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Ospedale nuovo: quando non si ha nulla da dire non ci si presenta nemmeno alla discussione

Dopo il rifiuto del sindaco domese Lucio Pizzi (e degli altri sindaci di centro destra) di partecipare alla rappresentanza dei sindaci Asl interviene con una nota il Pd domese.
“Quando non si ha nulla da dire, non si hanno argomenti a proprio favore, o la si butta in caciara o non ci si presenta nemmeno alla discussione.
E’ questa l’ormai chiara strategia del sindaco di Domodossola, che tra una balla sui migranti e una comparsata in tv non trova il tempo per elaborare una posizione coerente, una strategia chiara per il futuro della sanità e allora decide di non sedersi al tavolo della Rappresentanza dei Sindaci Asl, così da continuare nel suo inutile tentativo di far notizia più per quello che dichiara alla stampa che per quello che fa.
Ma vogliamo ricordare al sindaco Pizzi che non partecipare ai tavoli vuol dire non far valere la propria voce e che questo, visto l’ormai delineato iter di costruzione dell’ospedale, verrà pagato a carissimo prezzo dalla nostra città, che invece deve pensare ad un futuro per la propria area sanitaria.  Rischiamo di ereditare le macerie di una strategia disastrosa: sindaco, la preghiamo, la smetta di fare danni”.

Il Pd cittadino e provinciale a Pizzi: “La smetta di diffondere fake news”

Distinguiamo i fatti dalle invenzioni.
Il fatto è che gli adulti sono già separati dai bambini per ricevere le vaccinazioni, come è corretto ed opportuno dal punto di vista sanitario.
La richiesta del sindaco Pizzi è dunque un’invenzione: superflua e unicamente strumentale.
La nostalgia per la discriminazione razziale tradisce solamente la capacità di fare propaganda contro i migranti, anche quando i migranti non c’entrano nulla.

Per questo chiediamo indignata indifferenza ai domesi, agli ossolani, a chiunque abbia letto il comunicato di Pizzi.

La strategia è chiara e deliberata: nascondere la propria inconsistenza dietro a sparate clamorose, con lo scopo di conquistare visibilità nazionale, qualche passaggio in televisione e di soddisfare il proprio ego.

Un amministratore serio, nel caso di potenziali problemi, contatta chi di dovere, per cercare di risolvere la questione. In questo caso sarebbe bastata una telefonata al dirigente ASL preposto.

Pizzi no, Pizzi fa comunicati stampa, diffonde notizie farlocche, con il solo scopo di farsi pubblicità, dividendo l’opinione pubblica su un tema che andrebbe affrontato in tutt’altra maniera.

Per la rispettabilità del ruolo che ricopre, ci sentiamo di chiedergli solo una cosa: la smetta di diffondere fake news per i propri, poco nobili, fini elettorali!

Segreteria PD Domodossola

Segreteria PD VCO

L’ennesima provocazione anti immigrati del Sindaco Pizzi. Le risposte degli amministratori regionali

Lucio Pizzi, sindaco di Domodossola

Bambini lontani dai migranti per la vaccinazione all’Asl. Lo chiede il sindaco di centrodestra di Domodossola, Lucio Pizzi, lo stesso che aveva chiesto il coprifuoco per i rifugiati: “I bambini non vengano vaccinati nella stessa stanza dei richiedenti asilo”, ha scritto nella lettera all’azienda sanitaria locale della provincia del Verbano-Cusio-Ossola.

Ovviamente l’ennesima provocazione populista per raccogliere (aihnoi) facili consensi (ndr).

Il direttore generale Angelo Penna, nominato alla guida dell’Asl del Verbano-Cusio-Ossola da appena due settimane, dimostra  che la polemica sollevata non regge: “Bambini e adulti partecipano a sedute vaccinali diverse. E’ vero che i locali sono gli stessi ma prima e dopo ogni sessione vengono sanificati e questo avviene per ragioni sanitarie indipendentemente dalla presenza di immigrati”. Il neo-direttore questo pomeriggio ha avuto un colloquio con il  suo responsabile delle vaccinazioni per farsi spiegare i dettagli: “Anzi ringrazio il sindaco per avermi dato l’occasione di spiegare ai cittadini come funziona il sistema. Ogni anno all’asl vengono vaccinate 25mila persone, esclusi i vaccini influenzali, i migranti sono circa un ventesimo”.  La lettera del sindaco parla di un rischio di  “promiscuità” e “contagio” ma, spiega Penna: “I migranti che sbarcano in Italia vengono visitato nei centri di accoglienza in cui vengono accolti, nel caso del Piemonte a Settimo dove è presente un centro di coordinamento regionale, e poi, se hanno dei problemi anche nei nostri ambulatori dedicati ai migranti. Chi si siede nelle sale d’aspetto in attesa del vaccino non ha malattie infettive”.

