. Francesca Zanetta, ha come primo effetto concreto l’esclusione del territorio più periferico dal board della Fondazione Cariplo. Si fa un gran parlare, in queste ore, di garanzie che arrivano da Milano in caso di nostro passaggio in Lombardia, e al primo atto pratico veniamo lasciati a casa da un organismo che in questi anni -sia pure con modalità molto discutibili e spesso autoreferenziali- ha distribuito sul territorio risorse finanziarie importanti per servizi ed investimenti. Negli anni scorsi ho avuto motivo di polemica con Guzzetti, e oggi i fatti purtroppo mi danno ragione. Sarebbe buona cosa che almeno nei rappresentanti delle associazioni che contribuiscono a completare il board della Fondazione si effettuasse una recupero del territorio del VCO, seguendo tuttavia la strada del confronto con le istituzioni locali e non quello dell’autoconservazione. L’intera vicenda è emblematica del fatto che se Atene piange, Sparta non ride. E che affidarsi a miracolistiche promesse in caso di modifiche territoriali, significa imboccare la strada della delusione. Certo, se a tempo debito la riforma dello Statuto della Fondazione Cariplo fosse stata fatta in trasparenza , avvisando e coinvolgendo le istituzioni, anzichè fare tutto alla chetichella, forse oggi non saremmo arrivati a questo risultato penalizzante per il VCO. Ma ormai cosa fatta capo ha, e di questo sappiamo chi ringraziare”.

Roma, 26 settembre 2018

Deputati PD in visita all’acciaieria Duferdofin in Ossola.

DEPUTATI PD: IN OSSOLA ACCIAIERIA DI LIVELLO, SI POSSONO CONIUGARE PRODUZIONE, LAVORO E AMBIENTE PUNTANDO ALLA QUALITA’

Una realtà industriale di livello, la cui produzione di qualità e specializzazione può metterla al riparo dai rischi della guerra commerciale globale avviata da Trump con l’introduzione dei dazi su acciaio e alluminio.
E’ questa la conclusione cui è pervenuta la delegazione di deputati democratici che nella mattinata di oggi, 18 maggio, hanno incontrato a Pallanzeno direzione e delegati di fabbrica della “Travi e Profilati di Pallanzeno srl”, stabilimento del gruppo Duferdofin-Nucor che sorge nella piana della Val d’Ossola alla convergenza dei comuni di Pallanzeno, Piedimulera e Vogogna dando lavoro a 200 dipendenti impegnati nella produzione e lavorazione del ferro, dell’acciaio e di materiali e prodotti per la siderurgia.
La delegazione Dem era composta dalla vicepresidente del gruppo a Montecitorio, on. Chiara Gribaudo, dal segretario d’aula on. Enrico Borghi, accompagnati dal presidente del Pd VCO Graziano Zaretti, dalla componente della segreteria democratica del VCO Vittoria Albertini, dal capogruppo Pd in comune di Domodossola Davide Bolognini e dal capogruppo di maggioranza in comune a Vogogna, Marco Stefanetta.
“Abbiamo trovato una industria che fa della qualità produttiva, dell’equilibrio tra produzione e ambiente e della tutela della sicurezza dei lavoratori uno degli elementi caratterizzanti -hanno osservato i parlamentari Gribaudo e Borghi- che in un’epoca nella quale si parla di industria dell’acciaio solo con riferimento ai casi difficili come Taranto e Piombino è un elemento che dimostra come sia possibile operare tenendo congiunte le ragioni della produzione, del lavoro e dell’ambiente. E’ fondamentale lavorare per una cultura diffusa della sicurezza sui luoghi di lavoro, e stamattina abbiamo avuto la dimostrazione che è possibile operare in questa direzione, interprendando la sicurezza come elemento di investimento e non di costo. La scelta aziendale di operare su produzioni di alta gamma e di nicchia, che li sottrae dal ripercussioni causate dalla portata dei provvedimenti protezionistici del governo statunitense, appare interessante e merita di essere segnalata. Per parte nostra, abbiamo fatto debita memoria delle esigenze soprattutto in materia di logistica e di infrastrutture ferroviarie che industrie di questa natura richiedono, e che necessitano non dei tentennamenti di queste ore in materia di grandi infrastrutture messi in atto da Lega e 5 Stelle ma di una decisa attuazione della cura del ferro avviata dai governi precedenti. Non è pensabile, infatti, che aziende come queste utilizzino la gomma e non il ferro per spostare materie prime e lavorati a causa della vetustà dell’infrastruttura ferroviaria. Per quel che ci riguarda, la tappa ossolana è stata un momento importante del nostro lavoro di confronto e di dialogo con il mondo italiano dell’acciaio che continuerà nelle prossime settimane”.

