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Sabato 14 novembre conferenza con Chiamparino sul governo regionale e la politica sanitaria piemontese.

Sabato 14 novembre video conferenza alle 15.30 sul governo regionale e la politica sanitaria piemontese.

Partecipano l’ex Presidente della regione Piemonte Sergio Chiamparino, l’ex assessore alla sanità Antonio Saitta e il Sindaco di Verbania Silvia Marchionini.

Organizzano i Giovani Democratici Piemontesi.

📅 – 14 novembre 2020
⏰15:30
Entra nella riunione in Zoom
https://us02web.zoom.us/j/87864530101
ID riunione: 878 6453 0101

Sanità: basta soffiare sul fuoco. E’ tempo di lavorare tutti per trovare soluzioni, creare coesione ed essere di fattivo aiuto al personale sanitario

Alla luce della crescita esponenziale dei contagi da covid-19 che ha subito una preoccupante impennata, portando a notevoli livelli di stress il sistema sanitario provinciale e regionale, riteniamo necessario che ciascuno, e specialmente chi ha ruoli politici ed amministrativi, faccia con responsabilità la propria parte, lasciando, in questo momento, inutili polemiche in secondo piano.
Pertanto, proviamo a porre al centro della discussione alcuni elementi affinché fungano da stimolo ed aiuto agli organi competenti e coinvolti a livello decisionale e possano concorrere a trovare soluzioni concrete e condivise.

* Posti letto: riteniamo sia necessario avviare una veloce riflessione sulla modalità di reperimento. La saturazione è prevista a breve ed è necessario trovare soluzioni e potenziare sino al totale utilizzo di tutti i posti disponibili, anche privati, prima che ciò accada. Pensiamo che la proposta del Sindaco di Verbania rispetto alla realizzazione in tempi utili di un ospedale da campo possa essere una soluzione a questo problema, soluzione già adottata in altre province senza che questo suscitasse polemiche strumentali.

* Covid Hospital: una proposta ancora valida ed attuale per liberare posti letto per cure a bassa intensità e per permettere un più sereno svolgersi della quarantena anche per chi non ha possibilità di avere distanziamento fisico coi familiari presso il proprio domicilio

* Tamponi: tempi troppo lunghi sia per la realizzazione che per l’ottenimento dei risultati. La Regione investa e si attivi più fortemente in tal senso per raggiungere i livelli quantitativi e qualitativi delle altre Regioni, come è importante attivarsi dando seguito all’appello dell’Ordine dei Medici sul reperimento più veloce dei vaccini influenzali, valido aiuto in questo momento.

* Medicina territoriale: riteniamo sia necessario avere notizie più certe rispetto a come viene integrata territorialmente e a come si sviluppa la catena di comando che la guida poiché la medicina territoriale, integrata con i medici di famiglia e le USCA, ha dimostrato di essere strumento di grande efficacia nel contrasto al virus

* Carenza di personale: vi è grande criticità rispetto a questo tema, la Regione Piemonte chieda supporto al Governo e non promuova iniziative improvvisate che comportano più problemi che risvolti positivi

* Rappresentanza dei Sindaci: riteniamo che questo strumento di incontro debba essere fortemente potenziato e calendarizzato più frequentemente perché possa, sotto l’egida del Prefetto, trasformarsi in una cabina di regia permanente che si incontri con cadenza settimanale per promuovere una corretta linearità istituzionale e produrre uno scambio proficuo, in tempo reale, tra l’ASL e Amministratori

Il tempo che stiamo vivendo è di grande difficoltà e richiede un livello di comunicazione, un livello di solidarietà e di unità di intenti più elevato di ciò che stiamo producendo dal punto di vista politico.
Non è serio che vi siano forze politiche, con responsabilità di governo a livello regionale, occupate esclusivamente a soffiare sul fuoco della legittima e drammatica preoccupazione dei cittadini.
Compito della politica è trovare soluzioni, creare coesione ed essere di fattivo aiuto al personale sanitario a cui è richiesto uno sforzo enorme e a cui ciascuno di noi deve far arrivare il pieno sostegno.
Siamo di fronte alla più grande crisi globale dopo il secondo dopoguerra e questa classe politica è chiamata ad una responsabilità di gestione a cui deve, almeno, cercare di essere all’altezza e di cui ci chiederanno conto la storia e le generazioni future.

La Segreteria Provinciale

Partito Democratico
Coordinamento provinciale VCO

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Il Presidente Lincio eviti atteggiamenti irresponsabili ed inopportuni. I dati del contagio sono allarmanti.

