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Tasse al 5% per i frontalieri sulle prestazioni pensionistiche

Esprime grazie all’approvazione definitiva della “Manovrina” da parte del Senato su cui si è impegnato il deputato ossolano del Partito Democratico Enrico Borghi: “Ringrazio i colleghi senatori ed il Governo- spiega- per aver approvato la Manovrina mantenendo al suo interno quanto ottenuto a seguito del mio emendamento alla Camera sulla tassazione per i lavoratori frontalieri. Finalmente – continua Borghi – si risolve una volta per tutte una questione molto delicata. Da troppi anni i lavoratori frontalieri stavano aspettando una risposta sulla tassazione delle prestazioni pensionistiche, incluso il cosiddetto Secondo Pilastro”.
Grazie all’emendamento Borghi, infatti, tali prestazioni saranno tassate al 5%, anziché l’ordinaria tassazione Irpef che prevede aliquote progressive per scaglioni di reddito, a partire dal 23% per arrivare al 43% sui redditi più elevati. Altra misura diventata legge dello stato, prevista dall’emendamento,  quella relativa all’esonero dell’obbligo di dichiarare in Italia i conti correnti detenuti all’estero esclusivamente per l’accredito degli stipendi. Esonero previsto anche per il coniuge e i familiari di primo grado: “Sono particolarmente soddisfatto per questi due importanti risultati ottenuti – conclude il parlamentare democratico – non é stato facile portare all’attenzione della politica romana un tema così delicato come quello dei lavoratori frontalieri. C’è ancora tanto da fare, lavoreremo in sinergia con la Provincia del Vco e il tavolo dei lavoratori frontalieri con la consapevolezza che oggi possiamo finalmente dire di aver “portato a casa” un risultato fondamentale”.

Tassazione bassa per i Frontalieri: accolto emendamento dell’on. Borghi

Buone notizie in materia di semplificazione e tassazione delle rendite percepite dai lavoratori frontalieri, grazie ad un emendamento presentato dal deputato ossolano Enrico Borghi, capogruppo del Pd in commissione ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera dei Deputati.
La prima notizia riguarda la tassazione di tutte le prestazioni pensionistiche (LPP) -compreso quindi il cosidetto “secondo pilastro” , corrisposte da enti o istituti svizzeri: tali prestazioni saranno tassate nella misura del 5%, anziché secondo l’ordinaria tassazione IRPEF che prevede aliquote progressive per scaglioni di reddito, a partire dal 23% per arrivare al 43% sui redditi più elevati.
La seconda prevede l’esonero dall’obbligo di dichiarare in Italia i conti correnti detenuti all’estero esclusivamente per l’accredito degli stipendi o di altre competenze derivanti da attività lavorative ivi svolte.
L’esonero riguarda anche il coniuge e i famigliari di primo grado eventualmente cointestatari o titolari di deleghe sullo stesso conto.
Soddisfazione per l’esito dell’iter, che ora prevede l’inserimento della misura nel testo finale della manovrina che nelle prossime ore sarà votata dal Camera con probabile voto di fiducia, viene espressa dal presentatore dell’emendamento: “Si tratta di una misura -commenta l’on. Borghi- volta a dare concretezza alla mozione a mia prima firma approvata lo scorso 12 febbraio 2016, che su questo tema aveva detto chiaramente che i redditi da secondo pilastro dei frontalieri sono di natura previdenziale. Nel frattempo erano emerse diverse interpretazioni, e per evitare ingiusti ed impropri aggravi fiscali abbiamo risolto questo tema sotto il profilo legislativo con un lavoro congiunto fatto con il governo e il relatore, on.Mauro Guerra, che ringrazio. Da oggi i lavoratori frontalieri attivi  e quelli pensionati hanno certezze in questo campo, e siamo arrivati a questo risultato anche grazie al confronto con le parti sociali e gli enti territoriali, ad iniziare dalla Provincia del VCO che ha ben esercitato la sua funzione riconosciutale dalla legge Delrio in materia di politiche transfrontaliere, a dimostrazione che non si tratta di una riforma fatta solo sulla carta ma di una  norma che risponde ad esigenze concrete dei nostri concittadini“.

