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2 milioni e 400 mila euro subito alla Provincia per intervenire sulla strada della Valle Cannobina

dal sito di azzurraTV.
2 milioni e 400mila euro subito per intervenire sulla strada provinciale della Valle Cannobina e sulla galleria de La Verta ad Omegna: è questa la richiesta avanzata dalla Provincia del Vco all’assessore regionale alle infrastrutture Francesco Balocco e al responsabile del coordinamento Nord Ovest dell’Anas Dino Vurro.
Il presidente provinciale Stefano Costa ha richiesto un anticipo della somma di denaro che nei prossimi 3 anni sarebbe spettata di diritto al Vco per la sistemazione di alcune strade provinciali.
I quasi 2 milioni e mezzo verrebbero stanziati in anticipo per la copertura di interventi concordati con Regione e Anas. L’Ente Regione negli scorsi mesi aveva stanziato 45 milioni di euro per la messa in sicurezza delle arterie provinciali di tutto il territorio piemontese.
La ripartizione aveva destinato per il triennio 2017-2019 proprio 2 milioni e 400mila euro al Vco. “Siccome siamo in una situazione di emergenza – spiega il presidente Costa –, soprattutto sulla strada provinciale 75 della Valle Cannobina, in seguito alla frana di sabato scorso nei pressi di Falmenta, ci pare giusto chiedere un anticipo in modo tale da intervenire. Dopo il sopralluogo dei nostri tecnici, è stata stimata una spesa di circa 821mila euro per riparare i danni causati dallo smottamento”.
La proposta avallata è stata presa seriamente in considerazione sia dalla Regione sia dall’Anas.
L’assessore Balocco ha intravisto una possibilità concreta e immediata per sistemare il problema occorso in Valle Cannobina. Anche l’Anas ha espresso parere favorevole.
Infatti, la strada provinciale 75 è una delle tre strade provinciali del nostro territorio che nel giro dei prossimi mesi dovrebbe passare sotto la sua competenza.
Nel corso della riunione odierna in Regione si è parlato anche di quest’altro aspetto. Il primo passo concreto è stato l’inserimento delle province del Vco e di Novara in un decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, di prossima emanazione, che prevede il trasferimento ad Anas di strade provinciali catalogate come “strade di interesse nazionale”. 11 regioni italiane hanno già aderito al decreto. Il Piemonte, invece, ha una situazione un po’ diversa: le province del Vco e di Novara sono, infatti, le uniche ad essere concordi e così è stato richiesto se è possibile inserirle singolarmente all’interno del decreto. Oltre alla strada provinciale della Cannobina, interessate anche quella della Valle Anzasca (la 66) e quella del Lago d’Orta (la 229), comprendente anche la galleria de La Verta che ha urgentemente bisogno di un intervento di sistemazione.
Proprio per questo motivo Anas si è detta favorevole alla richiesta della provincia di avere l’anticipo dei 2 milioni e 400mila euro per provvedere ai lavori sulla frana in Cannobina e sulla galleria de La Verta.

Al via la fase congressuale con le assemblee di circolo dal 12 al 22 ottobre

Si svolgerà dal 12 al 22 ottobre il congresso del Partito Democratico.
Nei congressi saranno rinnovati (con il voto degli iscritti) gli organismi dirigenti dei circoli PD (Coordinatore ed eventuali coordinamenti) e quelli provinciali, con il voto per il nuovo Segretario provinciale e dell’Assemblea Provinciale.

Nel VCO è stata depositata una sola candidatura a Segretario  provinciale, quella di Giuseppe Grieco.

Di seguito l’elenco delle assemblee dei circoli PD. Assemblee aperte ad iscritti e simpatizzanti. Il voto è permesso agli iscritti 2016 e ai nuovi 2017

VILLADOSSOLA / VALLE ANTRONA –  Venerdì 13 ottobre ore 20.30 Struttura museale Ex Cinema via Boldrini 28, Villadossola

CASALE CORTE CERRO   – Venerdì 13 ottobre, ore 20.30 Circolo Arci fr Ramate, Casale Corte Cerro

DOMODOSSOLA / VALLE VIGEZZO  Sabato 14 ottobre ore 15.00 Sede PD via Dissegna, Domodossola

STRESA BELGIRATE -Lunedì 16 ottobre ore 18.30 Hotel La Palma Stresa

GHIFFA OGGEBBIO -Lunedì 16 ottobre ore 18.30 (a seguire cena) Polisportiva Red, Ghiffa

GRAVELLONA TOCE – Lunedì 16 ottobre, ore 20.30 sede PD, circolo Arci casa del Popolo, via Roma Gravellona Toce

CREVOLADOSSOLA – Martedì 17 ottobre, ore 20.45 sala consiliare di Crevoladossola (ex sede Andifor).