Il gruppo di minoranza in consiglio provinciale Progetto VCO dissente fortemente e si oppone alla richiesta di uscita dalla zona rossa inviata al presidente Cirio, dal Presidente della Provincia Lincio , che riteniamo basata su una interpretazione soggettiva e non veritiera della reale situazione sanitaria della nostra Provincia.

Oltre ad essere tale richiesta fuori tempo rispetto all’entrata in vigore effettiva del DPCM del 4 novembre, ci stupisce che Lincio, dopo aver negato in questi anni la competenza della Provincia in materia sanitaria, ed essersi rifiutato di intervenire come Provincia nel dibattito sul futuro della nostra sanità e sulla scelta dell’ospedale unico, sia in grado ora anche di interpretare i dati epidemiologici e la situazione sanitaria del territorio della nostra Asl, minimizzando quella che in realtà è purtroppo una situazione che si sta rivelando ben più grave di quella che ci ha colpito nella prima ondata.
Dati, tra l’altro, che vengono forniti alla Regione che a sua volta li invia al Ministero della Salute.

Dati che ci dicono che la curva dei contagi nella nostra Asl è in continuo aumento, così come ricoveri e terapie intensive occupate, e che abbiamo la responsabilità e necessità di tutelare la salute dei nostri cittadini, il sistema sanitario ospedaliero e territoriale e bloccare la diffusione del virus ora, attraverso questo periodo di chiusura che ci indica in zona rossa ed in un area fortemente a rischio tra Lombardia e Svizzera.

Invitiamo il Presidente Lincio ad evitare atteggiamenti irresponsabili ed inopportuni, con un evidente intento politico, lasciando a chi ha competenza in materia sanitaria la decisione.

Siamo consapevoli che questo periodo di chiusura costerà sacrifici a molte imprese ed attività produttive (nonostante gli aiuti di Governo ed enti locali), ma la lotta alla diffusione del COVID 19 viene prima, proprio per permettere in prospettiva una ripresa economica.

Gruppo Provinciale Progetto VCO

Tamponi nel VCO: troppe lentezze e ritardi. La regione Piemonte intervenga.

I dati di questi ultimi giorni segnalano una forte crescita delle persone positive al Covid 19, con molti cittadini a casa con sintomi, l’aumento dei pazienti ricoverati negli ospedali del territorio e, di nuovo, i primi decessi di questa seconda ondata. Una situazione che deve vedere tutte le istituzioni impegnate al massimo per attenuare le conseguenze.

Sono ormai tante le segnalazioni che giungono di persone in quarantena in attesa che, attraverso il Sisp il servizio preposto della nostra ASL del VCO, ottengano un appuntamento per fare il tampone. E alle (poche) persone sottoposte i risultati arrivano con ritardo.
Chiediamo alla Regione Piemonte, a partire dall’assessorato alla sanità e al consigliere regionale del territorio Preioni di fare di più, molto di più, per mettere a disposizione dell’ASL e del Sisp più risorse (economiche e umane) per ridurre al minimo questa grave disfunzione.

Svolgere meno tamponi significa non poter monitorare e valutare la reale portata della pandemia nel nostro territorio e caricare sui singoli le scelte da compiere (ovvero isolamento volontario per se e i conviventi).
La situazione è difficile, ma questi ritardi devono vedere una risposta della Regione Piemonte che, purtroppo, manca con i tempi rapidi necessari.
Persino dei tamponi annunciati dal Presidente Cirio, per i test rapidi per il Covid-19 da prenotare in farmacia, ancora non è partito nulla, con colpevole ritardo.
Ci aspettiamo da chi guida la sanità regionale risposte veloci e comunicazioni ai cittadini chiare e precise.

Segreteria Provinciale PD VCO

Nomine. I Direttori ASL trattati come pedine dalla Lega e il VCO come merce di scambio (in emergenza Coronavirus). Preioni non pervenuto

È di ieri pomeriggio la notizia dell’avvicendamento tra i Direttori dei vertici ASL delle Province di Vercelli e del Verbano Cusio Ossola. Un fulmine a ciel sereno che ha dello sconcertante perché giunge senza alcun tipo di coinvolgimento delle Istituzioni territoriali, a partire dai Sindaci competenti confermando, ancora una volta, l’assoluto menefreghismo della Giunta Cirio e dell’Assessore Icardi per il Verbano Cusio Ossola.

