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Borghi: Il Governo getta la maschera no ad Odg per il commissario su SS34 e SS337

Non ci sarà un commissario straordinario con l’incarico di sbloccare l’iter e le risorse per procedere finalmente con la realizzazione degli interventi su due importantissime arterie stradali delle province di Novara e del Verbano Cusio Ossola, cioè la SS34 del Lago Maggiore e la SS337 della Valle Vigezzo.

È stato infatti bocciato oggi alla Camera dei Deputati un ordine del giorno che conteneva questa proposta, firmato dal deputato del Pd Enrico Borghi.

L’Odg era stato presentato da Borghi nell’ambito della discussione sul cosiddetto Decreto Sblocca Cantieri: nel dibattito in aula il deputato ossolano eletto nel collegio di Novara ha illustrato l’importanza di accelerare i lavori anche per la valenza di collegamento internazionale delle due arterie.

Ma non c’è stato nulla da fare. L’Ordine del giorno è stato bocciato dalla maggioranza giallo-verde: 189 i voti a favore (Partito Democratico, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Gruppo Misto), mentre a votare contro è stato il gruppo della Lega, oltre che il Gruppo del Movimento 5 Stelle.Borghi sottolinea come tra i voti contrari ci sia quello del deputato leghista Alberto Gusmeroli, che è anche sindaco di Arona; era invece assente dall’aula la deputata verbanese di Forza Italia Mirella Cristina.
Dopo gli annunci roboanti delle scorse settimane – commenta Borghi – e i toni trionfalistici rispetto a quanto avrebbe previsto il Decreto Sblocca Cantieri, oggi la maggioranza Lega-5Stelle ha confermato ancora una volta che l’unica cosa a cui è interessata è il consenso sotto elezioni. Già dal giorno dopo si dimenticano delle necessità dei propri territori. L’aspetto ancor più grave della vicenda – chiosa in conclusione Borghi – è che per la stessa identica richiesta formulata per la SS36 di Lecco il Governo ha dato riscontro positivo. Evidentemente iper la maggioranza di governo il Vco e il novarese sono territori dei quale ricordarsi solo in campagna a elettorale. Lo spiegheranno loro ai cittadini che Lecco per la Lega è più importante“.

La manovra economica del Governo, il referendum per il passaggio in Lombardia! L’attualità politica e le proposte e le idee del Partito Democratico del VCO.

La situazione politica nazionale, la manovra economica del Governo, il referendum per il passaggio in Lombardia! L’attualità politica e le proposte e le idee del Partito Democratico del VCO.
Incontro con cittadini, simpatizzanti e iscritti con l’on. Enrico Borghi e Aldo Reschigna vice presidente regione Piemonte, venerdì 12 ottobre alle ore 21.00 presso la sala biblioteca a Villa Olimpia a Verbania Pallanza.

Presiede Nico Scalfi Scalfi segretario circolo PD Verbania, partecipano Giuseppe Grieco segretario provinciale PD e Silvia Marchionini sindaco di Verbania.

Tutti i cittadini, le associazioni, le categorie economiche e sociali, iscritti e simpatizzanti sono invitati a partecipare.

Le proposte del PD sulla Manovra Economica

Famiglie, giovani e lotta alla povertàLe contromisure del Pd alla manovra del governo

La posizione del PD sul referendum

Referendum 21 ottobre 2018. PD: le ragioni di un NO al cambio di regione.