VERBANIA / CAMBIASCA Giovedì 19 ottobre ore 20.30 Centro d’Incontro S.Anna, Verbania-

ALTO VERBANO – Venerdì 20 ottobre ore 20.30 Saletta 1° Teatro Nuovo, Cannobio

OMEGNA CUSIO –  Venerdì 20 ottobre ore 20.30 Circolo F.Ferraris via Manzoni, Omegna

BAVENO – Sabato 21 ottobre ore 15.00  Circolo Operaio, via Libertà Baveno

PREMOSELLO – Sabato 21 ottobre ore 20.30 via Milano 51, Premosello Chiovenda

VOGOGNA – sabato 21 ottobre ore 10.00 Palazzo Pretorio, Vogogna

Materiali

Documento congressuale Giuseppe Grieco

Presentazione Lista Assemblea Provinciale

Candidature Circoli PD

Verbale congresso circoli 2017

Scheda elezioni Segretario provinciale e coordinatore di Circolo

Incontro con Maroni: la nota del presidente della provincia Stefano Costa

Nel pieno del dibattito in corso circa l’incontro istituzionale previsto con il Presidente della Regione Lombardia, Maroni il prossimo 10 ottobre che vedrà la presenza del sottoscritto, Presidente della Provincia, con i tre Capigruppo consiliari Morandi, Porini e Spadone, come da invito ricevuto dalla sua segreteria, mi preme fare alcune precisazioni- spiega Costa- il Consigliere Rino Porini ha richiesto, a fine agosto, un incontro con il presidente Maroni a nome suo. Coinvolgendo nella sua proposta il Consiglio Provinciale nella persona mia e dei tre Capigruppo, collegandosi all’imminenza del referendum consultivo per l’autonomia della Lombardia indetto per il prossimo 22 ottobre ed al trattamento riservato nei confronti della loro provincia montana di Sondrio.

La segreteria di Maroni ha risposto in data 21 settembre invitando il sottoscritto ed i tre Capigruppo (Morandi, Porini e Spadone) ad un incontro fissato in un primo tempo per il 3 ottobre poi spostato al prossimo 10 ottobre. In accordo con i vertici del mio partito e nel rispetto del ruolo istituzionale che ricopro, ho ritenuto corretto parteciparvi considerato, ripeto, il taglio istituzionale e amministrativo dell’iniziativa assunta dal Consigliere Porini.

In data di ieri 27 settembre, ho appreso dai media dell’iniziativa di Zanetta, Rosso e Spadone che, chiaramente, ha aperto il dibattito con tutte le normali speculazioni politiche del caso.

Tengo a precisare che questa iniziativa nulla ha a che vedere con il nostro incontro con il Presidente Maroni e mi preme a questo punto ribadire la mia intenzione di continuare a svolgere il mio ruolo istituzionale in accordo con i miei consiglieri valutando di volta in volta le eventuali iniziative che sottoposte al Consiglio Provinciale.

In conclusione mi sento però di aggiungere che esiste un problema oggettivo legato alla non corresponsione dei canoni demaniali che per anni hanno rappresentato l’unica vera forma di perequazione per la nostra Provincia e che sono ora una determinante concausa, insieme ai tagli draconiani del governo centrale, dell’attuale situazione drammatica in cui versa la nostra provincia.

Sarà pertanto interessante disquisire con il Presidente Maroni in merito a questo tema che vede certamente un trattamento diverso riservato alla Provincia montana di Sondrio da parte della Regione Lombardia”.

I piccoli Comuni hanno la legge: ok finale dal senato. Borghi: “una norma per l’Italia e per il futuro”

L’Aula del Senato ha approvato definitivamente la legge “Misure per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli comuni, nonché disposizioni per la riqualificazione e il recupero dei centri storici dei medesimi comuni – Atto Senato n. 2541).

Il testo, partito da un disegno di legge a firma Realacci – Borghi sul quale è confluito il ddl Terzoni e approvato in prima istanza dalla Camera esattamente un anno fa, prevede misure per i piccoli Comuni finalizzate allo sviluppo delle attività produttive, a contenere lo spopolamento, a incentivare l’afflusso turistico. E ancora banda larga, agevolazioni nella rete dei trasporti, servizi postali.

Stanziati 100 milioni di euro dal 2017 al 2023. Una cifra ritenuta inadeguata da alcuni, e che ha sollevato la ferma risposta di Borghi. “Miope ridurre la legge a uno stanziamento economico” – aveva detto il Presidente Uncem e consigliere delegato della Presidenza del Consiglio per l’attuazione della Strategia nazionale delle aree interne.