Delegazione dei deputati del PD alla Duferdofin Nucor di Pallanzeno

Venerdi una visita di una delegazione dei deputati del Partito Democratico alla Duferdofin Nucor di Pallanzeno. Quali effetti dei dazi di trump sull’acciaio?  il PD lo verifica in Ossola

Venerdi 18 maggio alle ore 10,30 una delegazione di parlamentari democratici guidata dalla vicepresidente del gruppo on. Chiara Gribaudo e dal segretario d’aula on. Enrico Borghi sarà presente in Ossola, per un confronto con il management e le maestranze della “Travi e Profilati di Pallanzeno S.r.l”, del gruppo Duferdofin-Nucor, stabilimento che vede 219 occupati che trasformano nel laminatoio 500.000 tonnellate/anno di acciaio.

Lo scorso 23 marzo il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha introdotto dazi del 25% per l’acciaio e del 10% per l’alluminio. Sono misure di protezione commerciale che hanno l’obiettivo di dare seguito allo slogan elettorale del presidente Trump “Make America Great Again”, e che avranno effetti sul sistema del commercio internazionale tutto. Al tentativo di rendere grande l’America infatti corrisponde che gli altri paesi si facciano più piccoli, e questo pone molti problemi alla nostra economia.

La Cina, primo produttore mondiale di acciaio e alluminio, è il destinatario principale delle misure tariffarie imposte da Trump. Le misure protezionistiche al momento sono state sospese nei confronti dell’Unione europea e di altri paesi alleati degli Stati Uniti, in attesa di una decisione che Trump prenderà il primo giugno. Restano però gli effetti indiretti dei dazi contro la Cina, che potrebbe decidere come conseguenza della chiusura del mercato statunitense di spostare le proprie esportazioni verso l’Unione europea facendo concorrenza alla nostra produzione o immettendo sul mercato materie prime a basso costo ma più scadenti. Più in generale si teme il rischio di una guerra commerciale tra Stati Uniti e Unione europea, della quale si è discusso anche nell’ultimo  Consiglio europeo  a Bruxelles.

Per l’Italia sono tutte brutte notizie. L’export è il settore più vitale della nostra economia, perché contribuisce a circa il 30% del nostro Pil e ha continuato a crescere in questi anni più di qualsiasi altro settore (nel 2017 la crescita è stata del 7,4%). Se l’America chiude le porte del commercio, l’Italia non può che risentirne.

Il nostro paese beneficia molto dei rapporti commerciali con gli Usa: nel 2017, con 40,5 miliardi di fatturato, l’Italia si è piazzata all’ottavo posto dei paesi da cui provengono le importazioni degli Stati Uniti. Per quanto riguarda il settore siderurgico, le aziende italiane specializzate nella produzione di acciaio e alluminio esportano complessivamente verso gli Stati Uniti 470 mila tonnellate d’acciaio l’anno per un valore di circa 653 milioni di euro. Le aziende del comparto siderurgico sono concentrate soprattutto in Friuli, Lombardia, Liguria, Umbria, Veneto, ma gli effetti riguarderanno tutte le aziende che lavorano metalli e prodotti derivati dal metallo (industria automobilistica, macchinari, arredamento).