È di dominio pubblico, infatti, lo scontro tutto interno alla Lega che muove i Dirigenti sanitari come fossero pedine ad uso e consumo di regolamenti interni del partito di maggioranza, che nulla hanno a che fare con una ragionata politica sanitaria, ma che sono dovuti alle sole logiche politiche di quel partito. Non sfugge il fatto che tale operazione fosse già stata tentata, senza successo, con la Provincia di Biella provocando una vera sollevazione del territorio che aveva spinto la Giunta regionale a desistere. Quindi perché non scaricare questo assurdo regolamento dei conti nel Verbano Cusio Ossola?

Senza contare che tutto questo imbarazzante teatrino viene fatto nel bel mezzo di una pandemia senza alcun rispetto per gli operatori sanitari che hanno dato l’anima nella fase di emergenza lasciando il territorio senza un mandato di politica sanitaria chiaro e in una fase di pericolosa incertezza per i prossimi mesi visto che è evidente ormai a tutti, nel pieno e doveroso rispetto da parte nostra della professionalità e delle capacità dei Dirigenti coinvolti, che si tratta di una soluzione assolutamente temporanea e priva di prospettiva.

Una domanda, in conclusione, sorge spontanea, ma in tutto questo l’unico rappresentante della nostra Provincia in Regione Piemonte, il Consigliere e Capogruppo della Lega Alberto Preioni, dov’è?

Alice De Ambrogi, Segretaria Provinciale
e Segreteria Provinciale

Partito Democratico
Coordinamento provinciale VCO

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La sanità del futuro. Le proposte del PD VCO

La sanità del FUTURO

La recente, e non ancora conclusa, pandemia per covid-19 ha messo a nudo nuove criticità ma anche inedite opportunità per il nostro sistema sanitario.

Per questo, sin da ora, è utile e necessario pensare alle strategie di breve periodo, per eventuali ondate di ritorno del virus ipotizzabili nel prossimo autunno così come, e di prospettiva, a seguito di un’esperienza che ha posto l’intero sistema sotto un altissimo livello di stress, con un ambizioso programma di riorganizzazione delle strutture e dell’offerta sanitaria facendo tesoro di quanto abbiamo imparato e mettendo queste nozioni a servizio di un futuro in cui si ipotizza un graduale ritorno alla normalità ma che, tuttavia, non potrà essere la stessa che conoscevamo prima.

COSA FARE SUBITO

La Regione in questi giorni ha deliberato, sulla base delle richieste e dei parametri del Ministero della Salute, la quantificazione e la relativa distribuzione dei posti letto di terapia intensiva e sub intensiva nonché gli investimenti necessari per creare percorsi differenziati di accesso ai DEA ed ai pronti soccorso.

La priorità, ora, è investire sulle persone. È evidente che senza un adeguamento del personale non si possa andare molto lontano, pertanto, nuove assunzioni e stabilizzazioni degli operatori sanitari assunti durante l’emergenza sono l’unica strada per onorare le promesse fatte.

La parola d’ordine del prossimo periodo dovrà essere FLESSIBILITA’.

Solo attraverso l’innesto di meccanismi di elasticità del sistema sanitario nella sua interezza (Ospedali, medicina territoriale, USCA, Medici di Famiglia, RSA) sarà possibile contenere le eventuali ondate d’urto a cui il virus potrebbe sottoporci nei prossimi mesi. Questo vuol dire predisporre le strutture ad essere pronte ad eventuali cambiamenti “in itinere” e potranno farlo soltanto con una organizzazione regionale ben definita e organica.

Infine, l’impatto del virus ha dimostrato che sono probabili livelli di cronicità più alti per alcune patologie legate a cuore, reni, polmone. Per questo, la necessità di investire su centri riabilitativi potrà dare una risposta efficace a questa nuova prospettiva.

LE RISORSE: come usarle?

Il Governo, con il Partito Democratico in prima linea, ha richiesto ed ottenuto che lo sforzo dell’Europa si orientasse, come non lo era mai stato prima, nella direzione di un futuro più giusto, meno ragionieristico e più sociale della gestione delle risorse disponibili per investimenti degli Stati membri.