“Nel testo di legge per la prima volta si sanciscono principi da sempre sbandierati ma mai concretamente inseriti in un provvedimento. La residenza nei piccoli comuni costituisce per la prima volta un interesse nazionale perchè promuove l’equilibrio demografico del Paese. Inoltre, si istituisce il Fondo per lo sviluppo strutturale, economico e sociale dei piccoli comuni che fino a ieri non esisteva, e che potrà essere implementato con le prossime leggi di bilancio. Va inoltre considerato un dato decisivo: l’Italia è il Paese dei mille campanili, che non è solo uno slogan, perché in esso si ritrova quella coesione sociale e quelle reti di prossimità che hanno consentito al Paese di superare una crisi epocale. Nei territori dei piccoli Comuni vivono oltre 12 mila abitanti di italiani, con istituzioni che sussidiariamente in questi anni hanno tenuto vive in solitudine strutture educative, welfare di prossimità, assistenza ai più deboli. Questa legge rappresenta una completa inversione di tendenza: lo Stato torna a farsi soggetto attivo e garante, e crea le condizioni per le quali i territori possono riorganizzare servizi e investimenti rispettandone le peculiarità”.

“Inoltre – ha sottolineato ancora il relatore – il cuore della legge è l’introduzione di una serie di garanzie per le comunità interne e rurali. Con questa norma lo Stato si vincola a erogare servizi essenziali nei territori dei piccoli comuni come uffici postali, trasporti, scuola, banda larga. Per la prima volta la specificità dei territori sui quali le comunità dei piccoli comuni vivono viene presa in considerazione. In più, per evitare la dispersione a pioggia di risorse, la legge introduce all’articolo 13 il principio secondo cui i piccoli comuni esercitano in forma associata mediante Unione di Comuni e Unioni di Comuni montani le funzioni di programmazione in materia di sviluppo socio economico nonchè quelle di impiego dei fondi strutturali UE: una misura importante, che la stessa Ragioneria Generale dello Stato nella sua relazione ha ricordato essere misura di efficienza e di risparmio per la pubblica amministrazione”.

Concessioni idroelettriche: si alla gara no alla proroga. La Cassazione conferma le nostre ragioni

La pronuncia della Cassazione sulla vicenda delle concessioni idroelettriche ex Sisma è importantissima, e conferma quanto avevamo sostenuto con l’allora amministrazione Nobili e i funzionari provinciali: l’acqua è un bene pubblico, e il rinnovo delle concessioni idroelettriche non può essere oggetto di proroga semplice ma deve dare un ritorno al territorio interessato.
Allora fummo snobbati, con il risultato che le ex centrali della Sisma vennero ridate ad un privato  estraneo al territorio che nel frattempo aveva smesso di dare risposte all’Ossola in termini di occupazione, investimenti e ambiente.
Ora questa sentenza sancisce un principio chiaro: lo sfruttamento ai fini idroelettrici delle acque pubbliche deve dare ritorni ai territori interessati, e la forma migliore per la selezione è quella dell’evidenza pubblica. Peccato per tutti gli anni persi dal 2011 a qui, che hanno visto i Comuni dell’Ossola dividersi anche attorno a queste tematiche tra chi sosteneva questa tesi e chi invece apriva la porta alle centraline private in cambio di qualche piatto di lenticchie. Ma in questo senso, le responsabilità politiche sono molto chiare, perchè ci sono nomi e cognomi sotto le istituzioni che hanno ricorso e sotto quelle che hanno lasciato fare”.

Così l’on. Enrico Borghi, capogruppo Pd in commissione ambiente, territorio, lavori pubblici della Camera e Sindaco di Vogogna, commenta la notizia del pronunciamento con il quale la Cassazione ha dato ragione al ricorso del Comune di Ornavasso e della sua partecipata Stagalo, della ex Comunità Montana Valle Ossola e a di una serie di comuni ossolani (Montecrestese, Druogno, Vogogna, Beura Cardezza, Crevoladossola, Calasca Castiglione, Macugnaga, Bannio Anzino, Trasquera e Re) che nel 2011 fecero ricorso contro la decisione della Provincia del VCO, allora governata dalla giunta di centrodestra presieduta da Massimo Nobili, di rinnovare automaticamente alla società Idroelettriche Riunite srl le grandi derivazioni a scopi idroelettrici del torrente Isorno concesse nel 1962 alla società SISMA per approviggionare gli impianti siderurgici di Villadossola.