Reagisce duramente all’iniziativa del sindaco di Domodossola l‘assessora regionale alle Pari opportunità, Monica Cerutti: “Riteniamo assurda – dice – la posizione del sindaco Pizzi, che forse sogna di ricreare in Italia situazioni da apartheid. Il sindaco, forse per far parlare di sé, propone di creare spazi per i neri e per i bianchi. Vuole separare gli stranieri migranti dagli italiani. In un altro momento storico non avremmo dato peso alle sue parole deliranti, ma visto il clima che si respira nel Paese crediamo importante ricordare che anche un italiano potrebbe essere potenzialmente portatore di malattie contagiose: potrebbe magari averne contratta una durante un viaggio all’estero. Ritenere minacciata la salute dei bambini da parte dei migranti è semplicemente ridicolo”.

Anche l’assessore regionale alla Sanità, Antonio Saitta, commenta l’uscita di Pizzi: “Ho appreso delle dichiarazioni del sindaco di Domodossola che chiede stanze separate per le vaccinazioni dei bambini e dei rifugiati. Mi auguro che non corrispondano al vero e siano frutto del clima (politico e non solo) surriscaldato di queste settimane: in ogni caso ho già avuto modo di ribadire al direttore dell’Asl Vco che, peraltro è perfettamente in linea con questa posizione, che il diritto alla salute va garantito a tutti senza discriminazioni, ancora più odiose trattandosi di minori”.

Il “sindaco sceriffo” Pizzi era già stato autore in passato di altre campagne tese a diminuire il numero di richiedenti asilo in città. Aveva anche chiesto al prefetto – senza però ottenerlo – un “coprifuoco” per imporre ai migranti di rientrare nei loro alloggi alle 20.

Testo da repubblica.it

Il Pd aderisce alla manifestazione a Domo contro il coprifuoco: “Senza simboli e bandiere”

Il PD aderisce al sit-in Not In My Name – Tutti in piazza per i diritti – di venerdì 21 giugno alle ore 20.01 a Domodossola (piazza del Municipio) contro il coprifuoco: “Senza simboli e bandiere”.

La Maggioranza dell’ Amministrazione domese compie una giravolta sul tema dei Migranti. Ora la Lega cittadina, andando contro la linea della Lega nazionale, sostiene la necessità del lavoro obbligatorio per i migranti presenti sul territorio cittadino. Ricordiamo che la Lega ha sempre sostenuto che gli immigrati rubassero il lavoro agli autoctoni e che la manodopera a basso costo falsasse il mercato del lavoro.
Noi siamo convinti della necessità di mettere in campo strumenti efficaci che consentano di uscire da una logica emergenziale ed il lavoro è certamente un passaggio fondamentale nel percorso di integrazione.
E’ evidente che perseguire l’ obbiettivo dell’ integrazione è l’ unica strada che può garantire sicurezza e stabilità sociale alle nostre Comunità. Non si tratta di buonismo ma di realismo ed è necessaria la concretezza degli atti. Nei limiti concessi dalla crisi che permane nel Paese, il CISS, con il quale la Prefettura si è convenzionata per la gestione dei migranti, attiva tirocini lavorativi di 12 ore/settimana, attingendo dalla quota dei 35 euri giornalieri e ciò avviene dopo i primi due mesi di permanenza. I settori di impiego prevalente sono la cura del verde nei Comuni di accoglienza e, soprattutto, attività nella ristorazione (lavapiatti). Non è molto, ma è un passo concreto. In tutti i casi, data la fragilità delle situazioni, è necessario che queste azioni possano svilupparsi con le dovute attenzioni e controlli.
E’ altresì evidente che tutto deve avvenire in un clima di sufficiente serenità: il mestare nel torbido, con atti di vera istigazione all’ odio ed alla paura in tutte le sue forme, è un segno di irresponsabilità. Il PD cittadino condivide la preoccupazione dei molti che vedono nel becerismo dell’ idea del coprifuoco il seme del “pogrom”.
Per quelli che sono indifferenti, è concreto il rischio di replicare ciò che Hanna Aredt definì la “banalità del male”, quale completa inconsapevolezza sul valore delle proprie azioni. Il PD cittadino parteciperà, senza simboli né bandiere, alla manifestazione indetta dai ragazzi venerdì.