Frontalieri: se ne discute a Cannobio sabato 2 aprile

frontalieri-frecciaIl PD organizza un incontro pubblico sul tema “verso l’accordo fiscale tra Italia e Svizzera: quali conseguenze per il frontalierato” per sabato 2 aprile 2016 dalle ore 09.30 presso il Nuovo teatro a Cannobio.
A questo link è scaricabile il volantino Incontro pubblico frontalieri 2 aprile 2016 cannobio.
Interverranno l’on. Enrico Borghi  capogruppo PD commissione ambiente territorio e lavori pubblici e Mirko Dolzadelli
segretario nazionale frontalieri Cisl, del Comitato Generale Italiani all’Estero del MAE.
Saranno presenti Stefano Costa presidente provincia del VCO,
Aldo Reschigna vicepresidente regione Piemonte,  Antonella Trapani segretario provinciale PD.
Presiede Domenico Mugnano, segretario circolo PD Alto Verbano.
Un incontro per affrontare nel merito i problemi concreti derivanti dall’accordo tra Italia e Svizzera sul futuro del frontalierato.
Sarà illustrata la mozione votata alla Camera dei Deputati lo scorso febbraio sul tema, primo firmatario l’on. Enrico Borghi.
Sono invitati i rappresentanti dei lavoratori frontalieri, gli amministratori locali, le categorie economiche, sociali, sindacali e tutti i cittadini interessati.

Partito Democratico
Circolo Alto Verbano
Coordinamento Provinciale VCO

TASSA SALUTE FRONTALIERI: non si deve versare nulla

TASSA SALUTE FRONTALIERI, il Governo chiarisce: “I frontalieri non devono versare nulla. Parlamento decisivo, chiaro segno di attenzione“.

Si è’ finalmente definita la questione relativa alla “tassa della salute” che i frontalieri italiani occupati in Svizzera rischiavano di dover pagare a seguito di una interpretazione amministrativa compiuta da alcune Asl della Regione Lombardia e della Provincia Autonoma di Bolzano. Ne danno notizia i deputati democratici Enrico Borghi, Chiara Braga, Mauro Guerra, Maria Chiara Gadda, Daniele Marantelli, Paolo Rossi, Angelo Senaldi, Gianmario Fragomeli, Veronica Tentori, già firmatari di una mozione votata dall’aula della Camera lo scorso 11 febbraio con la quale si chiedeva al governo “ad intervenire, per quanto di competenza, sospendendo ogni iniziativa di Stato, regioni e province autonome tendenti ad introdurre un’impropria modalità di pagamento da parte di lavoratori italiani occupati in Svizzera e per i titolari di pensione svizzera per il godimento delle prestazioni del Servizio sanitario nazionale”.

In questi giorni, i deputati democratici hanno incontrato più volte il viceministro all’economia e finanze, on. Luigi Casero, e il sottosegretario alla salute dott. Vito De Filippo, e proprio da loro oggi hanno ricevuto assicurazione che entro domani tutte le Regioni interessate riceveranno una circolare applicativa da parte del governo in tal senso.

La circolare chiarirà che i frontalieri italiani occupati, o che hanno esercitato nel passato un’attività dipendente, nei Cantoni dei Grigioni, del Ticino e del Vallese non sono tenuti a versare ulteriori contributi al Servizio Sanitario Nazionale, in quanto ai sensi del vigente accordo tra Svizzera a Italia essi sono oggetto di tassazione alla fonte da parte Svizzera e una quota del gettito fiscale viene ristornato all’Italia secondo l’accordo internazionale.

“Siamo molto soddisfatti -commentano i deputati interessati- perché il Governo con questo chiarimento ha sposato integralmente la tesi sostenuta dal Partito Democratico; di fronte dell’emergere del problema chiarimmo da subito che non avremmo mai permesso un balzello di questa natura che ledeva il principio dell’universalità delle prestazioni per introdurre su volontà della Regione Lombardia un principio di erogazione del servizio legato al reddito individuale. È così è avvenuto“.

“Ringraziamo il viceministro Casero e il sottosegretario De Filippo per il lavoro che hanno svolto -concludono i parlamentari democratici- . Insieme abbiamo dato la giusta risposta all’importante comparto dei frontalieri, e dato un segnale ad una parte importante di nostri concittadini occupati all’estero che dopo anni di disattenzione oggi iniziano a ricevere risposte concrete da parte delle istituzioni”.

DECRETO RIENTRO CAPITALI: RISPOSTE CONCRETE PER I FRONTALIERI

On. Enrico Borghi
On. Enrico Borghi

L’Aula della Camera ha approvato in via definitiva, nella serata di venerdi 13 novembre, la conversione in legge del decreto “misure urgenti per la finanza pubblica” emanato lo scorso 30 settembre dal Consiglio dei Ministri e relativo alle procedure di rientro dei capitali dall’estero, la cosiddetta “voluntary disclosure”.