“La nostra battaglia a suo tempo -commenta l’on. Borghi- iniziò in parallelo anche con il rinnovo delle concessioni del fiume Toce in località Prata per l’allora Tessenderlo Italia, oggi Hydrochem. Allora come oggi sostenevamo che il bene comune acqua doveva generare ritorni al territorio in termini ambientali, occupazionali ed economici. Con Tessenderlo raggiungemmo un’intesa, e i ricorsi vennero ritirati. Con l’ex Sisma, invece, la Provincia decise di andare per la propria strada, e non ci restò altra soluzione che il ricorso, che ora ha dato ragione alle nostre tesi.”

Sul tema, peraltro, l’onorevole Borghi è intervenuto anche in sede parlamentare, facendo approvare un emendamento alla legge sull’acqua pubblica, oggi ferma al Senato dopo essere stata approvata dalla Camera, che  stabilisce ulteriori criteri  per le concessioni di grande derivazione d’acqua per uso idroelettrico.

L’articolo 3, comma 4 della proposta di legge stabilisce infatti che il decreto legislativo di attuazione della delega deve prevedere, tra l’altro, l’obbligo per le regioni e le province autonome di provvedere, entro un termine congruo prima dello scadere di una concessione di grande derivazione d’acqua per uso idroelettrico, nonché in ogni caso di cessazione anticipata della medesima, previa valutazione dell’eventuale sussistenza di un prevalente interesse pubblico a un diverso uso delle acque, a indire una gara ad evidenza pubblica, nel rispetto dei principi fondamentali di tutela della concorrenza, libertà di stabilimento, trasparenza, non discriminazione e assenza di conflitto di interessi, per l’attribuzione a titolo oneroso della concessione per un periodo congruo, individuato in un minimo e un massimo e da determinare in concreto da parte delle regioni e delle province autonome.

Il decreto legislativo dovrà definire altresì i criteri cui dovranno attenersi le regioni e le province autonome nell’attribuzione della concessione, nonché nella determinazione della sua durata, includendo comunque tra i medesimi la necessaria considerazione degli interventi ritenuti necessari avendo riguardo all’offerta di miglioramento e risanamento ambientale del bacino idrografico di pertinenza, nonché alla compensazione ambientale per gli enti locali interessati. Essendo le opere di concessione idroelettrica quasi tutte in territori montano, è’ intuibile la portata dell’emendamento Borghi a favore dei territori montani e degli enti locali interessati.

Una modalità analoga è’ stata già sperimentata dalla Provincia Autonoma di Bolzano in sede di rinnovo delle grandi derivazioni idroelettriche, e ha dato importanti risorse a favore dello sviluppo montano dell’Alto Adige, e l’emendamento Borghi si propone si estendere tale meccanismo a tutto il territorio nazionale.
Il testo proposto dall’on.Borghi riporta inoltre nella norma nazionale i concetti di miglioramento e risanamento ambientale che erano originariamente presenti nel decreto Bersani e che i governi Berlusconi e Monti avevano modificato e poi eliminato, e introduce il principio della compensazione ambientale a favore dei territori montani e dei loro enti locali far i criteri per la selezione della gara per l’attribuzione delle concessioni idroelettriche in sede di rinnovo.

“Oggi in Ossola -conclude l’on. Borghi- sia pure con un ritardo che ci ha fatto perdere tempo, risorse ed opportunità, ci sono le condizioni per attuare questa strada,e  legare il rinnovo delle grandi concessioni allo sviluppo sostenibile del territorio. Questa sentenza apre la strada a questa possibilità, che mi auguro possa essere colta dal territorio”.

Foto da ossolanews.it

SS 34 del lago Maggiore: il Governo si impegna alla copertura finanziaria dei lavori di messa in sicurezza

Si è discussa ieri alla Camera dei Deputati l’interrogazione parlamentare dell’On. Enrico Borghi (PD) in merito alle risorse da allocare per la realizzazione dei lavori di messa in sicurezza della strada statale 34 del Lago Maggiore

Il Governo nella persona del Sottosegretario di Stato alle Infrastrutture Umberto Del Basso de Caro, si è formalmente impegnato alla copertura dei lavori, una volta terminata la condivisione del progetto tra Regione Piemonte e Comuni interessati.

Il Governo attraverso il sottosegretario di Stato alle Infrastrutture Umberto Del Basso de Caro ha dichiarato: “Confermo che sono in corso intese con ANAS, Regione Piemonte e comuni territorialmente interessati per la condivisione di interventi di messa in sicurezza del transito. All’esito delle valutazioni tecniche, nell’ambito delle previste revisori annuali del contratto di programma Mit-ANAS 2016-2020, sarà affrontato il problema della copertura finanziaria per gli interventi che si riterranno necessari” .