Da qui è nata la rinegoziazione del cosiddetto MES, che non è altro che il metodo attraverso il quale gli Stati regolano i propri equilibri di stabilità, che ha definito una maggiore flessibilità nell’utilizzo dei fondi (36/37 miliardi circa di prestito disponibili per il nostro Paese ad un tasso di 0,115% da rimborsare in 10 anni e che non grava sul rapporto deficit/PIL) che potranno essere utilizzati per strutture edilizie, dotazioni tecnologiche, infrastrutture digitali, in particolare per potenziare:

●          Struttura e rete ospedaliera nazionale

●          Centri di cura e strutture di prossimità

●          Laboratori e rete diagnostica

●          Lungo degenza e centri riabilitativi

Non è difficile capire che si tratta di un’occasione straordinaria per rendere davvero efficiente e tecnologicamente avanzato il sistema sanitario, trovando un giusto equilibrio tra ospedalizzazione, assistenza territoriale e prevenzione.

Ciò vuol dire che la Regione si troverà nel giro di pochi mesi a dover iniziare una profonda riflessione sul loro utilizzo, e che molto dipenderà dall’impostazione concettuale che intenderà dare: conservativa oppure di svolta e modernità. Noi pensiamo che queste risorse, dedicate esclusivamente alla sanità, debbano essere utilizzate con efficacia e coraggio.

In primo luogo, con un piano di assunzioni straordinario sulla falsa riga di quanto fatto nella scorsa legislatura nel 2018 deliberando l’assunzione di 1400 persone su tre anni. Ora i tre anni sono passati e bisogna assumere almeno altre 1500 persone.

Inoltre, scegliere di non investire in innovazione tecnologica, in strutture ospedaliere nuove, non far partire per davvero la medicina territoriale sarebbe un errore che pagherebbero le generazioni future e che segnerebbe l’inadeguatezza ad affrontare le sfide più importanti della classe politica di oggi.

COSA FARE NEL VCO

La nostra Provincia trova spesso motivi di grande divisione sulle questioni legate alla Sanità. Pensiamo che sia il momento di fare un passo avanti e di assumere decisioni importanti e lungimiranti, non divisive (ascoltando tutti Sindaci, Tecnici, operatori, sindacati) senza posizioni ideologiche, risolvendo definitivamente questa situazione che perdura ormai da troppi anni.

Noi proponiamo:

●          Edilizia sanitaria: si riapra un tavolo di concertazione serio con il territorio. La soluzione proposta dalla Regione non sta in piedi, e tutto ciò è ancora più evidente dopo la dolorosa esperienza della pandemia. Le Regioni che avevano una medicina territoriale strutturata (Emilia-Romagna e Veneto, per esempio) sono quelle che hanno retto meglio la fase acuta. Davvero il nostro modello deve essere la Lombardia? L’attivazione della medicina territoriale (con le Case della Salute, le Unità speciali di continuità assistenziale, la collaborazione stretta coi medici di famiglia ecc.) insieme ad un ospedale nuovo, baricentrico e tecnologicamente avanzato rappresenterebbe il vero salto di qualità per il territorio. Il progetto immaginato dalla Regione (Ospedale nuovo ma depotenziato a Domodossola, declassamento del Castelli, nessun cenno alla medicina territoriale) non risponde a nessuna delle necessità reali della nostra Provincia: cosa sarebbe successo se il Castelli fosse stato senza DEA ed in mano ai privati e senza nessuna sanità territoriale? Il progetto del centro destra rappresenta, ancor di più alla luce del covid-19, un autogol clamoroso di cui le generazioni future pagheranno pesantemente le conseguenze

●          Ricerca: si investa in ricerca ed innovazione tecnologica, nuovi macchinari, si rifletta davvero su come spendere le risorse.

●          Personale: alcune delle inefficienze del nostro sistema sanitario sono, da tempo, neutralizzate dalla straordinaria professionalità ed abnegazione del personale. L’emergenza Covid-19 ha accentuato lo sforzo degli operatori ed ora vi è il problema del recupero delle prestazioni rinviate nella fase acuta che li costringerebbe ad uno sforzo ulteriore e prolungato. La Regione riprenda in mano il piano di assunzioni previsto dalla Giunta Chiamparino e proceda velocemente a stabilizzare il personale assunto durante il periodo di emergenza perché il potenziamento delle rianimazioni è giusto e conforme alle direttive del Governo ma impossibile senza il personale adeguato.

●          CUP: arrivano molte proteste da utenti del VCO perché il servizio di prenotazione centralizzato risulta inefficiente e con scarsa conoscenza della nostra realtà territoriale, le Regione trovi una soluzione, non è accettabile che i cittadini perdano ore per una semplice prenotazione di una visita.

Segreteria Provinciale
Partito Democratico Verbano Cusio Ossola

Giugno 2020