Tale provvedimento fornisce una serie di risposte concrete per i lavoratori frontalieri del Verbano Cusio  Ossola, almeno su tre livelli.
Il primo è la conferma che le procedure di attuazione del rientro dei capitali dalla Svizzera non sono stato oggetto di negoziato, e pertanto tantomeno di scambio, con le prerogative del lavoratori frontalieri. Era forte la preoccupazione, nei mesi scorsi, che la chiusura di un’intesa in tal senso tra Italia e Svizzera vedesse anche come arma di scambio un intervento pesante sullo status dei frontalieri. L’azione parlamentare e governativa italiana ha consentito di evitare questo, e il negoziato sulla materia fiscale e sullo status dei frontalieri prosegue con un proprio iter, sganciato dalla “voluntary disclosure”.
Il secondo è la risposta, molto concreta, che con questo decreto è giunta in termini di dilazione delle tempistiche di predisposizione delle domande di attivazione della procedura di collaborazione volontaria, originariamente fissate nel 30 settembre e ora slittate al 30 novembre con termine di presentazione della documentazione al 30 dicembre, venendo incontro in particolare alle esigenze rappresentate da numerosi professionisti anche del nostro territorio.
Il terzo è che in sede di esame parlamentare del provvedimento, sono state introdotte due misure importanti a favore dei frontalieri: da un lato è stata ricompresa anche la figura giuridica del pre-pensionamento del frontaliere fra le casistiche assoggettate all’aliquota del 5%, evitando che su di essa si applichino le aliquote ordinarie Irpef, e dall’altro l’esonero dagli obblighi dichiarativi è stato previsto anche per il conto corrente del frontaliere intestato anche al coniuge e ai familiari di primo grado eventualmente cointestatari o beneficiari di procure e deleghe sul conto stesso.
In proposito, così commenta l’on. Enrico Borghi, capogruppo Pd in commissione ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera che ha seguito da vicino il provvedimento: “Questa legge è una risposta molto concreta alle problematiche che nel corso dell’estate i rappresentanti dei lavoratori frontalieri ci avevano manifestato. Da un lato lo slittamento dei tempi consente di cogliere al meglio l’opportunità costituita dalla legge sul rientro dei capitali, e dall’altro la precisazione fatta in sede parlamentare risponde anche ad alcune esigenze emerse durante una serie di riunioni del tavolo provinciale del frontalierato del Verbano Cusio Ossola e che oggi trovano una risposta in termini di minori tassazioni e di esonero dagli obblighi dichiarativi. Più in generale, si conferma l’attenzione delle istituzioni italiane ad un mondo importante come quello del lavoro frontaliero che costituisce una significativa realtà economica e produttiva delle nostre zone di confine”.
Comunicato on. Enrico Borghi

Frontalieri e voluntary disclosure: Borghi interviene sul Governo

confine cannobio piaggio frontalieri Chiarire attraverso una specifica circolare dell’Agenzia delle Entrate che i lavoratori e i pensionati frontalieri necessitano di una specifica regolazione nel percorso di applicazione della “Voluntary Disclosure”, e che i redditi percepiti dai frontalieri già tassati all’estero devono esulare dal campo di applicazione della disciplina sulla collaborazione volontaria: è quanto ha chiesto oggi al governo il deputato democratico Enrico Borghi (capogruppo Pd in commissione ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera), che ha interessato della questione il viceministro alle finanze on. Luigi Casero.
“Ho fatto presente al viceministro -osserva Borghi- che è necessaria una rapida emanazione di una circolare applicativa da parte dell’Agenzia delle Entrate, per chiarire nel dettaglio due aspetti essenziali. Il primo è relativo al fatto che i redditi percepiti dai lavoratori frontalieri non sono assimilabili in alcun modo a risorse detenute illegalmente all’estero, in quanto sono stati già tassati alla fonte all’estero e tale provento fiscale è stato anche trasferito all’erario italiano in percentuale secondo le modalità dell’accordo italo-elvetico del 1974, e pertanto non si possono applicare su di essi le modalità previste dalla legge e relative alle aliquote fiscali per l’emersione delle risorse “in nero”.
Il secondo riguarda il fatto che l’obbligo di dichiarazione dell’attività detenuta all’estero nel quadro RW della dichiarazione dei redditi non poteva certamente valere nei confronti dei quei lavoratori inseriti nella fascia di confine, i quali per tali determinazioni non devono produrre la dichiarazione dei redditi, e quindi di conseguenza le mancate dichiarazioni non sono da imputare ad
atteggiamenti colpevolmente sleali per i quali sono previste delle penali”.
Il viceministro Casero ha fatto presente di aver già affrontato il tema dell’estraneità dei frontalieri con gli uffici, e ha assicurato all’on. Borghi che provvederà nelle prossime ore a contattare la direttrice dell’Agenzia delle Entrate, dott.ssa Rossella Orlandi, per affrontare nel merito la questione e poi fornire i dovuti chiarimenti in tal senso.
Roma, 8 settembre 2015