VCO escluso della Fondazione Cariplo: se Atene piange, Sparta non ride

Il territorio provinciale del Verbano Cusio Ossola viene escluso dalla rappresentanza nel Comitato di Beneficienza della Fondazione Cariplo. E’ questo l’esito della riforma statutaria dell’ente, voluta dal presidente Giuseppe Guzzetti, che ha ridotto il numero dei componenti dell’organismo stabilendo che in luogo della originaria previsione che assicurava a tutte le province lombarde e a quelle piemontesi di Novara e del VCO un rappresentante, sul versante piemontese in futuro vi sarà un unico rappresentante per entrambe le province di Novara e del Verbano Cusio Ossola.
Non essendo stata raggiunta una intesa tra le due province su quale territorio dovesse partire per primo, ieri a Milano si è tenuto il sorteggio che ha stabilito che sarà Novara la prima provincia che fornirà alla Fondazione Cariplo la terna dei rappresentanti all’interno della quale la governance uscente della Fondazione individuerà il futuro rappresentante nel comitato di beneficienza. Il VCO, che fin dalla nascita della provincia nel 1995 aveva sempre avuto un rappresentante garantito, resta così a secco.
“La riforma dell’organismo voluta e promossa dal presidente Guzzetti -commenta l’onorevole Enrico Borghi, deputato dell’Alto Piemonte membro dell’ufficio di presidenza del Pd alla Camera-, nel silenzio totale del rappresentante uscente del Verbano Cusio Ossola in Fondazione Cariplo arch. Francesca Zanetta, ha come primo effetto concreto l’esclusione del territorio più periferico dal board della Fondazione Cariplo. Si fa un gran parlare, in queste ore, di garanzie che arrivano da Milano in caso di nostro passaggio in Lombardia, e al primo atto pratico veniamo lasciati a casa da un organismo che in questi anni -sia pure con modalità molto discutibili e spesso autoreferenziali- ha distribuito sul territorio risorse finanziarie importanti per servizi ed investimenti. Negli anni scorsi ho avuto motivo di polemica con Guzzetti, e oggi i fatti purtroppo mi danno ragione. Sarebbe buona cosa che almeno nei rappresentanti delle associazioni che contribuiscono a completare il board della Fondazione si effettuasse una recupero del territorio del VCO, seguendo tuttavia la strada del confronto con le istituzioni locali e non quello dell’autoconservazione. L’intera vicenda è emblematica del fatto che se Atene piange, Sparta non ride. E che affidarsi a miracolistiche promesse in caso di modifiche territoriali, significa imboccare la strada della delusione. Certo, se a tempo debito la riforma dello Statuto della Fondazione Cariplo fosse stata fatta in trasparenza , avvisando e coinvolgendo le istituzioni, anzichè fare tutto alla chetichella, forse oggi non saremmo arrivati a questo risultato penalizzante per il VCO. Ma ormai cosa fatta capo ha, e di questo sappiamo chi ringraziare”.

Roma, 26 settembre 2018

Saltano gli sgravi per universitari fuori sede. Altro colpo del Governo alle zone montane

Altro colpo nei confronti dei territori da parte del governo nazionalpopulista di Conte / Salvini / Di Maio.
Dopo il definanziamento del bando periferie, che colpisce numerosi comuni capoluogo (Verbania), e lo “stop” al bando “Sport e periferie” che mette in discussione numerosi investimenti dei Comuni (Domodossola), arriva un’altra doccia fredda che colpisce questa volta le famiglie delle aree più periferiche.

Il governo, infatti, ha deciso di non rifinanziare la detrazione fiscale per gli studenti fuori sede iscritti ad un corso di laurea ubicata in un comune distante da quello di residenza di almeno 100 chilometri prevista dalla legge 205 del 27 dicembre 2017, e ha bocciato tutte le proposte avanzate dal Partito Democratico in tal senso nell’ambito della discussione del cosiddetto “decreto Milleproroghe”.

La misura fiscale, che assicura per i periodi di imposta 2017 e 2018 una detrazione per un importo non superiore a 2.633 euro annui, è stata introdotta dal governo Gentiloni nel corso dell’ultima legge di bilancio della precedente legislatura, e assicura che il requisito della distanza necessario per fruire della predetta agevolazione si intende rispettato anche all’interno della stessa provincia ed è ridotto a 50 km per gli studenti residenti in zone montane o disagiate.

La decisione del governo di calare un colpo di spugna sulla misura viene commentata negativamente dall’onorevole Enrico Borghi, dell’ufficio di presidenza della Camera dei Deputati, che nella scorsa legislatura era stato uno dei protagonisti del dibattito che aveva portato al varo di questo sconto fiscale: “Nell’evidente intento di fare cassa per coprire le mirabolanti promesse elettorali -osserva Borghi- il governo colpisce direttamente studenti e famiglie delle zone montane, che non avranno più la possibilità di alleviare, sia pure in parte, il carico di maggiori costi strutturali derivanti dall’esigenza di andare a studiare nelle Università lontane dai luoghi di origine. Se si pensa che questi oneri servono per coprire misure come la riduzione delle tasse ai ricchi o addirittura i condoni fiscali di cui si sente parlare, si può davvero definire questa decisione una manovra da Robin Hood al contrario. Grazie al governo Conte, dal 1 gennaio studiare all’Università per i ragazzi dei territori montani costerà di più, con una tassa occulta che viene introdotta e che andrà a sommarsi alle altre spese sostenute per il semplice fatto di essere distanti dagli atenei”.

 

Roma, 18 settembre 2018