Comunicato Stampa PD Domodossola

Migranti: no ai proclami. Si alla risoluzione dei problemi

Crediamo opportuno entrare nel merito della questione migranti in Ossola col nostro punto di vista. Il problema della gestione migranti è evidentemente non solo locale, ma nazionale ed europeo, su cui molto si discute spesso attraverso stereotipi e luoghi comuni. Il compito dell’amministratore e della politica in generale è però quello di operare per risolvere i problemi e su questo ognuno di noi è chiamato a fare la sua parte; ciò detto è evidente che per molti la questione migranti è diventata invece un’opportunità per avere copertura mediatica e facile consenso a livello locale e nazionale.

Noi siamo e saremo sempre dalla parte di chi lavora per risolvere i problemi e a livello locale auspichiamo che questa questione torni a essere oggetto di confronto e di collaborazione. Le linee ministeriali che parlano di accoglienza diffusa con il contributo di tutti gli enti sono l’unica soluzione praticabile per gestire la vicenda, ma è evidente che se si inizia una gara a chi alza di più i toni e a chi spara l’affermazione più sensazionale, si crea un clima per cui nessuno sarà disponibile a mettersi in rete per una serena collaborazione fra le amministrazioni.

In Ossola lo scorso mese di dicembre sul tema dei migranti sì e incrinato profondamente il rapporto fra le amministrazioni del CISS Ossola e quella ferita non si è ancora rimarginata. Basta ripensare alle dimissioni del presidente del CdA Allegri che correttamente non accettò di farsi strumentalizzare, al recente ed altrettanto corretto comunicato che l’attuale CdA ha diramato per chiarire che il CISS ha GIA’ regole precise sulla gestione dei richiedenti asilo, ed alle difficoltà manifestatesi recentemente nel secondo rinvio dell’assemblea per nominare il nuovo CdA.
Non possiamo non segnalare anche l’incoerenza fra chi da un lato pretende che i servizi sociali si occupino in maniera esclusiva della gestione migranti e dall’altro lato occupa lo spazio mediatico con atteggiamenti di intolleranza al limite del consentito per un amministratore locale.

Vorremmo che la politica locale tornasse sui livelli di normale confronto e di risoluzione dei problemi prima che sia troppo tardi e solidarizziamo con chi vuole dimostrare che esistono modi diversi e più consoni di approcciarsi alla vicenda.
Domodossola e l’Ossola non meritano di vivere la paura e chi amministra ha certo il dovere di dare sicurezza, ma la storia è piena di esempi di chi ha scientificamente cavalcato e alimentato la paura per i propri fini politici.

 

La segreteria provinciale del PD

Una legge per dire no al cyberbullismo. Incontro a Domodossola

Una legge per dire no al cyberbullismo.
E’ questo il titolo dell’incontro pubblico per la presentazione della legge, appena approvata alla Camera dei Deputati, in materia di prevenzione del CYBERBULLISMO.
A Domodossola venerdì 16 giugno alle ore 20.45 c/o l’ hotel Corona con la presenza della Senatrice Elena Ferrara, prima firmataria della legge.

Interverranno anche

  • Paolo PICCHIO, padre di una vittima di cyberbullismo.
  • Marilena GUGLIELMETTI, criminologa.
  • Simonetta SIEGA, referente C.T.I. Domodossola.
  • Augusto VISCONTI, responsabile progetto prevenzione bullismo e cyberbullismo del Liceo Spezia.

Introduce e modera:
Davide Bolognini, Capogruppo PD Domodossola.

Tutte le info sula legge cliccando a questo link 

Organizza il circolo  PD di Domodossola.