Un pezzo della politica italiana sembra però non fare caso a questi dati di fatto. La Lega e il Movimento 5 Stelle sono affascinati dalle parole d’ordine del trumpismo e tifano in modo provinciale per le ricette proposte da Trump, senza badare al danno che il nazionalismo e il protezionismo faranno alla nostra economia.

Il Pd invece è schierato a difesa delle imprese e del lavoro italiano e della posizione europea contro i dazi americani. In occasione dell’annuncio di Trump, il governo italiano con il ministro Calenda e il sottosegretario Scalfarotto si sono subito attivati con la Commissione Europea per fare in modo che l’Europa si opponga con forza alle politiche di Trump e salvaguardi così le nostre aziende siano salvaguardate. Ora il Pd riparte da una iniziativa di ascolto e vicinanza in tutte le aziende italiane che rischiano a causa dei dazi proposti dal presidente americano Donald Trump.

In previsione della decisione del 1° giugno, i parlamentari del Pd hanno promosso una serie di incontri nelle industrie del settore dell’acciaio che rischiano di essere colpite dai dazi di Trump, con l’obiettivo di raccoglierne nel dettaglio le preoccupazioni e di manifestare vicinanza ai lavoratori e agli imprenditori. La campagna di incontri ha l’obiettivo di impegnarci a difendere, in tutte le sedi nazionali, europee e internazionali una politica commerciale a sostegno delle nostre esportazioni e di regimi tariffari giusti. Per noi, stare dalla parte dell’Italia significa questo: valorizzare i settori dell’economia che contribuiscono alla crescita, proteggere il lavoro, i lavoratori, chi crea opportunità.

All’iniziativa  hanno già aderito i parlamentari Alessandro Alfieri, Chiara Braga, Piero Fassino, Gianmario Fragomeli, Tommaso Nannicini, Raffaella Paita, Andrea Romano, Ettore Rosato, Alessia Rotta, Ivan Scalfarotto, Debora Serracchiani, Massimo Ungaro, Vito Vattuone, Franco Vazio, Walter Verini, Raffaella Paita, Diego Zardini, Alessia Morani, Piero Fassino, Davide Gariglio, Tommaso Nannicini, Enrico Borghi.

Strade statali del VCO: tutti i fondi confermati, ora basta polemiche

Il vertice di oggi (5 aprile 2018) a Villa Taranto, che ha visto coinvolte tutte le istituzioni interessate ad ogni livello a seguito dell’emergenza generata dalla frana sulla SS 337 della Valle Vigezzo, ha confermato in veste ufficiale quanto da sempre sostenuto dai nostri esponenti nelle sedi istituzionali.
Ovvero la disponibilità di risorse statali, regionali e di ANAS per gli interventi relativi alle strade statali del Verbano Cusio Ossola.

In queste settimane, le prese di posizione degli esponenti della destra locale in proposito hanno oscillato tra roboanti dichiarazioni di non sussistenza dei fondi e tentativi di appropriazione di paternità degli interventi in corso di realizzazione.

Oggi con le notizie rese dal capo compartimento ANAS del Nord Ovest circa l’avvio degli interventi di pavimentazione della superstrada ossolana nei prossimi giorni, della sottoscrizione dell’accordo di programma per la messa in sicurezza della SS 34 del Lago Maggiore e della definizione delle modalità di progettazione esecutiva dei 70 milioni stanziati per la SS 337 della Valle Vigezzo, ci auguriamo possano finalmente mettere fine a queste stucchevoli polemiche per avviare ciò che i cittadini si attendono, e cioè la realizzazione delle opere.

Per parte nostra continueremo ad operare, come sin qui fatto, per concretizzare le necessarie risposte infrastrutturali per il nostro territorio.

Segreteria- Partito Democratico del VCOprima pag